Data odierna 22-06-2017

Circa 200 personalità del mondo politico ed economico si sono occupate oggi a Neuchâtel delle condizioni quadro necessarie affinché la Svizzera resti numero uno mondiale dell’innovazione. L’accettazione...

Innovazione, si discutono le sfide del dopo 9 febbraio

Circa 200 personalità del mondo politico ed economico si sono occupate oggi a Neuchâtel delle condizioni quadro necessarie affinché la Svizzera resti numero uno mondiale dell’innovazione. L’accettazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa crea grandi incertezze.

“È facile arrivare in cima. È molto più duro rimanerci”, ha dichiarato il consigliere federale Johann Schneider-Ammann nella Giornata dell’innovazione organizzata dall’università di Neuchâtel nel nuovo edificio Microcity del Politecnico federale di Losanna (PFL).

Mario El-Khoury, CEO del Centro svizzero di elettronica e di microtecnica, ha ricordato che per la Svizzera “l’innovazione non è una opzione, ma una necessità” visto le sue deboli risorse naturali e il suo piccolo mercato interno.

Riferendosi al voto del 9 febbraio scorso, Schneider-Ammann ha rilevato che “non c’è motivo di farsi prendere dal panico”. La Svizzera – ha spiegato – continuerà il dialogo e troverà le migliori soluzioni possibili.

Patrick Aebischer è molto meno fiducioso. “È un disastro”, ha dichiarato. Per il presidente del PFL il vero problema è quello dei contingenti. “Se si ottengono solo 20 posti per post-dottorati si è morti. La ricerca deve essere fatta con i migliori scienziati”, da ovunque essi arrivino. Attualmente l’80% di coloro che sono impegnati in postdoc vengono dall’estero, ossia circa 1000 persone.

Per Peter Brabeck-Letmathe, presidente del consiglio di amministrazione del gigante alimentare vodese Nestlé, “il popolo svizzero non ha votato contro gli scienziati stranieri, ma contro gli abusi della generosità elvetica in materia di immigrazione” ed è quindi relativamente ottimista.

Brabeck-Letmathe ha precisato che il 75% della ricerca e sviluppo di Nestlé è realizzata in Svizzera da stranieri. Qualsiasi cosa succeda “Nestlé non perderà i suoi scienziati. La Svizzera forse”, in quanto se non potranno più lavorare in Svizzera, si sposterà il loro posto di lavoro all’estero.

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