Data odierna 23-08-2017

“La regione Unia Ticino e Moesa sostiene la CGIL e la grande mobilitazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori attivi in Italia. Ancora una volta, il peso della crisi economica è scaricato integralmente...

UNIA Ticino e Moesa: solidarietà alla CGIL ed ai lavoratori italiani

“La regione Unia Ticino e Moesa sostiene la CGIL e la grande mobilitazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori attivi in Italia. Ancora una volta, il peso della crisi economica è scaricato integralmente sulle spalle della forza lavoro”.

Nel giorno dello sciopero generale indetto dalla Cgil per protestare contro la manovra finanziaria varata dal Governo, il sindacato svizzero esprime la propria solidarietà attraverso una nota di Saverio Lurati e Sergio Aureli, rispettivamente Segretario Regionale e Responsabile Frontalieri dell’Unia.

“La ricetta del Governo – criticano i due sindacalisti – ha un solo obiettivo e un solo bersaglio: difendere i profitti di pochi innalzando il tasso di sfruttamento della stragrande maggioranza della popolazione; aumento dell’intensità del lavoro, aumento degli orari di lavoro, diminuzione dei salari, tagli sulle pensioni e abbattimento dei diritti sindacali, in particolare in materia di protezione contro i licenziamenti. Ecco gli ingredienti del supposto piano rilancio dell’economia italiana, nell’interesse di tutte e di tutti… La verità è un’altra! Al varo è, infatti, un potente piano di rilancio dei profitti, i cui beneficiari sono sempre gli stessi: padroni e azionisti (manager con salari sempre più alti e sempre più operai precari o senza prospettive)”.

“Questa politica di aumento dello sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori, non ha frontiere”, continuano Lurati e Aureli. “Oggi, in Ticino, la soluzione degli industriali è quella di imporre l’aumento del tempo di lavoro – 2,3 e 4 ore! – senza compenso salariale. Detto altrimenti, centinaia di lavoratrici e di lavoratrici oggi, migliaia domani, devono lavorare gratuitamente! E come se non bastasse, i loro salari sono tagliati, grazie a un nuovo sistema salariale legato all’evoluzione del tasso di conversione euro/franco. Misure (attacchi) introdotte per compensare la riduzione del margine di profitto provocato dalla riduzione dei prezzi che gli industriali hanno dovuto accordare a causa dell’apprezzamento del franco svizzero”.

“In Italia, – aggiungono – il governo vuole imporre privatizzazioni, tagli sulle pensioni, abolizioni dei diritti sindacali, ecc. Cambiano le forme degli attacchi ma la sostanza è sempre la stessa: il rilancio dei profitti deve essere unicamente supportato dalle lavoratrici e dai lavoratori. Contro queste politiche padronali, sempre più simili e sempre più dure, c’è solo una risposta: stimolare, sostenere l’autorganizzazione più ampia dei lavoratori, la lotta diretta e senza sconti. Da una parte e dall’altra delle frontiere!”.

“Per queste ragioni – concludono i due rappresentanti dell’Unia – esprimiamo convinta solidarietà e seguiamo con particolare interesse la vostra lotta, un percorso duro e lungo ma che non permette scorciatoie. Una lotta che sicuramente darà sostegno anche a quelle che ci attendono anche in Ticino e nella Svizzera tutta”.

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