Data odierna 20-11-2017

In vista della “ripresa il negoziato fiscale tra l’Italia e la Confederazione Elvetica” alcuni “settori dell’opinione pubblica e istituzionale svizzera stanno esercitando...

I frontalieri nel negoziato fiscale Italo-Svizzero: Borghi interroga Mogherini e Padoan

In vista della “ripresa il negoziato fiscale tra l’Italia e la Confederazione Elvetica” alcuni “settori dell’opinione pubblica e istituzionale svizzera stanno esercitando pressioni affinché la questione della tassazione dei lavoratori frontalieri italiani (oggi oggetto di specifico trattato internazionale sull’imposizione fiscale dei lavoratori) venga riconsiderata all’interno di tale negoziato”. Parte da queste premesse il deputato Pd Enrico Borghi che ha presentato una interrogazione ai Ministri degli Esteri e dell’Economia Mogherini e Padoan per chiedere “quale sia il reale stato del negoziato in questione” e quali le posizioni del nostro Governo.

“È in sede di ripresa il negoziato fiscale tra l’Italia e la Confederazione Elvetica, e a tale proposito – annota Borghi nella premessa – risultano da fonti di stampa essere in corso trattative fiscali tra il Governo italiano e il Governo federale svizzero; anche a seguito del forum informale italo-elvetico di Berna dello scorso 30/31 novembre, si ipotizza la possibile conclusione del negoziato entro la fine del mese di maggio, in concomitanza con la visita di Stato in Svizzera del Presidente della Repubblica”.

“Settori dell’opinione pubblica e della vista istituzionale svizzera – riferisce il deputato Pd – stanno esercitando pressioni affinché la questione della tassazione dei lavoratori frontalieri italiani (oggi oggetto di specifico trattato internazionale sull’imposizione fiscale dei lavoratori) venga riconsiderata all’interno di tale negoziato; in particolare si adombra l’ipotesi di una introduzione dello “splitting” fiscale che, in pratica, prevederebbe una tassazione dei frontalieri analoga ai residenti in Ticino con la possibilità, poi, di dedurre quanto corrisposto al fisco in Svizzera dalla tassazione italiana”.

Secondo il parlamentare “la delicatezza della materia, sia sotto i profili dei diritti soggettivi dei nostri concittadini (i quali già oggi versano buona parte della loro trattenuta fiscale a favore dell’erario svizzero per il mantenimento di servizi e prerogative che non vengono loro assicurate in quanto cittadini italiani residenti in Italia) sia sotto i profili dei ristorni di tale tassazione, che in virtù del predetto accordo internazionale vengono assicurati per il 38,8 per cento a favore di comuni contemplati nella fascia di confine stabilita dal medesimo accordo, è notevole”.

Ricordato che “in proposito sono stati votati specifici atti di indirizzo in materia dal Parlamento italiano”, Borghi chiede ai due ministri “quale sia il reale stato del negoziato in questione, quali siano le posizioni che il Governo ha ritenuto di dover assumere nel corso dell’incontro e se il Governo condivida le preoccupazioni oggetto della presente interrogazione”. (aise)

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