Data odierna 23-09-2017

Il prossimo 9 giugno il diritto di asilo torna ad essere materia di votazione federale in Svizzera per la quarta volta in meno di 20 anni. A qualche settimana dal voto, la Presidenza nazionale delle ACLI...

In Svizzera il referendum sulla legge sull’asilo: Le ACLI chiedono di votare NO all’inasprimento della legge

Il prossimo 9 giugno il diritto di asilo torna ad essere materia di votazione federale in Svizzera per la quarta volta in meno di 20 anni. A qualche settimana dal voto, la Presidenza nazionale delle ACLI in Svizzera manifesta contrarietà alle modifiche che inasprirebbero la legge e invita tutti i connazionali a votare “no”.

“Da diversi anni ormai si assiste allo smantellamento del diritto d’asilo, sia dal punto di vista dell’accoglienza dei richiedenti venuti a cercare protezione da noi che dal punto di vista della procedura”, annotano le Acli svizzere. “Un referendum sostenuto da quasi un centinaio di partiti di sinistra, sindacati e organizzazioni umanitarie vuole rimettere in discussione le nuove modifiche della legge approvate nei mesi scorsi dalla maggioranza del parlamento, volte a restringere ulteriormente il diritto di asilo. Anche per le Acli le nuove norme altro non farebbero che aprire un varco verso qualsiasi tipo di pratiche arbitrarie fino allo smantellamento del diritto d’asilo”.

Le ACLI della Svizzera “considerano le ultime modifiche urgenti in materia di diritto d’asilo approvate in Parlamento in contrasto con l’obiettivo fondamentale del diritto di asilo, ovvero l’accoglienza di persone perseguitate per motivi politici o religiosi, vanto della tradizione umanitaria della Svizzera”.

“In un’epoca di grandi flussi migratori”, le ACLI della Svizzera “ritengono necessario garantire una politica d’asilo con procedure eque che pongano l’attenzione verso tutti coloro che si trovano a vivere in situazioni di disagio. Un ulteriore rischio risiede nella possibilità che la nuova revisione della legge possa creare un clima di paura nei confronti di tutto quanto viene dall’estero. In realtà stiamo parlando di poche decine di migliaia di persone che provengono da paesi in cui molti richiedenti l’asilo, disertori e obiettori di coscienza rischiano torture e pene pesanti.

In questo senso, le ACLI della Svizzera “accolgono con favore la posizione di tutte le Chiese cristiane in Svizzera espressa con un comunicato stampa ecumenico, nel quale viene respinto l’inasprimento della legge sull’asilo, contrario “al compito fondamentale delle chiese cristiane dalle loro origini, ovvero l’impegno verso le persone bisognose di protezione”. La concessione dell’asilo è un atto di umanità e di solidarietà”. (aise)

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