Data odierna 25-09-2017

Sto vivendo con un certo interesse, da quassù, le calde vicende italiane e le manovre delle squadre per le prossime votazioni. Mi ha incuriosito il percorso, diciamo politico, di molti candidati alle...

Dolci & Gabbana

Sto vivendo con un certo interesse, da quassù, le calde vicende italiane e le manovre delle squadre per le prossime votazioni. Mi ha incuriosito il percorso, diciamo politico, di molti candidati alle primarie o di già designati capofila di possibili coalizioni concorrenti alla prossima tornata elettorale.

Più di uno offre un curriculum colmo di tragitti lunghi e tortuosi, spesso non congruenti fra loro da un punto di vista del sempre richiamato purismo ideologico: sovente il lungo peregrinare sembra più una rincorsa a opportunità contingenti raccolte sui sali e scendi dello scenario in discussione.

Dolci & Gabbana perché?

Guadando con disincanto il panorama politico, e soprattutto i suoi protagonisti, mi danno la sensazione di avere in loro, due peculiarità fascinose:

Dolci

Alcuni di loro sono belli paciocchi, paste piene di crema pasticciera o babà annaffiato con rhum o sfoglie lunghe, colorate e ricoperte di gelato al pistacchio; altri ancora larghi, ripieni di marmellata, pinoli e rabarbaro. Dolci per attirare le simpatie dei consumatori, perché durano poco, e quindi si devono consumare in pochi giorni. Se lasciati nella bomboniera diventano subito secchi, asciutti, amari, aciduli per cui per loro la destinazione è purtroppo segnata. Dolci perché sono sempre ripieni di tante cose apparentemente buone e non in contrasto fra loro, per ammaliare il degustatore, per confonderlo con le più prelibate e diverse leccornie, che di primo acchito conquistano ma che dopo qualche tempo dall’assaggio, magari per troppa ingordigia o per intrinseca poca qualità, restano indigeste, danno mal di pancia, diarrea , vomito.

Gabbana

Gabbana perché sembrano essere sempre indecisi e provvisori sui sentieri percorsi, perennemente ondeggianti sulla via di Damasco, ove, alle prime difficoltà, si scende dal cavallo alato rincorrendo un altro miraggio che si presenta come la Valle dell`Eden,cercando la soluzione al voluto percorso politico sorretto da opportunismo totale, per rivelarsi poi, e comunque, una discesa agli inferi. Si ripropone quindi l’impulso di ricominciare tutto daccapo, con chiunque altro permette e promette di rincorrere il miraggio del nuovo, del non veder ostacoli, del paradiso promesso: finalmente la via al successo per l’entrata al supremo stadio della sublime beatitudine.

La Gabbana, pesante soprabito d’altri tempi. ma comunque sempre di moda, indossandola ti da la sensazione di cambiare pelle, di ricominciare tutto dal principio: è come voltare strada: proprio come voltar gabbana!

Dura la vita per gli aspiranti alle più alte e qualificate funzioni patriottiche!

Come dicevo all’inizio mi sono soffermato su qualche profilo conosciuto, così, solo per curiosare, per vedere da vicino l’effetto che fa!

Francesco Rutelli: ha iniziato la sua vita politica con i Radicali (1972), per poi passare ai Verdi Arcobaleno (1989), per assestarsi con la Fed dei Verdi (1989), abbracciando i Democratici (1999), creando la Margherita (2002), sposando il Partito democratico (2007), spostandosi sull’Ape (2009),

convivendo con L’unione di centro (2010), divorziando e annettendosi ai Mille per l’Italia (2012).

Gianfranco Fini: è nato con il movimento sociale – destra nazionale, creando poi Alleanza nazionale, si innamorò perdutamente del Popolo delle Libertà per poi divorziare, creando Futuro e Libertà, convivendo poi con l’Unione di Centro nel terzo Polo, aggregandosi poi con qualche imbarazzo con i Mille per l’Italia (2012).

Bruno Tabacci: (se risulta sconosciuto vedere su Wikipedia): ha peregrinato per:la democrazia cristiana, svoltando nel 1994 forzatamente nel CCD, si è poi invaghito dell’UDC, dopo una grigia convivenza si è spostato sull’MFCP ed ancora all’ API, finendo (per quanto tempo?) in un Gruppo Misto.

Pier Ferdinando Casini: È un piccolo miracolo di camaleontico percorso all’italiana: per l’UDC il Presidente del partito è l’on. Buttiglione. Il segretario nazionale è l’on. Cesa. E Casini ….? È capogruppo alla Camera, ma è l’effettivo Boss e porta-parola del Partito: Ma che figura di….fanno i due citati formalmente nominati alla testa del movimento ma ofuscati da….un semplice capogruppo !?

Comunque: nasce Democristiano (fino al 1994), apre poi una succursale della DC, il CCD (1994),

inventa poi l’UDC (2003), convoglia i suoi adepti nel Terzo Polo (2010), trascina poi i suoi nei Mille per l’Italia (2012).

Come vedete ce n’è per tutti. Scorrendo la storia ed i percorsi dei nostri amici risulta chiaro che poco dopo aver aderito ad un Partito o Movimento, non raccogliendo per i motivi più vari (essenzialmente per mancanza di consenso elettorale e/ o per promesse, ma non ottenute, posizioni di privilegio) quanto sperato, i nostri Dolci hanno voltato Gabbana…..

Nelle varie fasi, direi tutti loro, hanno bazzicato prima al centro, poi a destra e poi a sinistra, per piazzarsi ora, all’inizio della composizione delle coalizioni, in un limbo neutrale, sfogliando la margherita, chiedendosi fortemente:”corro da solo? Se no con chi? Se in coalizione cosa ci guadagno? Non è che il Partito con il quale faccio l’accordo, ad elezioni avvenute, mi frega? Faccio l’ago della bilancia? Sto con o contro Monti? E se Berlusconi si comprasse Montezemolo?

Quali alti ideali politici e sociali guidano queste eccellenze!

Questa volta meditate bene italiani, meditate, prima di assegnare il vostro voto perchè siete ad una svolta epocale. In questa tornata avete in mano voi la fiche del vostro destino: non sprecatela!!!

Fate in modo di non divenire Dolci e Gabbati!

Mah!

Quin pierde la riqueza, pierde mucho; quien pierde los amigos, pierde aùn màs; pero quien pierde el espiritu, pierde todo.

Al buen entendedor, pocas palabras bastan.

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