Naufragio Costa Concordia / Sospeso Schettino, torna a casa
Pubblicato dalla Redazione il 19 January 2012
Sono riprese alle 6 di questa mattina le ricerche dei dispersi sul relitto della Costa Concordia, naufragata venerdì scorso a poche centinaia di metri dall’isola del Giglio. Le operazioni erano state interrotte in seguito a un’oscillazione della nave, ipotesi che potrebbe ripresentarsi visto che, come ha confermato il ministro dell’Ambiente Clini, lo scafo è attualmente in equilibrio precario su un fondale roccioso e rischia di inabissarsi. Domani è peraltro previsto l’arrivo del maestrale che potrebbe portare ad onde alte anche 4 metri.
I soccorsi dovranno perciò agire in fretta – è prevista l’apertra di tre nuovi varchi a 18 metri di profondità sul ponte – per controllare se nella nave siano rimasti intrappolati altri corpi. Intanto resta di 11 il bilancio dei morti accertati e sono state identificate altre due vittime, entrambi francesi, i cui nomi erano nella lista dei dispersi. Scende dunque a 24 il numero di persone che mancano all’appello.
Sul fronte delle indagini, restano due al momento gli indagati per il naufragio della Concordia: il comandante della nave, Francesco Schettino, attualmente agli arresti domiciliari e il primo ufficiale. Ma il procuratore di Grosseto, Francesco Verusio, non esclude altre responsabilità , cioé quelle della stessa Costa.
La compagnia, che si è dichiarata parte offesa ed ha sospeso il comandante Schettino, sarebbe infatti colpevole di non aver dato disposizioni per l’immediata di evacuazione della nave quando, già un’ora prima dell’allarme poi lanciato, i manager della Costa erano stati contattati dal comandante della Concordia: la nave aveva già sbattuto contro il fondale ma era ancora in asse, il che vuol dire che si sarebbero potuti salvare tutti i passeggeri.
La Costa Crociere ha rivelato intanto di aver avuto i primi contatti dai passeggeri della Concordia per “determinare gli indennizzi relativi ai disagi sostenuti” a causa del naufragio.
Ieri il giudice ha detto “no” all’arresto di Francesco Schettino che si è difeso di fronte ai magistrati dicendo di essere stato un “bravo comandante”. Ora è agli arresti domiciliari, nella sua casa a Meta di Sorrento. Il paese lo ha accolto con affetto e lo ha difeso dalla “gogna” mediatica che, ha detto il parroco, “umanamente lo ha ucciso”.
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