Data odierna 22-10-2017

Una bottiglia di vino su 5 stappate nel mondo è made in Italy. Sugli scaffali dei supermercati, nei ristoranti alla moda, nei bar dove i giovani si danno appuntamento per l’happy hour, l’Italian...

Una bottiglia su 5 nel mondo è made in italy

Una bottiglia di vino su 5 stappate nel mondo è made in Italy. Sugli scaffali dei supermercati, nei ristoranti alla moda, nei bar dove i giovani si danno appuntamento per l’happy hour, l’Italian Wine influenza i gusti e fa tendenza.

E’ questo il forte risultato dell’export italiano che colloca il settore vitivinicolo in controtendenza rispetto alla crisi generale. Il presidente degli enologi italiani, Riccardo Cotarella, spiega così, dal congresso nazionale dell’associazione, i risultati raggiunti: “In cantina meno poesia e più professionalità. Il vino è il miglior marcatore del territorio, un prodotto che si fa solo sul posto e non è replicabile. Sino a pochi decenni fa esisteva un mercato del produttore, ora c’è quello del consumatore, bisogna misurarsi con gli amanti del vino, appassionati e acculturati. Dobbiamo andare fuori, oltre i nostri confini, confrontarci con il resto del mondo”.

E’ l’export infatti la terra promessa del vino italiano. Concetto ribadito ad Alba durante il congresso degli enologi, da tre patriarchi e leader del settore, Angelo Gaja, titolare dell’azienda agricola di Barbaresco, Angelo Gaja, amministratore delegato Cantine Due Palme (Puglia) e Piero Antinori, presidente della Marchese Antinori di Firenze.

L’Italia – dice Antinori – ha enormi potenzialità. Nei prossimi trent’anni ci sarà un miliardo di persone con disponibilità ad acquistare beni voluttuari. Sarebbe un peccato se i nostri produttori non approfitassero di questa opportunità. Abbiamo già conquistato gli Usa, dove il fatturato export del nostro prodotto ha raggiunto i 7,67 milioni di euro, superando la Francia che fattura 7,33 milioni. Ma siamo ancora lontani in Cina e il nostro obbiettivo è quello di ridurre il gap che ci separa dai transalpini. Teniamo conto anche di un altro aspetto: per la prima volta, dopo tanti anni, assistiamo nel mondo a una corrispondenza fra consumi e produzione. In altre parole: non ci sono più eccedenze, il che rappresenta una svolta positiva per i nostri mercati. (L’espresso)

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento