Data odierna 22-04-2018

Intervista a Laura Garavini Onorevole Garavini, sono state indette le elezioni Comites. Si vota per corrispondenza e la data ultima per inviare il plico ė il 19 di dicembre. I tempi sono strettissimi....

Laura Garavini – Deputata PD, eletta nella Circoscrizione Europa

Intervista a Laura Garavini

Onorevole Garavini, sono state indette le elezioni Comites. Si vota per corrispondenza e la data ultima per inviare il plico ė il 19 di dicembre. I tempi sono strettissimi. Non sarebbe stato meglio spostare le elezioni nel 2015?
Abbiamo provato a fare svolgere le elezioni nei primi mesi del 2015. Come gruppo del Pd alla Camera, anche durante le settimane estive, abbiamo condotto un serrato confronto col Governo proprio per cercare di avere piú tempo per le elezioni e per la preregistrazione. L’ipotesi era quella di indire le elezioni quest’anno e tenerle solo nel marzo del 2015. Purtroppo però non ė stato possibile. Avremmo perso i 7 milioni di euro stanziati faticosamente dal Governo per il 2014 e non avremmo avuto nessuna garanzia del rinnovo nel 2015. Sappiamo che cosa hanno significato i rinvii decisi negli ultimi anni dai Governi Berlusconi e Monti. Si ė passati di rinvio in rinvio, depotenziando e stremando i comites, al punto che erano in carica da 10 anni e nessuno li prendeva piú sul serio.

Ma adesso ce la si puō fare con tempi così stretti?
Certo. Ė una scelta coraggiosa, per la quale serve l’impegno di tutti. Ma tra l’opzione “acceleriamo, in modo da garantire il rispetto dei diritti dei nostri connazionali” oppure “rinviamo tutto per paura di un flop” io rispondo: ‘se ci diamo tutti da fare, possiamo finalmente ridare voce ai diritti dei nostri concittadini all’estero.

Come si vota?
Il sistema di voto sarà lo stesso delle scorse elezioni: vale a dire per corrispondenza. Arriverà a casa la busta con le schede, da rispedire votate al Consolato entro il 19 dicembre 2014. Però c’ė un’importante novità: riceveranno a casa il plico elettorale soltanto quegli elettori che, iscritti all’Aire da almeno sei mesi, avranno provveduto a registrarsi preliminarmente in un apposito registro presso i Consolati. È possibile farlo già da ora.

Perchè ci si deve registrare? Non ė una fatica inutile?
Al contrario. Ė una nostra conquista, come Pd. Era da anni che chiedevamo l’introduzione di questo meccanismo per il voto per corrispondenza alle politiche. Abbiamo presentato proposte di legge finalizzate ad introdurlo sia in questa legislatura che in quella precedente, a prima firma dei nostri capigruppo di Camera e Senato, proprio per sottolinearne il valore. In questo modo vogliamo rendere più sicuro il voto. Non è ammissibile che ad ogni tornata elettorale si scoprano scandali legati a buste comprate, rubate o sottratte. Con la preregistrazione verranno mandati i plichi solamente alle persone che ne hanno fatto espressa richiesta.
In questo modo, oltre ad evitare sprechi di denaro pubblico, si ridurrà consistentemente anche il rischio di brogli.

Come si fa per partecipare al voto?
Da subito è possibile iscriversi ai Consolati per potere partecipare al rinnovo dei Comites. L’iscrizione al registro degli elettori può avvenire in tanti modi: recandosi di persona al Consolato di residenza, oppure mandando il modulo di iscrizione compilato al Consolato di riferimento per posta, per fax oppure via mail.
Al modulo va allegata una copia del proprio documento di identità, uno per ogni elettore. (Per i cittadini che risiedono in Svizzera il modulo è scaricabile dal sito del proprpio Consolato di riferimento.

Quali sono i compiti dei Comites?
I Comites servono a portare le istanze delle nostre comunità nel mondo all’attenzione non solo delle autorità italiane, ma anche di quelle locali nei rispettivi paesi di residenza.
Molto frequentemente, nel corso dell’attuale mandato, i Comites non hanno adempiuto fino in fondo a tali compiti, soprattutto per quanto riguarda l’azione di lobby nei confronti delle istituzioni straniere locali.
Può essere invece molto proficuo impegnarsi in questa direzione e anche se tanti connazionali oggi sono ben integrati nelle rispettive realtà di residenza, lo stesso mettere in atto singoli interventi, specificatamente mirati a sostegno delle comunità italiane, può apportare grossi benefici al vivere quotidiano di tanti connazionali all’estero.

