Terzi alla VIII conferenza egli ambasciatori

Pubblicato dalla Redazione il 16 December 2011

“Noi siamo consapevoli che solo dall’Europa potrà partire il rilancio dell’Italia, ma anche che solo con l’Italia potrà aversi un rilancio della dimensione europea. Il nostro Paese deve quindi giocare un ruolo di prima linea nel difendere il Continente da ogni deriva verso la “rinazionalizzazione” delle politiche”. Così il ministro Giulio Terzi nel suo intervento di apertura dei lavori dell’Ottava Conferenza degli Ambasciatori, che si svolge alla Farnesina, alla presenza del Presidente del Consiglio, Mario Monti.

Proprio Monti ha ricordato gli impegni del Governo in sintonia con l’Europa, nonché la funzione ed il ruolo essenziale della diplomazia che anche in questo momento di crisi economica rappresenta una risorsa per il Paese per poterla superare.

“Vi ho ascoltato come premier ma anche come ministro dell’Economia” ha detto Monti agli ambasciatori, sottolineando il proprio impegno nel “valorizzare la missione” della rete diplomatica.

Terzi, dopo il saluto del Segretario Generale, Giampiero Massolo, che ha ricordato il ruolo della diplomazia nella strategia della politica estera del Paese, ha sottolineato che “si sta consolidando un quadro nel quale al nostro Paese viene riconosciuto a Bruxelles un ruolo diverso e più influente sugli affari europei; si accrescono le aspettative verso ciò che l’Italia può offrire, nel contribuire alla sicurezza, allo sviluppo, alla promozione e al sostegno delle istituzioni democratiche e della dignità della persona anche nei più lontani angoli del Pianeta”.

Terzi è quindi passato a ricordare le linee fondamentali della politica estera dell’Italia “in chiave europea, atlantica, mediterranea e globale” ispirate ad una “sostanziale continuità, con nuove intonazioni adattate ai contesti in costante evoluzione, soprattutto quelli che caratterizzano la sponda sud del Mediterraneo”.

“I sommovimenti iniziati esattamente un anno fa in Tunisia – ha ricordato il ministro – e propagatisi in tutta l’area Mediterranea hanno riportato l’attenzione in una regione dove il nostro ruolo di Paese-cerniera tra l’area euro-atlantica e quella euro-mediterranea ci assegna una posizione privilegiata e grandi responsabilità. In quest’area, cruciale per la nostra sicurezza nazionale, i fermenti di libertà e rinnovamento devono tradursi, con il sostegno internazionale, in percorsi di democratizzazione e di crescita, di modernizzazione sociale ed economica, di rilancio delle opportunità educative, di apertura e integrazione dei mercati, di rispetto per le libertà fondamentali, dei diritti delle donne e delle minoranze religiose”.

“Occorre inoltre – ha aggiunto – far compiere un salto di qualità agli strumenti di cui la politica europea e internazionale dispongono, anche dopo l’importante passo avanti della Deauville Partnership del G8, per la stabilizzazione e la cooperazione in un’area come il Mediterraneo. Per l’Italia, si tratta della globalizzazione alle porte di casa, un insieme di fenomeni in cui dobbiamo proiettarci da protagonisti per volgerli a beneficio dei diritti, di una crescita sostenibile e inclusiva, della pace e della sicurezza”.

“Altrettanto fondamentale” per il ministro “è il nostro ancoraggio alla dimensione transatlantica, sia attraverso il nostro rapporto bilaterale con gli Stati Uniti, sia nel quadro dell’Unione Europea. È quindi nostro interesse promuovere una crescente complementarietà tra la sede privilegiata della cooperazione transatlantica, la NATO, e una rafforzata e innovativa azione nell’ambito della politica di sicurezza e di difesa comune europea”.

“In generale, – ha spiegato ancora – le dimensioni economiche e di sicurezza non possono che essere concepite all’interno del contesto globale. La nuova e necessaria governance economica e finanziaria – da una parte – e quella politica e di sicurezza dall’altra continueranno a rappresentare una priorità per l’Italia. È un contributo utile e richiesto, che giova alla comunità internazionale, che è coerente con i nostri interessi nazionali; esso è mosso da principi e valori guida nelle aree di crisi, mirate al progresso della pace, all’affermazione dello stato di diritto e allo sviluppo economico e sociale. Forte della sua presenza nel G8 e nel G20, il nostro Paese continuerà a svolgere un ruolo da protagonista, consapevole che l’affermarsi di nuove così importanti realtà offre opportunità da cogliere per l’internazionalizzazione del nostro sistema economico”.

“La Farnesina – ha quindi proseguito il ministro – rappresenta un elemento centrale per la crescita economica del Paese e deve ancor più sostenere tale onerosa responsabilità nella sua azione futura. Lo può e lo deve fare cogliendo i punti di forza nel processo di internazionalizzazione della nostra economia, valorizzando il collegamento tra impresa e cultura, il tessuto delle piccole e medie imprese con maggiore propensione all’export e alle partnership internazionali, i crinali di attrazione per l’investimento estero e – aspetto di estrema importanza – la vasta, qualificata e appassionata presenza dei nostri concittadini, di comunità di origine italiana, nel mondo”.

“Nel rispondere alle necessità di sostenere sempre e ovunque l’interesse e i valori dello Stato, – ha riflettuto Terzi – i nostri Capi Missione si confrontano a difficoltà crescenti che la situazione finanziaria comporta per questa Amministrazione, ancor più che per altri comparti del settore pubblico”.

Terzi ha poi sottolineato “che la diplomazia ha vissuto negli ultimi già difficili anni, e sta ancor più vivendo ora, disagi e restrizioni conservando la straordinaria motivazione che da sempre ha contraddistinto nel nostro Paese i migliori servitori dello Stato. Siamo ora impegnati – ha assicurato – a rivedere gli assetti complessivi di questa Amministrazione in chiave di standard europei, in quel processo di adeguamento – peraltro già avviato da tempo – alle migliori politiche tra i nostri migliori partner. Sotto alcuni profili – ha quindi concluso, – si deve peraltro rilevare come sia proprio la diplomazia italiana ad essere “titolare” di standard di eccellenza a livello europeo”.

Domani si terrà la seconda ed ultima giornata dei lavori della Conferenza, che sarà conclusa dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

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