Data odierna 18-11-2017

UNIONE EUROPEA E RELATIVA VALUTA MONETARIA RESISTONO AL DILAGANTE POPULISMO DOPO LA RECENTE ELEZIONE IN FRANCIA. Lo strepitoso successo politico del giovane banchiere Emmanuel Macron eletto recentemente...

La nuova Europa

UNIONE EUROPEA E RELATIVA VALUTA MONETARIA RESISTONO AL DILAGANTE POPULISMO DOPO LA RECENTE ELEZIONE IN FRANCIA.

Lo strepitoso successo politico del giovane banchiere Emmanuel Macron eletto recentemente a dignità presidenziale della seconda repubblica francese, ottenendo inaspettatamente il 66,1% di voti contro il 33,9% della sua avversaria Marin Le Pen, lasciando attonita l’intera Gallia, costituisce una garanzia di sopravvivenza per almeno un ulteriore quinquennio dell’Unione Europea e della sua moneta.

Con l’insediamento all’Eliseo del nuovo presidente eletto inizierà una nuova fase politica per la Francia e per l’Europa, un itinerario irto di pungenti difficoltà economiche e istituzionali di ordine nazionale ed internazionale.

Il giovanissimo residente all’Eliseo Marcon, animato da ardore di rinnovamento e consapevole della sua enorme responsabilità etica di gestione politica, inizia la sua quinquennale amministrazione presidenziale con fermo proposito di effettuare una radicale modifica delle istituzioni sia domestiche che europee.

Le autorità e istituzioni comunitarie nell’immediato futuro dovranno dimostrare una maggiore sensibilità intuitiva e uditiva alle richieste e aspettative dei cittadini a differenza della vecchia gestione europea che fino alla data odierna ha dimostrato incompetenza, negligenza politica e amministrativa, i cui dipendenti, trastullandosi nell’agio di favolose remunerazioni finanziarie, sono stati unicamente capaci di percepire puntualmente ad ogni scadenza mensile immeritate ingenti somme di denaro.

I suddetti signori eurocrati e politici sono responsabili dell’attuale crisi di coscienza europea  molto diffusa in gran parte della cittadinanza dell’unione causando il crollo degli ideali di un’Europa di pace, di giustizia, di libertà e di democrazia che animavano il sogno e le intenzioni dei suoi padri fondatori nell’immediato  periodo postbellico, in quanto gravemente amareggiati da infausti eventi politici verificatisi nel primo cinquantennio del millenovecento in territorio europeo, divenuto teatro operativo di due cruenti conflitti mondiali a causa di infami dittature: il fascismo mussoliniano in Italia e nazionalsocialismo hitleriano, due  nefasti fenomeni  che  costituiscono la negazione culturale dell’intera umanità verificatesi nel vecchio continente storicamente culla di fiorente civiltà umana, creatrice di numerosi ambiti culturali: etica ,estetica, letteraria e filosofica che propagatisi in tutto il mondo sono divenuti matrice di civiltà universale,

Il nuovo presidente francese dovrà saper affrontare cinque annidi dura lotta nell’arduo tentativo di arginare il dirompente euroscetticismo sollecitato da un patogeno selvaggio populismo lepeniano, che sulla base di un nazionalismo fascistizzante e xenofobia, seminando odio razziale nella nazione potrebbe far degenerare, per il tramite di una becera propaganda senza contenuti plausibili e alimentata da slogan, bugie, falsità e ipocrisia, la tranquillità e pace sociale francese in una cruenta contesa civile.

Il recente Brexit, per effetto di un malvagio populismo di un ignorante e cognitivamente limitato europarlamentare britannico Farage, ha aperto una pericolosa breccia alle fondamenta della coesione europea ulteriormente ampliata dall’elezione di un incolto tycoon americano Trump alla carica di presidente USA, un uomo dal cervello e dalla parvenza di vischiosa plastica, Il quale ha appoggiato l’uscita del regno Unito dall’Europa.

Ovviamente il successo elettorale di Macron, pur costituendo una ferma disdetta politica al populismo del fronte nazionale francese, non implica una sua definitiva liquidazione poiché tale luttuoso fenomeno si imporrà più aggressivo, più prepotente e feroce alle prossima scadenza elettorale tra cinque anni, costituendo in tale modo un potenziale e permanente rischio per l’intera Europa e la sua democrazia.

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Umberto Fantauzzo

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