Cosa può fare concretamente un Comites? Può fare qualche esempio?
Penso a Comites impegnati ad esempio nell’ot-tenimento di classi bilingui per scolari all’interno delle scuole locali oppure alla predisposizione di case di cura multiculturali con personale dotato di conoscenze linguistiche dell’italiano, oppure semplicemente al sostegno di attività volte a promuovere l’identità e la cultura italiane all’estero.
Tutti interventi molto concreti e preziosi, per il raggiungimento dei quali servono Comites capaci, motivati, pieni di energie.
Adesso ci vuole una capillare campagna informativa, volta ad informare i connazionali della esigenza di doversi registrare preliminarmente per potere partecipare al rinnovo dei Comites. Spero di potere contare sull’appoggio di tutte/i.
Come ci si candida?
Bisogna accordarsi con esponenti di realtà rappresentative del proprio territorio di cui si condividano valori e obiettivi, così da presentare una lista che raccolga il maggiore consenso possibile. A seconda del numero dei cittadini italiani residenti nella circoscrizione consolare cambia il numero di candidati della lista. I candidati in lista devono essere almeno tanti quanti sono i membri del Comites da eleggere.
Ogni lista si compone di 12 candidati, nelle circoscrizioni con meno di 100.000 residenti e di 18 candidati, nelle circoscrizioni con più di 100.000 residenti al 31 dicembre dell’anno scorso.

Come si predispone una lista?
Per ogni candidato bisogna indicare il cognome, il nome, il luogo e la data di nascita, e la posizione in lista con un numero progressivo. Le  liste  elettorali  devono garantire le pari opportunità. Non si possono candidare i dipendenti dello Stato che prestano servizio all’estero,  compresi il personale a contratto, né i direttori di attività sco-lastiche che operano  nel  territorio del Comitato, come pure i rappresentanti legali di comitati di assistenza che ricevono soldi pubblici.

Quali requisiti deve avere una lista per essere valida?
Per essere valida, ogni lista deve essere sottoscritta da un certo numero di firme di connazionali iscritti all’Aire. Le firme devono venire AUTENTICATE da un funzionario consolare autorizzato a farlo.
Per ciascun connazionale che sottoscrive la lista bisogna indicare cognome, nome, luogo e data di nascita.
Per agevolare al massimo la raccolta delle firme AUTENTICATE può essere utile invitare un funzionario consolare presso una festa associativa o in un luogo in cui si possano fare convergere contemporaneamente più sotto-scrittori. Devono essere raccolte almeno 100 firme per le collettività sotto ai 50.000 italiani. Ed almeno 200 firme di iscritti all’AIRE per le collettività dove vivono più di 50.000 italiani.

È vero che i partiti non devono raccogliere firme per presentare una lista?
No, non è vero. Alla Camera abbiamo bocciato questa ipotesi e non verrà reinserita al Senato. Tutte le liste, anche quelle presentate con logo di partito, devono raccogliere le firme autenticate. Altrimenti la lista non è valida.
Se anche fosse stata introdotta questa regola, noi del Pd non ne avremmo fatto uso perchè riteniamo che i Comites debbano essere una realtà apartitica, espressione dei territori.
Si rinnovano tutti i Comites attualmente esistenti?
No. La legge dice che si vota in ogni circoscrizione consolare, oppure là dove ci siano costituite comunità superiori ai 3.000 abitanti. Dal momento che negli ultimi dieci anni si sono chiusi numerosi consolati non si sarebbe dovuto votare in ben 35 località, penalizzando territori numeri-camente molto popolosi. Per questo ci siamo fortemente spesi, come gruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati, affinchè non si procedesse in modo burocratico, bensì si tenesse conto del servizio che i Comites possono dare alle comunità, proprio là dove si è chiuso il Consolato. Il Governo ha tenuto conto della nostra sollecitazione e ha fissato il criterio secondo cui si rinnoveranno i Comites anche in quelle circoscri-zioni soppresse da meno di 5 anni in cui risiedano almeno 20 mila connazionali. Dunque si eleggeranno i Comites, nonostante non esistano più le rispettive circoscrizioni consolari nelle seguenti 11 città: Liegi, Genk, Mons, San Gallo, Losanna, Manchester, Norimberga, Lilla e Saar-brucken, Chambery e Puerto Ordaz.

E quali sono i Comites che si eleggono per la prima volta?
Si eleggono 16 nuovi Comites lá dove la collettività residente ha raggiunto la cifra minima di tremila connazionali. Si tratta di Assunzione, Bangkok, Brasilia, Bucarest, Dubai, Il Cairo, La Paz, Lisbona, Oslo, Panama, Praga, Pretoria, Tunisi, Varsavia, Vienna e Wellington.

E quali sono invece i Comites che non si rinnovano?
Purtroppo non si ricostituiranno i Comites di: La Louvière, Namur, Bastia, Bordeaux, Digione, Grenoble, Mulhouse, Tolosa, Amburgo, Mann-heim, Bedford, Bienne, Bellinzona, Coira, La Chaux de Fonds, Locarno, Lucerna, Neuchatel, Sion, Soletta, Wettingen, Durban, Edmonton e Newark. È chiaro però che verranno inglobati nei Comites del nuovo Consolato di riferimento. Dunque chi fosse interessato potrà comunque candidarsi per una circoscrizione molto più ampia territorialmente.

Cosa bisogna fare adesso?
Bisogna iscriversi e sensibilizzare amici, parenti, conoscenti a fare altrettanto. Il rinnovo dei Comi-tes, dopo tre rinvii e 5 anni di ritardo, è una grande vittoria per gli italiani all’estero. Ma potremo festeggiare questa vittoria soltanto nel momento in cui tanti connazionali avranno esercitato davvero questo diritto. Altrimenti sarà un’occasione man-cata ed una sconfitta per tutti coloro che credono nella democrazia. Allora al lavoro!

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