Data odierna 28-05-2017

Negli ultimi giorni Marco Tommasini, presidente del Comitato Difesa Famiglie nato dopo la truffa Giacchetta ai pensionati italiani a Zurigo, ha inviato un dossier ai consiglieri del Cgie chiedendo loro...

Il lavoro svolto dal CGIE in difesa dei truffati Inca Zurigo

Negli ultimi giorni Marco Tommasini, presidente del Comitato Difesa Famiglie nato dopo la truffa Giacchetta ai pensionati italiani a Zurigo, ha inviato un dossier ai consiglieri del Cgie chiedendo loro di esprimersi sulla questione INCA Zurigo.
Ricevuto il materiale, Matteo Preabianca, consigliere M5S, ha posto la questione all’attenzione dei colleghi che già negli anni scorsi hanno trattato il caso durante l’assemblea plenaria del 2013.
Il Segretario generale del Consiglio, Michele Schiavone, fa oggi il punto della situazione, illustrando al consigliere Preabianca, ma anche a tutti i nuovi membri del consiglio, quanto fatto negli anni.
“La questione sollevata dal signor Marco Tommasini è stata ampiamente trattata dal CGIE nell’assemblea plenaria del 27 – 29 novembre 2013 e fu oggetto di un ordine del giorno approvato all’unanimità e inviato ai due rami del parlamento”, spiega Schiavone. “Allo scrivente, consigliere in rappresentanza della comunità italiana in Svizzera, risulta che nella passata legislatura sia il MAECI sia i parlamentari della circoscrizione estero, On. Franco Narducci, On. Gianni Farina e il Senatore Claudio Micheloni, sono intervenuti a varie riprese per recuperare risorse pubbliche a favore delle famiglie coinvolte nella fattispecie, sia per mettere in atto nuovi accorgimenti legislativi a protezione dei cittadini italiani che potrebbero trovarsi in analoghi raggiri. Il MAECI, su sollecitazione del parlamento, ha fatto la sua parte intervenendo almeno nei primi mesi con contributi recuperati dal capitolo assistenza diretta agli italiani all’estero e per assumere un avvocato in difesa delle famiglie”.
“Allo stato attuale – continua Schiavone – sembra che un buon numero di famiglie coinvolte in questa assurda e disumana situazione abbia, comunque, recuperato il maltolto. Tra questi la famiglia Tommasini. Siamo a conoscenza del diversi interventi promossi dal Signor Marco Tommasini sia nei media di lingua tedesca, sia in quelli di lingua italiana come anche di interviste a programmi televisivi, che hanno aiutato ad attirare l’attenzione sul caso in questione. La notizia – sottolinea Schiavone – merita tutta l’attenzione umana e la solidarietà sia per la gravità, sia per le conseguenze causate. Su questi aspetti il CGIE si è già espresso e ha fatto il necessario”.
“Nella sintesi del Signor Marco Tommasini, – riporta il segretario generale – è indicata anche la data dell’imminente sentenza del Tribunale amministrativo di Roma. Dunque fra tre mesi si conosceranno l’esito dell’indagine e la sentenza del TAR e finalmente sarà la giustizia a decidere e ad esprimere la sentenza. Personalmente, l’anno scorso durante un’assemblea organizzata dal Comites dei Basilea, ho avuto modo di dire al Signor Marco Tommasini, presente il Console Michele Camerota, che il CGIE avrebbe ancora potuto sollecitare il parlamento e pensando all’evoluzione della questione; posso anche immaginare che il Presidente del CQIE al Senato non sia stato a guardare”.
“Consigliere Matteo Preabianca sono convinto che anche Lei, da questa brevissima risposta, avrà intuito che il CGIE non rifugge dalle sue responsabilità in materia di diritti e di rappresentanza degli italiani all’estero, anzi; e che lo stesso ripone piena fiducia nella magistratura, che dopo aver completato il suo lavoro ed avrà acquisito gli elementi per giudicare potrà ripristinare la verità e ripianare il dolo. Colgo l’occasione – conclude Schiavone – per ringraziarTi per aver rimesso la questione all’attenzione di tutti i consiglieri e per avermi dato l’opportunità di ricordare quei pochi elementi di cui, almeno io, sono a conoscenza”.

(aise) 

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