Data odierna 21-10-2017

È stato assegnato alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, il ddl del senatore Pd Francesco Russo “Disciplina dell’esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini italiani che...

Voto dei temporaneamente all’estero: Agli affati costituzionali il DDL del sen. Russo

È stato assegnato alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, il ddl del senatore Pd Francesco Russo “Disciplina dell’esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini italiani che si trovano temporaneamente all’estero”. Il testo inizierà l’iter dalla sede referente, per poi essere sottoposto ai apreri delle Commissioni Affari esteri e Bilancio.

Obiettivo del disegno di legge, spiega Russo, quello di aggiornare le leggi alle diverse esigenze della nuova emigrazione. Esigenze, emerse in occasione delle ultime elezioni politiche con la protesta nata su Facebook degli studenti Erasmus.

“Riteniamo necessario accogliere, con estrema urgenza, l’appello di studenti, ricercatori, lavoratori e associazioni di italiani impegnati all’estero per trovare una soluzione in grado di fare fronte al problema e di garantire l’essenziale esercizio del diritto democratico alla partecipazione al voto”, spiega Russo nel presentare il testo ai colleghi. “Non possiamo perdere altro tempo e per questo motivo invitiamo tutte le forze politiche, senza distinzioni di parte, ad approvare una normativa che garantisca i diritti base di cittadinanza a tutti gli italiani e, in particolare, a molti giovani”.

Il disegno di legge “mira ad estendere la possibilità di esercitare il diritto di voto per corrispondenza, per le elezioni politiche, per il rinnovo dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, nonché in occasione delle consultazioni referendarie, a tutti gli elettori non rientranti nelle categorie di cui alla citata legge n. 459 del 2001, che si trovano all’estero e che sono ivi temporaneamente domiciliati per un periodo complessivo minimo di almeno un mese e massimo di dodici mesi. Tale voto per corrispondenza si prevede sia esercitato nelle circoscrizioni, o altre ripartizioni elettorali previste dalla legge elettorale, di appartenenza nel territorio nazionale”.

A tale fine, Russo prevede “presso ciascun ufficio consolare italiano l’istituzione di un elenco dei cittadini che si trovano temporaneamente all’estero, finalizzato alla predisposizione delle liste elettorali, cui tali soggetti possono chiedere di iscriversi entro quaranta giorni dalle votazioni presentando un documento di identità e la documentazione che attesti l’effettivo domicilio all’estero e indichi il relativo indirizzo necessario ai fini del voto per corrispondenza. Ciascun ufficio consolare trasmette le istanze di iscrizione ai comuni in cui i richiedenti sono residenti e nelle cui sezioni elettorali sono iscritti, che procedono alla verifica dell’assenza di cause ostative al godimento dell’elettorato attivo e alla cancellazione dalle liste degli elettori da inviare alle sezioni. Ricevuto il nulla osta l’ufficio consolare procede all’iscrizione dei richiedenti nell’elenco. Nei casi in cui vi siano, invece, cause ostative l’ufficio consolare provvede a informare tempestivamente gli interessati”.

“Per il concreto esercizio del voto, le operazioni preliminari e le successive operazioni di scrutinio e di attribuzione dei seggi – conclude il senatore Pd – si applicano, in quanto compatibili e con i dovuti adeguamenti — definiti dal comma 1 dell’articolo 1 del presente disegno di legge — connessi alla destinazione del voto alle circoscrizioni o alle ripartizioni elettorali di appartenenza dell’elettore nel territorio nazionale, le modalità previste per il voto dei cittadini italiani residenti all’estero, stabilite dalla citata legge n. 459 del 2001. Per le modalità di attuazione della legge si rinvia, infine, a un apposito regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettera b), della legge 23 agosto 1988, n. 400″. Di seguito il testo dell’articolo.

“Art. 1.

1. In occasione delle elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, dei referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione e delle elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, possono chiedere di esercitare il loro diritto di voto per corrispondenza nelle circoscrizioni, o nelle altre ripartizioni elettorali previste dalla legge elettorale, di appartenenza nel territorio nazionale, secondo le modalità indicate nel presente articolo, gli elettori non rientranti nelle categorie di cui alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, che si trovano temporaneamente all’estero per un periodo complessivo minimo di un mese e massimo di dodici mesi nonché, qualora non iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), i loro familiari conviventi.

