Data odierna 24-04-2017

  L’albicocco viene estasamente coltivato in tutte le regioni italiane, fino ad un’altitudine massima di 1000 metri, ma limitatamente ad alcune vallate alpine ben protette dai venti freddi. Sembra...

Albicocco (Prunus armeniaca)

 

L’albicocco viene estasamente coltivato in tutte le regioni italiane, fino ad un’altitudine massima di 1000 metri, ma limitatamente ad alcune vallate alpine ben protette dai venti freddi.

Sembra sia originario dell’Asia centro-meridionale, ma secondo alcuni botanici sarebbe stato introdotto in tempi molto remoti dalla Cina; comunque al tempo dei romani era già coltivato in Armenia, dove si era acclimatato ottimamente. Da qui si è diffuso rapidamente in tutte le regioni dell’Europa meridionale e soprattutto nel bacino del Mediterraneo. A seconda del portainnesto impiegato e del sistema di allevamento, le piante possono assumere un portamento arboreo o possono venire educate in forme obbligate; nelle zone soggette a forti abbassamenti di temperatura può crescere unicamente a ridosso delle case o dei muraglioni esposti a sud. Si coltivano diverse varietà che vengono moltiplicate per innesto su soggetti di susino mirabolano o anche di mandorlo selvatico.

 

L’albicocco è un albero a foglie caduche, alto al massimo 6-7 metri, per lo più a chioma globosa, a branche principali prima oblique e poi disposte quasi orizzontalmente; le foglie ovato-cuoriformi, sono sorrette da lunghi piccioli. I fiorni sono bianchi e spuntano da febbraio ad aprile; i frutti sono delle drupe carnose a buccia e polpa generalmente aranciate.

 

 

Quando si raccoglie

 

Le albicocche si staccano dai ramo quando hanno preso un bel colore aranciato e sono morbide al tatto; in pochi giorni completano la maturazione e sono pronte per il consumo.

 

 

Come si utilizza

 

Le albicocche, che maturano tra giugno e agosto, si consumano fresche o essicate o si usano per preparare succhi, marmellate o liquori. Poche varietà hanno mandorle dolci e commestibili; tutte le altre hanno mandorle amare e velenosissime.

 

 

Come si prepara per la conservazione

 

Il frutto usato allo stato fresco naturalmente non dura che alcuni giorni. Per una facile conservazione dividilo a metà, toglierne il nocciolo oe stendere su graticci all’aria. È comunque preferibile sciropparlo con una soluzione preparata con acqua calda e zucchero.

 

 

Alcuni consigli:

 

 

Per rinforzare la vista: schiacciare 4 albicocche mature. Aggiungere un cucchiaio di miele e mescolare bene. Mangiarle a digiuno.

 

 

Per abbellire la carnagione: far cuocere 3 albicocche per 5 minuti con poca acqua. Schiacciarle ed unire mezzo bicchiere di latte. Amalgamare bene e stendere sul viso per 30 minuti. Sciacquare con acqua tiepida.

 

 

Una bevanda vitaminica: bollire 100 grammi di albicocche in un litro d’acqua per 10 minuti. Filtrare. Aggiungere due cucchiai di miele ed un tuorlo. Prenderne un bicchierino lontano dai pasti. Il liquido va conservato in figrorifero per non oltre una settimana.

 

 

Per rinfrescare l’intestino: bollire due albicocche secche in un quarto di acqua calda per 15 minuti. Bere a digiuno e mangiare anche i frutti.

 

 

Curiosità

 

Le due facce dell’albicocca

 

L’albicocca consumata fresca ha una discreta proprietà antidiarroica; essicata e preparata come le prugne diventa invece lassativa.

 

 

 

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