Data odierna 22-11-2017

Dopo due anni di preparazione, e numerosi rinvii, cambi di rotta ed aggiustamenti vari, sarà finalmente lanciato il 3 aprile prossimo il nuovo Portale Inps. Siamo tutti ovviamente interessati a capire...

Il 3 aprile sarà lanciato il nuovo Portale INPS

Dopo due anni di preparazione, e numerosi rinvii, cambi di rotta ed aggiustamenti vari, sarà finalmente lanciato il 3 aprile prossimo il nuovo Portale Inps.

Siamo tutti ovviamente interessati a capire come funziona, se sarà più semplice accedere, se ci saranno maggiori informazioni e nuove funzionalità, se insomma il lavoratore, il pensionato, gli operatori del settore, gli utenti tutti, saranno posti al centro dell’attenzione dell’Istituto previdenziale italiano.

Si parla di 40.000 pagine disponibili, di un sito ottimizzato per PC e device mobili (smartphones e tablets), navigazione per utente o servizio, attenzione alla facilità di utilizzo e comprensione, termini tecnici spiegati attraverso apposite schede a finestra.

Il Portale, che tra l’altro sarà completamente rinnovato nella grafica e nei contenuti, si adatterà – negli auspici degli ideatori – alle esigenze dell’utente che potrà scegliere tra una serie di opzioni tra le quali: la classica opzione di ricerca con cui recarsi immediatamente sulla pagina desiderata e la sezione “trova il servizio”, nella quale selezionare la categoria in cui ci si riconosce (famiglia, pensionati, lavoratori, disoccupati, migranti, aziende, intermediari).

Come ha dichiarato lo stesso Presidente dell’Inps Tito Boeri fin dalla homepage sono messi a disposizione strumenti di ricerca avanzata; temi e categorie di utenza sono alcuni dei nuovi punti di ingresso messi a disposizione dell’utente; i contenuti, come news, prestazioni, schede di orientamento, sono protagonisti dell’homepage; nella homepage e in tutto il portale sono presenti strumenti di supporto e feedback, per mettere l’utente al centro dell’esperienza, supportarlo e ascoltare i suoi bisogni e le sue esigenze.

Insomma sembrerebbe quasi di vivere in Canada o in Australia dove tuttavia questi servizi sono offerti già da decenni: meglio tardi che mai, se effettivamente alle promesse corrisponderanno i fatti e se come preannunciato  la totalità delle prestazioni potrà essere gestita per via telematica, secondo i principi di «tracciabilità, uniformità su tutto il territorio nazionale, trasparenza e qualità del servizio». E speriamo che soprattutto che non ci si sia dimenticati dei lavoratori e dei pensionati residenti all’estero.

I deputati Marco Fedi e Fabio Porta

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