2. Presso ciascun consolato è istituito un ufficio elettorale con il compito di provvedere, per il territorio di propria competenza, alla costituzione dell’elenco dei cittadini italiani che si trovano temporaneamente all’estero, finalizzato alla predisposizione delle liste elettorali per le votazioni di cui al comma 1. In tale elenco sono iscritti esclusivamente i cittadini italiani che si trovano nelle condizioni previste dal medesimo comma 1, i quali, entro il quarantesimo giorno che precede quello delle votazioni, comunicano all’ufficio elettorale, secondo modalità stabile con apposito decreto del Ministro dell’interno, la propria volontà di partecipare alle votazioni allegando, ai fini del controllo:

a) il numero identificativo del proprio passaporto o della carta d’identità o di un documento d’identità valido rilasciato dal Paese di residenza e riconosciuto dal Ministero dell’interno;

b) la documentazione attestante il temporaneo domicilio all’estero e recante l’indicazione del relativo indirizzo ai fini del voto per corrispondenza.

3. L’ufficio consolare, entro il venticinquesimo giorno antecedente la data della votazione in Italia, trasmette a ciascun comune per via telematica, ove possibile per posta elettronica certificata, l’elenco dei nominativi, con luogo e data di nascita, dei residenti nel comune che hanno fatto pervenire la richiesta e la documentazione di cui al comma 2. Ciascun comune, entro le successive quarantotto ore, con le stesse modalità, invia all’ufficio consolare l’attestazione dell’ufficiale elettorale, anche cumulativa, in ordine alla mancanza di cause ostative al godimento dell’elettorato attivo da parte di ciascuno degli elettori compresi nell’elenco di cui al primo periodo. Nei due giorni successivi alla scadenza del termine di cui al secondo periodo, l’ufficiale elettorale redige l’elenco degli elettori per i quali è stata rilasciata l’attestazione di mancanza di cause ostative all’esercizio del diritto di voto per corrispondenza all’estero e lo trasmette alla commissione elettorale circondariale, che provvede a cancellare, entro il ventesimo giorno antecedente la data della votazione in Italia, i medesimi elettori dalle liste destinate alle sezioni in cui essi risultano iscritti. Nei casi in cui vi siano cause ostative al godimento dell’elettorato attivo, l’ufficiale elettorale non rilascia la relativa attestazione e il comune trasmette, entro il medesimo termine previsto dal secondo periodo, per via telematica, un’apposita comunicazione all’ufficio consolare, che provvede ad informare tempestivamente gli interessati. L’ufficio consolare iscrive i nominativi degli elettori che si trovano temporaneamente all’estero aventi diritto al voto nell’elenco di cui al comma 2.

4. Presso ogni ufficio centrale circoscrizionale previsto dall’articolo 13 del testo unico delle legge recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, è costituito un seggio elettorale per ogni 5.000 elettori che si trovano temporaneamente all’estero aventi diritto al voto, con il compito di provvedere alle operazioni di spoglio e di scrutinio dei voti inviati dai medesimi elettori. L’assegnazione delle buste contenenti le schede ai singoli seggi è effettuata a cura dell’ufficio centrale circoscrizionale.

5. Per le operazioni necessarie all’esercizio del voto per corrispondenza si attuano, in quanto compatibili e con i dovuti adeguamenti connessi alla destinazione del voto alle circoscrizioni o alle ripartizioni elettorali di appartenenza dell’elettore nel territorio nazionale, come previsto dal comma 1 del presente articolo, le disposizioni della legge 27 dicembre 2001, n. 459.

6. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettera b), della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono disciplinate le modalità di attuazione della presente legge. Lo schema di regolamento è trasmesso alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perché su di esso sia espresso, entro sessanta giorni dalla data di trasmissione, il parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia. Decorso inutilmente tale termine il regolamento è emanato anche in mancanza del parere parlamentare”. (aise)

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento