Data odierna 18-11-2017

Di Umberto Fantauzzo “L’Olanda ha detto no ai populisti”, così si è espresso il vincente Mark Rutte alla notizia di aver superato con il 21,2% il suo pericoloso  avversario   Geert Wilders:...

La granitica diga Nederlandese ha saputo arginare il devastante populismo xenofobo dei Paesi Bassi

Di Umberto Fantauzzo

“L’Olanda ha detto no ai populisti”, così si è espresso il vincente Mark Rutte alla notizia di aver superato con il 21,2% il suo pericoloso  avversario   Geert Wilders: populista, razzista, viscerale anti islamico  e  “teorico rottamatore  dell’Europa Unita e della valuta Euro”, il predetto  ha totalizzato il 13,1% affermandosi in seconda posizione  dopo il resoconto finale al termine della scrutinio.

Con questi risultati della recente consultazione elettorale del 15 marzo 2017, l’Europa Unita disporrà nell’immediato futuro di una buona  opportunità di sopravvivenza in attesa delle prossime elezioni  presidenziali  previste nel periodo tra aprile e maggio in Francia dove la candidata populista Marine Le Pen, nell’ipotesi di nomina alla presidenza, promette ai propri  sostenitori che il suo primo atto politico sarà la richiesta di un “FRANZEXIT”  dall’ EU e la reiterazione della vecchia valuta francese, in tal caso l’Europa dei 27 rischierebbe la totale frammentazione.

 Le prossime elezioni politiche nella Repubblica Federale Tedesca si celebreranno nella seconda metà di settembre prossimo venturo. Anche in Germania un’eventuale vincita del partito populista “ALTERNATIVE  FUER  DEUTSCHLAND” (Alternativa per la Germania) inferirebbe il colpo mortale all’intera Unione Europea  e alla sua moneta, distruggendo, dopo oltre un settantennio   di pace continua in territorio europeo, tutte le iniziative di comprensione e riconciliazione  tra i popoli per secoli nemici.

Esemplare in tale contesto il superamento della secolare ostilità tra Germania e Francia, tra la Gran Bretagna e la medesima Francia, la riappacificazione tra Polonia e Germania e tanti altri benefici auspicati nel magnifico progetto politico dei padri fondatori contemplante  una  “Grande Europa” politicamente unita che avrebbe garantito al territorio del vecchio Continente una pace duratura, democrazia stabile e benessere sociale generalizzato  in  un ambito geografico  che nel corso di diversi millenni era perennemente dilaniato da atroci e cruente contese armate il cui suolo veniva  arrossato  di sangue umano, in virtù della brama di potere politico da parte di velleitari regnanti e non per ultimo della chiesa cattolica.

Speriamo fortemente  che la pessimistica  visione di un’ Europa rottamata, come in precedenza profetizzata, non si avveri  e auguriamoci  sinceramente  che il buon senso prevalga nel cuore dei futuri elettori di modo da non affidare il timone politico del futuro  dell’Europa nelle mani di ciarlatani politicanti, incompetenti, incolti e con tendenze fascistizzanti come Nigel Farage , leader dell’UKIP, un partito nazionalista responsabile del successo del Brexit, di Marie Le Pen attuale presidente del fronte nazionale francese, di Petra Frauke,soprannominata “Adolfina”, anti Merkel, euroscettica e xenofoba, leader del partito di destra nazionalista AfD ovvero Alternativa per  la Germania, e non per ultimo ai nostri simpaticissimi buffoni ciarlatani: Salvini Matteo, segretario del la lega padana, amico intimo di Marine Le Pen, anche costui viscerale razzista, euroscettico, un politicante di seconda classe alla pari di Giorgia Meloni una povera ciarlatana che sconosce il dolce idioma dantesco, responsabile del partito “fratelli d’ Italia” , un partito ultranazionalista con la costruttiva collaborazione del famigerato  Ignazio La Russa.

Affidare l’Europa in mano a costoro  implicherebbe  la distruzione totale della tanta travagliata Unione Europea e ancor peggio i signori ciarlatani politicanti parlanti l’idioma dantesco, rovinerebbero totalmente l’Italia a felice coronamento dell’opera distruttiva del nostro paese introdotta  dal pregiudicato arrogante e velleitario Berlusconi nel lontano 1994, il quale durante il suo oscuro ventennio di dominio politico ha portato l’Italia al baratro culturale, economico e sociale.

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