Data odierna 22-09-2017

Niente più circoscrizione estero e niente più voto passivo per i connazionali residenti all’estero, che dunque non potrebbero più essere eletti deputati e senatori del Parlamento italiano. Resterebbe...

I “saggi” vogliono abolire la Circoscrizione Estero: Mario Mauro unica voce fuori dal coro

Niente più circoscrizione estero e niente più voto passivo per i connazionali residenti all’estero, che dunque non potrebbero più essere eletti deputati e senatori del Parlamento italiano. Resterebbe però il voto per corrispondenza “assicurandone la personalità e la segretezza”.

Almeno queste le intenzioni o, sarebbe meglio dire, i suggerimenti del Gruppo di Lavoro sulle riforme istituzionali, che – composto da Mario Mauro, Valerio Onida, Gaetano Quagliariello e Luciano Violante – ha consegnato oggi la sua relazione finale al presidente Napolitano.

Nel lungo documento elaborato dal Gruppo si affronta, fra gli altri, anche il tema della legge elettorale e della forma di governo. “Se il Parlamento dovesse optare per un regime semipresidenziale sarebbe preferibile propendere per una legge elettorale incentrata sul doppio turno di collegio, secondo il modello francese, al fine di rafforzare il Parlamento rispetto a un Presidente che ha la stessa fonte di legittimazione”, si legge nel testo. “Se invece, come il Gruppo di lavoro propone a maggioranza, si dovesse optare per una forma di governo parlamentare razionalizzata, le soluzioni possono essere più d’una, purché garantiscano la scelta degli eletti da parte dei cittadini e favoriscano la costituzione di una maggioranza di governo attraverso il voto”.

Il punto è che secondo i quattro dei dieci “saggi” nominati da Napolitano “con l’attuale bicameralismo paritario nessun sistema elettorale garantisce automaticamente la formazione di una maggioranza nelle urne in entrambi i rami del Parlamento. Diverse sarebbero le prospettive della stabilità se si attribuisse l’indirizzo politico ad una sola Camera”.

“I modelli elettorali possibili sono diversi” e la relazione li snocciola uno per uno: “il proporzionale su base nazionale proprio del sistema tedesco; il proporzionale di collegio con perdita dei resti, proprio del sistema spagnolo; il sistema misto, in parte preponderante maggioritario e in parte minore proporzionale, come la cosiddetta Legge Mattarella, per la quale si suggerisce comunque, in caso di accettazione del modello, l’abolizione dello scorporo”. In ogni caso, questo è il suggerimento del Gruppo di lavoro, “va superata la legge elettorale vigente. La nuova legge potrebbe prevedere un sistema misto (in parte proporzionale e in parte maggioritario), un alto sbarramento, implicito o esplicito, ed eventualmente un ragionevole premio di governabilità”.

Dulcis in fundo, all’interno di tale nuova legge elettorale il Gruppo propone di “eliminare le circoscrizioni estero, prevedendo il voto per corrispondenza, assicurandone la personalità e la segretezza”.

Una ipotesi, quest’ultima, rispetto alla quale ha espresso – unico tra i “saggi” – il proprio dissenso Mario Mauro, che piuttosto ha proposto di “rivedere i criteri per le elezioni”. Secondo Mauro “proporre l’eliminazione della circoscrizione estero e dei suoi rappresentanti adducendo ragioni di violazione dei principi della democrazia rappresentativa e di illeciti connessi all’esercizio del diritto del voto oltre confine” è sbagliato, in quanto l’elezione dei rappresentanti dei connazionali all’estero è “uno strumento che, se opportunamente reso più funzionale e trasparente, permette di mantenere un rapporto con una parte significativa delle comunità italiana, ancora di più al giorno d’oggi che per necessità o per opportunità è ricominciato a fluire un consistente flusso migratorio verso l’estero”.

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