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Le trappole dell’amore

Recentemente sono stata alla conferenza della dottoressa Roberta Bruzzone, psicologa forense, criminologa, esperta di analisi della scena del crimine e volto noto della TV., sala stracolma, gente di ogni età, tutti pronti ad ascoltare il tema della serata: “Dipendenza affettiva: conoscerla e contrastarla”

La Bruzzone, con il suo stile diretto e senza fronzoli, ha snocciolato dati, raccontato casi reali e spiegato come riconoscere e difendersi da relazioni tossiche. Una relazione chiara, precisa, senza mezzi termini. Ma sapete qual è stata la mia reazione? Sorpresa totale! Non fraintendetemi, la Bruzzone è bravissima, ma per me erano tutte cose ovvie.

Eppure, a giudicare dalle facce attente e dai cenni di approvazione del pubblico, non lo erano affatto per molti. E qui sorge la vera domanda: com’è possibile che, nel 2025, ci siano ancora donne disposte a farsi sopraffare da un uomo? Lo dico con leggerezza, ma il tema è serissimo. Sentire che ancora troppe donne si trovano impigliate in rapporti sbilanciati, in cui annullano sé stesse per l’altro, mi lascia incredula.

Eppure accade, e anche spesso. E la cosa più inquietante? Non sono solo le giovanissime a cadere in certe dinamiche, ma anche donne mature, intelligenti, indipendenti. Perché il problema non è l’età o il livello culturale, ma il modo in cui certe persone sanno insinuarsi nella vita degli altri, lentamente, senza che nemmeno se ne accorgano.

È come una goccia che scava la roccia, giorno dopo giorno. Forse la verità è che l’amore non rende ciechi, ma un po’ miopi sì. Si parte con piccoli compromessi (“Dai, lo faccio per lui”), poi si chiude un occhio, poi due… e alla fine non si vede più niente. E allora sì, serve parlarne, serve una Bruzzone che sbatta in faccia la realtà.

Perché l’amore vero è rispetto, è libertà, è camminare insieme. Se bisogna elemosinare attenzioni o vivere con la paura di dire la cosa sbagliata, non è amore: è una trappola. Morale della favola? Occhi aperti, autostima alta e scarpe da ginnastica per correre lontano da certe situazioni. E, se serve, un’amica pronta a ricordarti chi sei davvero.

Maria Bernasconi

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