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Riscaldamento (quasi) globale? In Antartide il ghiaccio torna a crescere

Quando sentiamo la parola “globale” pensiamo subito a qualcosa di enorme, che riguarda tutti: come un disastro totale. Per anni, l’espressione riscaldamento globale ha dominato i titoli dei giornali, dando l’idea di una minaccia seria e urgente per il nostro pianeta. Eppure, qualcosa sta cambiando… e quasi nessuno ne parla.

Uno studio cinese, pubblicato di recente su Science: China Earth Sciences, ci dice che tra il 2021 e il 2023 la calotta glaciale dell’Antartide ha guadagnato massa, invece di perderla. In parole semplici: il ghiaccio è aumentato, al ritmo di 108 miliardi di tonnellate l’anno. Negli anni precedenti (dal 2011 al 2020), invece, perdeva circa 142 miliardi di tonnellate di ghiaccio ogni anno.

Per capire l’importanza della notizia, basta sapere che la calotta glaciale antartica copre quasi tutto il continente, con uno spessore medio di oltre 2 chilometri e contiene più del 60% dell’acqua dolce del mondo. È il frigorifero della Terra.

E allora? Se l’Antartide si sta raffreddando di nuovo, possiamo ancora parlare di “riscaldamento globale”?
In teoria, se qualcosa è globale, deve valere ovunque. Ma se in un’intera parte del pianeta – e che parte! – il ghiaccio sta crescendo, allora forse non è più corretto chiamarlo “globale”.

Certo, potrebbe trattarsi di una fase temporanea. Ma intanto la notizia non ha fatto il giro del mondo, come invece accade spesso con gli allarmi climatici. Forse perché “riscaldamento quasi globale” non suona altrettanto drammatico. E forse, per comodità, si preferisce ignorare il gigante di ghiaccio in fondo al mappamondo.
Dopotutto, a parte qualche pinguino… chi vive laggiù?

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