Un’importante ricerca condotta da Weill Cornell Medicine, NewYork-Presbyterian e dall’Università della California, Berkeley, ha seguito per quattro anni oltre 4.000 bambini e ragazzi, con un’età media di 10 anni, per capire come l’uso di telefonini, videogiochi e social media influenzi la loro salute mentale.
Il risultato? Una parte consistente dei giovani, già a partire dagli 11 anni, sviluppa un rapporto problematico con questi strumenti digitali. Circa un terzo dei partecipanti ha mostrato segnali di utilizzo compulsivo – cioè un bisogno continuo e difficile da controllare – soprattutto dei social network e degli smartphone.
Secondo gli studiosi, quando questo comportamento peggiora nel tempo, aumenta anche il rischio di soffrire di problemi psicologici seri. Tra questi: pensieri negativi, ansia, depressione e persino l’idea di togliersi la vita. Ad esempio, chi fa un uso molto intenso dei social media ha un rischio di comportamenti suicidi quasi tre volte superiore rispetto a chi li usa in modo più equilibrato. Anche la dipendenza dai videogiochi è stata collegata a sintomi come isolamento sociale e difficoltà emotive.
Il punto chiave, secondo i ricercatori, non è semplicemente quanto tempo i ragazzi passano davanti a uno schermo, ma quanto quel tempo cresce e diventa fuori controllo anno dopo anno. Un campanello d’allarme da non ignorare, per genitori, educatori e ragazzi stessi.


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