VOLA L’EXPORT DELL’AGROALIMENTARE MADE IN ITALY
Pubblicato dalla Redazione il 17 November 2010
Volano all’estero i prodotti base della dieta mediterranea Made in Italy, con un aumento del 9 per cento nelle esportazioni in quantità , che conferma la grande fiducia conquistata dalle produzioni tricolori a tavola. È quanto afferma la Coldiretti, sulla base dei dati Istat relativi ai primi sette mesi dell’anno, in occasione dell’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco. Molto positive – rileva la Coldiretti – le performance di ortaggi (+20 per cento in quantità nell’export), frutta (+18 per cento) e olio d’oliva (+10 per cento), ma anche gli altri elementi simbolo come la conserva di pomodoro (+3 per cento), pasta (+2 per cento) e vino (+1 per cento) fanno segnare un aumento sia pure contenuto a dimostrazione della tenuta complessiva del made in Italy a tavola nonostante la crisi globale.
Tutti i prodotti cardine della dieta mediterranea vedono del resto l’Italia ai vertici mondiali nella produzione. Il Belpaese è, infatti, il primo produttore mondiale di pasta e vino, mentre nell’olio occupa la piazza d’onore, pur essendo il primo esportatore. Ma l’Italia è anche il primo produttore europeo di frutta e ortaggi, oltre che il primo a livello mondiale di kiwi, uva, carciofi, il secondo per pesche e nettarine, carrube, nocciole, il terzo con cavolfiori e broccoli, pere, il quarto su lattuga e cicoria, mandorle, ciliegie, castagne. Primato nelle esportazioni anche per le conserve di pomodoro, di cui lo Stivale è anche il terzo produttore a livello mondiale.
Ma il successo all’estero dei prodotti della dieta mediterranea – sottolinea Coldiretti – rappresenta anche un volano di sviluppo per il turismo enogastronomico che vale cinque miliardi e si conferma il vero motore della vacanza Made in Italy, unico segmento in costante e continua crescita nel panorama dell’offerta turistica nazionale.
L’Italia è, del resto, l’unico paese al mondo che può contare anche sulla leadership europea nella produzione biologica e nell’offerta di prodotti tipici con ben 213 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e 4.511 specialità tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 498 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (320 vini Doc, 41 Docg e 137 Igt).
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