La recente divulgazione dei dati concernenti gli abusi su minori all’interno della Chiesa evangelica in Germania ha suscitato una profonda agitazione nell’opinione pubblica. I risultati dell’ampio studio commissionato dalla chiesa protestante tedesca rivelano un allarmante numero di oltre 9.000 minori coinvolti in episodi di abusi, dall’anno 1946 fino ai giorni attuali.
La vescova Kirsten Fehrs, in qualità di presidente del Consiglio della Chiesa evangelica in Germania (Ekd), ha emesso un significativo mea culpa di fronte a questi preoccupanti risultati. Ha manifestato la sua scioccante costernazione per la violenza inflitta ai bambini, compresa quella perpetrata negli asili nido, mettendo in luce l’assenza di protezione e giustizia da parte della Chiesa. Fehrs ha apertamente riconosciuto il massiccio fallimento nel prevenire e affrontare gli abusi, sia al momento in cui si sono verificati che successivamente, quando le vittime hanno avuto il coraggio di farsi avanti.
L’indagine è inclusa in un pacchetto di misure varato dal Sinodo Ekd nel novembre 2018 al fine di proteggere dall’abuso e dalle molestie sessuali. La Chiesa evangelica ha istituito un consiglio consultivo per la protezione contro la violenza, commissionando comitati indipendenti nelle chiese regionali e incorporando le disposizioni di protezione contro la violenza nei regolamenti legali. Questo rappresenta un concreto sforzo volto ad affrontare il problema in modo tangibile.
I dati rivelati sono sconcertanti: si contano almeno 2.200 vittime confermate, ma il totale dei minori coinvolti potrebbe superare i 9.000, coinvolgendo oltre 3.000 presunti abusatori. Di questi, circa un terzo sarebbero pastori e vescovi, mentre gli altri farebbero parte del personale legato alle organizzazioni della Chiesa, con particolare riferimento a Diaconia. Questi numeri sorprendenti evidenziano la necessità di un’azione immediata e incisiva.
I risultati dello studio, che rappresentano soltanto la “punta dell’iceberg”, sono attualmente oggetto di valutazione all’interno del forum di partecipazione, coinvolgendo attivamente tutti i membri della Chiesa e le persone interessate. Dorothee Wüst, portavoce dei rappresentanti ecclesiastici nel forum, ha enfatizzato l’importanza di affrontare il fallimento istituzionale e personale evidenziato dalla ricerca, sottolineando la necessità di un approccio correttivo tempestivo e accurato.
Il forum di partecipazione intende presentare un piano d’azione con conseguenze concrete nel novembre 2024, in stretta collaborazione con i ricercatori dello studio. Detlev Zander, portavoce delle persone colpite, ha enfatizzato l’urgente necessità di implementare cambiamenti istituzionali significativi nella Chiesa e nelle organizzazioni diaconali al fine di smantellare le strutture di potere che favoriscono la violenza sessuale. Ha sottolineato l’importanza di un impegno collettivo e personale per assicurare un radicale cambiamento nell’approccio della Chiesa alla protezione dei minori.

