Data odierna 24-09-2017

Salari più alti, ambiente competitivo e ottima qualità di vita: da qualche anno Zurigo è tornata ad essere una delle mete privilegiate dagli italiani in cerca di lavoro o di nuove sfide. Ma chi sono...

I giovani italiani amano Zurigo… e Zurigo l’italianità – di Stefania Summermatter

Salari più alti, ambiente competitivo e ottima qualità di vita: da qualche anno Zurigo è tornata ad essere una delle mete privilegiate dagli italiani in cerca di lavoro o di nuove sfide. Ma chi sono questi giovani? Perché emigrano? E con quali difficoltà si scontrano nella città sulla Limmat? Uno studio tenta di far luce su una “fuga di cervelli” che non è tale.

“Avremmo avuto la possibilità di tornare in Italia, ma le condizioni di lavoro nel campo della ricerca sono pessime. E poi, dopo aver trascorso diversi anni negli Stati Uniti, avevamo voglia di fare un’altra esperienza all’estero. Zurigo è l’ideale: ambiente competitivo, stipendi alti, qualità di vita e a due passi dall’Italia”.

Lorenzo è arrivato nella capitale economica svizzera da poche settimane. La prima impressione è positiva: “mi sembra una città molto ospitale e anche un po’ internazionale”.

Lo incontriamo una sera di marzo nella sede di ECAPLink esterno, ente per la formazione degli adulti e per la ricerca fondato nel 1970 dalla CGIL, in occasione della presentazione di uno studio sulla nuova immigrazione italiana a Zurigo.

Lorenzo, così come la sua compagna, ricercatrice farmaceutica – fa parte delle decine di migliaia di giovani che ogni anno decidono di emigrare, per scelta o per necessità. Tra le destinazioni privilegiate dagli italiani figura anche la Svizzera e in particolare Zurigo, dove si trova la più grande comunità, dopo il canton Ticino.

Forte soprattutto tra gli anni Cinquanta e Sessanta, la presenza italiana in Svizzera è tornata a crescere con la crisi economica del 2007. La cosiddetta “fuga di cervelli”, denunciata da diversi media e politici italiani, nasconde però una realtà più complessa, afferma Pinuccia Rustico, coautrice dello studio assieme a Sarah Bonavia e Mattia Lento. A partire non sono solo laureati a caccia di nuove sfide professionali in grandi atenei o multinazionali, ma anche giovani curiosi di scoprire un’altra realtà o alla ricerca disperata di un lavoro qualunque.

Basta dare un’occhiata alle pagine Facebook dedicate agli impieghi in Svizzera per rendersi conto di come alcune persone siano disposte a tutto – o quasi – pur di avere un salario alla fine del mese.

Italiani in Svizzera

L’immigrazione italiana in Svizzera ha registrato una storica ondata nei primi decenni del Dopoguerra. Tra il 1945 e il 1975, circa 2 milioni di lavoratori sono giunti dalla Penisola;  la maggior parte sono rimasti solo alcuni anni.

Da allora, gli italiani formano la più grande comunità straniera in Svizzera. Il punto più alto è stato toccato nel 1975 con oltre 570mila italiani residenti.

Dalla crisi del petrolio negli anni ’70, il loro numero è costantemente sceso. Dal 2007 si denota però un cambiamento di tendenza: l’immigrazione italiana è tornata a crescere. A fine 2016, erano 318’653 gli italiani residenti in Svizzera, il 15,7% della popolazione straniera.

swissinfo

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