Data odierna 18-01-2018

Li troverete ovunque, da Richmond a Moonee Ponds, Carlton all’esclusivo South Yarra e in cento città di Melbourne. Sono gli chef di carriera, professionisti dell’ospitalità e aspiranti...

Un pezzo di Sardegna a Melbourne

Li troverete ovunque, da Richmond a Moonee Ponds, Carlton all’esclusivo South Yarra e in cento città di Melbourne. Sono gli chef di carriera, professionisti dell’ospitalità e aspiranti camerieri che hanno lasciato la Sardegna e stanno provocando una tempesta nelle cucine di Melbourne e dei subborghi circostanti.
Quello che era iniziato a gocce circa cinque anni fa, ora è un flusso inarrestabile. Complice l’economia in crisi e l’elevato tasso di disoccupazione in Sardegna, va cementandosi l’affermazione che Melbourne sia la capitale della gastronomia italiana d’Australia. E non è esagerato dire che i lavoratori “temporanei” costituiscano la spina dorsale del settore dell’ospitalità.
Stefano Rassu è uno di loro. Stefano, che ha 38 anni detà, ha aperto il suo ristorante “Pomodoro Sardo” nel centro città di Melbourne, in Lonsdale Street, due anni fa nei locali di una biblioteca. Quella che era una volta una bellissima, silenziosa, grande stanza rivestita di legno naturale australiano, ora mormora delle voci dei commensali di un ristorante che serve piatti tradizionali sardi. Molto frequentato per pranzo dalla folla cittadina, di notte “Pomodoro Sardo” è uno dei preferiti dagli abitanti di Melbourne che, prima di andare al teatro, al cinema o nei night club, desiderano assaggiare una cucina, quella sarda, relativamente nuova per Melbourne.
Gli italiani – e tra loro molti sono i sardi – sono al sesto posto tra i detentori del visto “Vacanza di Lavoro” ed il gruppo in più rapida crescita in Australia. Sino al settembre 2015, il numero dei visti 457 è aumentato del 30% per i lavoratori italiani temporanei qualificati, il più alto di qualsiasi nazionalità. Molti vengono a Melbourne.
“I nuovi immigrati italiani vengono in Australia per una serie di ragioni”, spiega Joseph Italiano, specialista accreditato in diritto dell’immigrazione e recente membro del Tribunale Analisi Emigrazione. “O per fuggire dalla burocrazia italiana, dalle alte tasse aziendali e dalle inflessibili leggi del lavoro o per necessità finanziarie, a causa di disoccupazione e sfruttamento”.
“Anche se la maggior parte degli italiani in “Vacanza di Lavoro”, o residenti temporanei, si dedicano al settore dell’ospitalità o delle costruzioni, sarebbe un errore pensare che è la sola scelta che compiono”, continua Italiano. “Il programma Visti 457 ci ha portato l’unico neurologo di lingua italiana a Melbourne. Ci ha anche portato un biologo marino, architetti, docenti universitari, specialisti di marketing, ingegneri, infermieri, insegnanti di lingua e bio-statistici”.
Certo, la nuova ondata di immigrati è impegnata in maniera più evidente nel settore dell’ospitalità, dove riusce ad avere successo su tutto il territorio nazionale.
Il percorso verso il successo culinario di Stefano Rassu segue uno schema tipico. Ha iniziato cucinare a 14 anni nell’albergo di famiglia a Aritzo, nelle montagne della Sardegna centrale. A vent’anni aveva gia gestito sette ristoranti e tre night club in Sardegna, vendendo tutto poco prima della crisi finanziaria globale nel 2008.
“Sono venuto a Melbourne perché ero stanco del sistema italiano”, racconta Stefano. “È molto facile capire come gestire un business in Australia, c’è meno burocrazia che in Italia, dove le leggi sul lavoro e le leggi fiscali non sono chiare e rendono molto difficile pianificarsi la vita e gli affari”.
Sei mesi al locale “Scusami” di Southbank, seguiti da un periodo presso “Il Nostro Posto” in Hardware Lane, prima di tre anni e mezzo all’Abbotsford Convent Bakery che lo ha sponsorizzato per rimanere in Australia. Poi “Pomodoro Sardo”, dove, dice Stefano, “mi considero un artigiano fornendo un ambiente ispirato alla tradizionale tavola sarda, dove l’ospitalità e il servizio sono in prima fila, le persone possono rilassarsi, condividere e godere della reciproca compagnia”. Ma soprattutto Rassu si dice “orgoglioso di essere sardo”. (paolo lostia\aise) 

 

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