Data odierna 28-05-2017

Ci sono tre connazionali tra i 102 vincitori del premio “PECASE”: Anna Grassellino, Marco Pavone e Guglielmo Scovazzi. ***************************************************************** Di Roberto...

USA: tre ricercatori italiani riceveranno il prestigioso premio “PECASE”

Ci sono tre connazionali tra i 102 vincitori del premio “PECASE”: Anna Grassellino, Marco Pavone e Guglielmo Scovazzi.

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Di Roberto Zanni per “Gente d’Italia

Dietro l’acronimo PECASE c’è Presidential Early Career Award for Scientits and Engineer. È il più alto riconoscimento del governo del Stati Uniti per ricercatori e ingegneri che sono nelle fasi iniziali della loro carriera indipendente. Si tratta di un premio importante, che ogni anno, dal 1998, viene consegnato a giovani scienziati dal Presidente degli Stati Uniti. Fu creato sotto l’amministrazione di Bill Clinton, quando, due anni prima, nel 1996, il Presidente commissionò alla National Science and Technology Council (NSTC) di creare un programma di premi internazionali destinato a giovani ricercatori.

Da allora, con la cooperazione di diverse agenzie statunitensi, il premio è stato consegnato in tredici occasioni, ma l’altra settimana, proprio alla vigilia del suo addio, dopo otto anni, alla White House, il Presidente uscente, Barack Obama, ha comunicato i nomi dei nuovi vincitori che riceveranno però l’ambito riconoscimento dalle mani del suo successore, Donald Trump la prossima primavera. Sono stati 102 i nomi di ricercatori e ingegneri presentati da Obama, e tra questi anche tre italiani.

Tre cervelli in fuga? Si possono anche definire così, ma sono soprattutto l’esempio della eccellenza italiana nel campo della ricerca. I tre connazionali premiati con il PECASE saranno Anna Grassellino, 35 anni, originaria di Marsala, poi Marco Pavone e Guglielmo Scovazzi, rispettivamente 37 e 43 anni, entrambi con radici torinesi. Si tratta di tre ricercatori che da tempo hanno la loro base negli Stati Uniti e si sono messi in evidenza, al punto da raggiungere l’elite americana del settore, grazie al loro profondo lavoro.
Anna Grassellini è partita da Pisa, dove si è laureata in ingegneria elettronica. Poi ha attraversato l’Atlantico per un dottorato in Fisica alla University of Pennsylvania. Adesso si trova nell’Illinois, a Winflield Township, a dirigere un team di 20 scienziati al Fermilab, laboratorio nazionale del U.S. Department of Energy specializzato nelle particelle di alta energia. Il laboratorio dal 2007 è gestito dalla Fermi Research Alliance una joint venture tra University of Chicago e Universities Research Association (URA). Il progetto per il quale la dottoressa Grassellino è stata premiata riguarda la costruzione di un nuovo ‘acceleratore’.

Ma la dottoressa Grassellino nel curriculum ha, tra le tante, anche un’altra data importante: il 2013 quando è stata insignita del prestigioso Early Career Research Award, un premio del Department of Energy. Un riconoscimento accompagnato da un assegno da 2,5 milioni di dollari, divisi in cinque anni, che hanno permesso alla ricercatrice italiana e al suo team di approfondire i propri campi di studio. Dall’Illinois poi si passa alla California, alla prestigiosa Stanford University, che si trova nella località omonima. Lì troviamo Marco Pavone, che svolge le funzioni di assistant professor di aeronautica e astronautica. Non è la prima volta che il dottor Pavone riceve un premio, nella sua bacheca ci sono già l’Nsf Career Award, il NASA Early Career Faculty Award e anche l’Hellman Faculty Scholar Award.

Pavone si occupa dello sviluppo di progetti con auto e aerei senza pilota, infatti crea algoritmi di Intelligenza Artificiale al fine di poter realizzare sistemi robotici pù indipendenti. Il progetto che gli ha permesso di vincere il PECASE però è stato portato avanti con la NASA nella missione di equipaggiare i sistemi spaziali di Intelligenza Artificiale.
Il terzo premiato, il ricercatore italiano tra i tre con la maggior esperienza negli Stati Uniti, è Guglielmo Scovazzi. Partito dall’Italia con una laurea con lode in ingegneria aerospaziale ottenuta al Politecnico di Torino, il professor Scovazzi ha ampliato i propri studi alla Stanford University, con un dottorato in ingegneria meccanica. Poi dalla California si è trasferito nel New Mexico, dove ad Albuquerque è stato membro dello staff tecnico del Computer Science Research Institute al Sandia National Laboratories.
Quindi, ultima tappa finora del suo viaggio americano, la Duke University, nel North Carolina, dove attualmente è professore associato al Department of Civil and Environmental Engineering. Il suo campo di studi e ricerche è vasto e include anche la fluodinamica computazionale e la meccanica dei solidi. Il suo laboratorio sviluppa algoritmi in grado di studiare quello che è il comportamento dinamico dei materiali solidi e fluidi.

Si tratta di tre giovani ricercatori italiani, che attualmente fanno parte della elite del settore degli Stati Uniti, nazione tradizionalmente all’avanguardia nel campo, uniti dal fatto di aver studiato in Italia, per poi esprimere il loro grande talento in un Paese, che, attraverso istituzioni pubbliche e private, concede la possibilità di lavorare avendo a disposizione i migliori mezzi.

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