Data odierna 24-10-2017

L’ambiente in Svizzera non sfugge alle tendenze osservabili a livello mondiale: aumento dell’inquinamento, sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e riscaldamento climatico. È quanto emerge...

Rapporto sull’ambiente 2013: nuove sfide per la Svizzera

L’ambiente in Svizzera non sfugge alle tendenze osservabili a livello mondiale: aumento dell’inquinamento, sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e riscaldamento climatico. È quanto emerge dall’ultimo rapporto sull’ambiente pubblicato il 9 luglio 2013. Per Bruno Oberle, direttore dell’UFAM, l’unico modo per ridurre la pressione esercitata sulle risorse naturali è disaccoppiare la crescita economica e l’impatto ambientale.

Dagli anni Ottanta la politica ambientale svizzera ha compiuto notevoli progressi: la qualità dell’aria è migliorata (cfr. grafico G9 «Emissioni di inquinanti atmosferici», Ambiente Svizzera, pag. 15), lo stato delle acque è in generale buono, le concentrazioni di metalli pesanti (p. es. piombo) nel suolo sono in diminuzione, il risanamento dei siti contaminati procede a ritmi sostenuti. Tuttavia, secondo i dati del rapporto Ambiente Svizzera 2013, le concentrazioni di alcuni inquinanti atmosferici (polveri fini, ozono, ossidi di azoto, ammoniaca) presentano regolarmente livelli troppo elevati, i microinquinanti provenienti da medicinali, cosmetici e prodotti fitosanitari che gli impianti di depurazione non riescono a trattenere giungono nelle acque causando il degrado degli ecosistemi e, non da ultimo, l’inquinamento ambientale in aumento a livello mondiale ha conseguenze percepibili anche in Svizzera, in particolare per quanto riguarda la qualità dell’aria.

Le attività antropiche in Svizzera, in particolare l’agricoltura, l’elevato consumo energetico, la crescente mobilità e l’espansione continua delle superfici insediative (cfr. grafico G5.1 «Evoluzione della popolazione e dei trasporti», Ambiente Svizzera, pag. 35), esercitano una forte pressione sulle risorse naturali del nostro Paese (acqua, aria, suolo, biodiversità, foreste, paesaggio, clima stabile, tranquillità). La Svizzera causa un impatto ambientale considerevole anche sulle risorse naturali di Paesi terzi. Per soddisfare il proprio fabbisogno produttivo e di consumo, importa infatti quantitativi crescenti di materie prime (vettori energetici, metalli), ma anche di mangimi e derrate alimentari. Oltre il 50 per cento dell’impatto ambientale riconducibile ai consumi svizzeri viene generato all’estero (cfr. grafico G3.2 «Impatto ambientale di vari settori di consumo», Ambiente Svizzera, pag. 30). Nel complesso, la Svizzera utilizza più del doppio delle risorse pro capite disponibili su scala mondiale.

Nel nostro Paese gli effetti dei cambiamenti climatici potrebbero essere particolarmente marcati: se le emissioni globali di gas serra continueranno ad aumentare al ritmo attuale, alla fine del XXI secolo la temperatura media potrebbe essere di 6 °C più elevata rispetto ai livelli preindustriali (cfr. grafico G10 «Temperatura media annua in Svizzera», Ambiente Svizzera, pag.16). Un riscaldamento climatico di simili proporzioni avrebbe conseguenze in particolare sull’agricoltura, sulla silvicoltura, sul turismo invernale e sulla produzione di energia idroelettrica. Si prevede inoltre un incremento dei danni causati dai pericoli naturali per effetto dell’utilizzazione sempre più intensiva delle superfici edificate.

Azioni della Svizzera per fronteggiare le nuove sfide ambientali

Per far fronte alle nuove sfide ambientali, Parlamento e Consiglio federale hanno adottato di recente una serie di strategie e misure:

  • le nuove disposizioni in materia di rinaturazione delle acque, approvate dal Parlamento nel 2010, sono improntate al ripristino delle funzioni naturali dei corsi d’acqua e, in particolare, quelle di salvaguardia della biodiversità o di contenimento delle piene;
  • le disposizioni approvate dal Consiglio federale a fine giugno 2013 consentono di finanziare la dotazione, in un centinaio di impianti di depurazione delle acque (IDA), di sistemi in grado di eliminare i microinquinanti presenti nelle acque di scarico. Il Parlamento potrebbe pronunciarsi su questa proposta entro fine anno;
  • la Strategia Biodiversità Svizzera (SBS), adottata dal Consiglio federale nel 2012, definisce gli obiettivi della politica svizzera in materia di salvaguardia della biodiversità. Il piano d’azione che concretizza detta strategia sarà messo a punto entro la metà del 2014;
  • la revisione della legge sul CO2, approvata dal Parlamento nel 2012, fissa un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra in Svizzera pari almeno al 20 per cento entro il 2020 (rispetto ai livelli del 1990);
  • la strategia Adattamento ai cambiamenti climatici in Svizzera illustra gli obiettivi da conseguire come pure le sfide e gli ambiti in cui intervenire per ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici in Svizzera. La prima parte della strategia è stata adottata dal Consiglio federale nel 2012. Il piano d’azione dovrebbe essere messo a punto a fine 2013;
  • il piano d’azione Economia verde, approvato dal Consiglio federale a inizio 2013, prevede diverse misure incentrate sui consumi, sulla produzione, sui rifiuti e sulle materie prime. Il piano d’azione è un controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Per un’economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)».

Disaccoppiare la crescita economica e l’impatto ambientale

Il solo modo per ridurre la pressione esercitata sulle risorse naturali è disaccoppiare la crescita economica e l’impatto ambientale instaurando un’economia verde, scrive il direttore dell’UFAM nel rapporto Ambiente Svizzera 2013, sottolineando che la politica ambientale ingloba ormai quasi tutti i settori politici. La nuova Politica agricola 2014-17 della Confederazione costituisce per esempio un passo in avanti in materia di indennizzo delle prestazioni agricole a favore della biodiversità. La decisione adottata dalla Svizzera di abbandonare il nucleare e potenziare di conseguenza la produzione di energia idroelettrica deve tenere conto anche delle esigenze di salvaguardia e di rinaturazione di corsi d’acqua e laghi.

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento