Data odierna 20-11-2017

La Svizzera deve poter concedere assistenza amministrativa fiscale senza aver prima informato il cliente, qualora la prescrizione sia imminente o sussista il rischio di compromettere le indagini. È quanto...

Assistenza fiscale, ok all’invio di dati senza informare il cliente

La Svizzera deve poter concedere assistenza amministrativa fiscale senza aver prima informato il cliente, qualora la prescrizione sia imminente o sussista il rischio di compromettere le indagini. È quanto prevede la revisione della legge sull’assistenza amministrativa fiscale adottata oggi dal Consiglio degli Stati per 34 voti a 1. Il Consiglio nazionale aveva già dato la sua approvazione nel dicembre scorso. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

Grazie a questa revisione legislativa, la Confederazione sarà in grado di rispondere a numerose richieste di assistenza al momento bloccate. Questa situazione imbarazza la Confederazione che teme di finire su una lista nera di paesi poco cooperativi.

La revisione – che prevede la non entrata in materia nei casi che riguardano dati bancari rubati – deve infatti permettere alla Confederazione di soddisfare i criteri richiesti dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), in particolare per poter essere ammessa alla seconda fase della “peer-review” (giudizio da parte dei propri pari).

Le altre condizioni sono la firma di un certo numero di convenzioni di doppia imposizione con incluso lo scambio di informazioni fiscali su richiesta e la trasparenza delle azioni al portatore, aspetto quest’ultimo che fa parte di un progetto separato del Consiglio federale.

Come il Nazionale, anche gli Stati hanno voluto fissare criteri cumulativi affinché sia possibile fornire dati senza aver prima informato la persona interessata. “L’autorità richiedente deve rendere verosimile che lo scopo dell’assistenza amministrativa verrebbe vanificato come anche il buon esito dell’inchiesta”, ha dichiarato a nome della commissione competente Roberto Zanetti (PS/SO).

Chiunque violi il divieto di notifica rischia una multa fino a 10 mila franchi. Sarà possibile inoltrare ricorso contro una trasmissione di dati a posteriori, ma solo in caso di decisione non conforme alle prescrizioni in vigore. In ogni caso, l’invio di dati non potrà essere annullato.

Le nuove regole si applicheranno anche alle domande di assistenza raggruppate. In base alla normativa, spetterà al Consiglio federale determinare il contenuto che deve figurare in una domanda raggruppata riguardanti soggetti che hanno tenuto un comportamento identico e identificabili mediante dati precisi. Sia al Nazionale che agli Stati è stata respinta l’idea di investire il parlamento di questa competenza, come invece avrebbe voluto l’UDC.

La legge prevede anche una procedure di identificazione speciale qualora le autorità fiscali estere non conoscano né il nome né l’indirizzo della persona cercata. In questo caso dovrà attivarsi l’Amministrazione federale delle contribuzioni, ma anche le banche dovranno svolgere le ricerche del caso.

In tale situazione, la persona interessata da una richiesta di assistenza deve venire informata della procedura in corso come anche dei fatti che le si rimproverano.

Le procedure di assistenza in corso sono interessate dalla revisione della legge. Per quanto riguarda le domande raggruppate, le nuove disposizioni si applicheranno solo alle richieste inoltrare dopo il primo di febbraio 2013.

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