Data odierna 22-11-2017

All’indomani del servizio delle Iene andato in onda domenica scorsa, i senatori Aldo Di Biagio (Ap) e Claudio Micheloni (Pd) hanno presentato una nuova interrogazione ai Ministri del Lavoro e degli...

Aldo Di Biagio (Ap) e Claudio Micheloni (Pd) interrogano Poletti e Alfano su truffa Inca/Cgil

All’indomani del servizio delle Iene andato in onda domenica scorsa, i senatori Aldo Di Biagio (Ap) e Claudio Micheloni (Pd) hanno presentato una nuova interrogazione ai Ministri del Lavoro e degli Esteri, Poletti ed Alfano, sul caso dell’Inca Cgil di Zurigo e la truffa operata ai danni dei pensionati italiani, per chiedere di “fare chiarezza” sulle eventuali responsabilità del sindacato italiano.
“Vale la pena segnalare – si legge nella premessa – che l’attività dei patronati italiani all’estero è svolta, prevalentemente, attraverso la costituzione nel Paese straniero di associazioni di diritto locale legate giuridicamente al patronato nazionale da una specifica convenzione nella quale sono sanciti i termini dell’attività, delle responsabilità, delle relazioni operative nonché di quelle amministrativo-contabili tra la struttura centrale e la specifica sede periferica; in data 9 aprile 2017, nell’ambito del servizio della trasmissione “Le Iene” relativo alla truffa operata dal direttore dell’Inca-Cgil di Zurigo ai danni di centinaia di pensionati italiani residenti in Svizzera, è stata intervistata la Segretario Generale della CGIL, per ottenere riscontri circa il mancato coinvolgimento della CGIL nelle dinamiche di ristoro dei truffati, legittimate da specifiche sentenze elvetiche”.
“La stessa, per avvalorare la legittimità del mancato coinvolgimento e responsabilità del sindacato, avrebbe asserito che le associazioni INCA/CGIL collocate oltre confine sono configurate come realtà autonome, non detenenti alcun rapporto con la CGIL, respingendo in tal modo ogni responsabilità diretta e indiretta del sindacato nella truffa dei pensionati, al fine di esorcizzare – presumibilmente – il legittimo conferimento dell’onere di risarcimento della parte lesa a cui il Patronato INCA/CGIL è stato condannato con titoli esecutivi individuali in quanto organizzazione promotrice, da parte del tribunale elvetico”.
“Alla domanda posta nell’ambito del suddetto servizio, circa il rapporto diretto in essere tra la CGIL e le strutture estere di patronato che si qualificano con la sigla “Patronato INCA della CGIL”, – riportano Di Biagio e Micheloni – il Segretario della CGIL ha ribadito che le strutture in questione sarebbero autonome e indipendenti rispetto al sindacato; a contraddire quanto invece proferito dalla Segretario Camusso nell’ambito del servizio de “Le Iene” risulta invece all’interrogante che diversi profili operanti nella struttura nazionale della CGIL siano stati comandati dalla Segretario Generale a presiedere ed operare in sedi INCA-CGIL estere a conferma della evidente correlazione e rispondenza operativa tra sindacato e sedi estere malgrado la configurazione organizzativa rispondente al diritto locale”.
“Nello specifico – si legge ancora – risulta che di recente Carlo Ghezzi, dirigente nazionale della CGIL, sia stato comandato a presiedere l’Associazione INCA/CGIL in Germania mentre Andrea Malpassi, coordinatore estero presso la sede centrale a Roma del’INCA/CGIL, sia stato inviato dalla presidenza dell’INCA/CGIL a presiedere le Associazioni INCA/CGIL in Austria, Argentina e Regno Unito e, in fine, Stefano Perini, dirigente presso la sede centrale a Roma dell’INCA/CGIL sia stato comandato all’estero a presiedere le associazioni INCA/CGIL negli Stati Uniti; a conferma della evidente quanto imprescindibile correlazione tra patronato e sede nazionale si colloca il portato dell’articolo 8 dello Statuto del Patronato INCA della CGIL che prevede che “Il Presidente è nominato dal Comitato Direttivo della CGIL su proposta della Segreteria Confederale”. Inoltre l’art. 9 dello Statuto del Patronato INCA della CGIL prevede che “Il Collegio di Presidenza è nominato dal Comitato Direttivo della CGIL su proposta della Segreteria Confederale definita in riunione congiunta con il Presidente dell’ INCA, in numero non superiore a sei componenti compreso il Presidente”. A cui si aggiunge l’art.10 dello stesso statuto che prevede che “Il Consiglio d’Amministrazione è nominato dal Comitato Direttivo della CGIL in numero non superiore a diciannove su proposta della Segreteria confederale, compresi i componenti il Collegio di Presidenza”. La questione della correlazione tra sindacato nazionale e patronato collocato oltre confine – si sottolinea nella interrogazione – rappresenta un argomento annoso e più volte oggetto di approfondimento, su cui la Segretario generale ha più volte dato riscontro nei suddetti medesimi termini asserendo ripetutamente di una estraneità del sindacato rispetto alla sede estera del patronato in ragione di una sorta di autonomia della struttura estera: pertanto alla opacità interpretativa derivante dall’ approccio dei vertici della CGIL in disarmonia rispetto a quanto sancito dalle norme e dalle convenzioni richiamate solleva l’urgenza di una pronuncia da parte del Ministero del Lavoro in indirizzo al fine di dirimere un dubbio che al momento appare reiterato e rafforzato dal ripetersi di affermazioni e dichiarazioni che non si collocano della direzione di una risoluzione dell’impasse anche eventualmente attraverso l’ufficiale riconoscimento della giustezza di quanto asserito dalla Segretario Generale”.
“La questione evidenziata afferente i rapporti tra Cgil e Inca estero – secondo Di Biagio e Micheloni – non si configura come una semplice accusa verso quella struttura ma come la metafora di un sistema evidentemente fallato e che coinvolge tutto il comparto dei Patronati italiani oltre confine, sul quale appare opportuno ed inderogabile un intervento dei Ministeri in indirizzo, in ragione della configurazione di un pericoloso precedente che legittimerebbe una sorta di immunità del patronato estero, ritenuto – presumibilmente a torto – autonomo rispetto alla struttura nazionale pertanto libero di commettere reati di qualsivoglia natura poiché svincolato dagli obblighi attualmente vigenti e detentore di strumenti di boicottaggio delle sentenze esecutive, così come accaduto in Svizzera con la chiusura dell’INCA-CGIL condannato e la successiva apertura del medesimo patronato con denominazione diversa”.
Infine, si segnala “ulteriormente che anche sul versante nazionale sono stati avviati procedimenti giudiziari, tutt’ora in corso, per individuare le responsabilità della suddetta truffa a tutela dei connazionali truffati”.
I due senatori eletti all’estero, quindi, chiedono di sapere se “alla luce delle disposizioni di cui alle Convenzioni che regolarizzano il rapporto tra INCA/CGIL Roma e INCA/CGIL all’estero, si intenda chiarire chi detiene la responsabilità di nomina del presidente dell’associazione estera afferente al patronato italiano; se si è a conoscenza dell’empasse di cui alla suddetta truffa operata dal patronato INCA-CGIL in Svizzera e se si intende avviare un’eventuale istruttoria/approfondimento volto all’individuazione di eventuali responsabilità ricadenti sulle strutture del sindacato o patronato nazionale alla luce di quanto sancito dalle convenzioni e dalla normativa vigente al fine di ottemperare ai legittimi ristori sanciti con sentenze del tribunale elvetico” e, infine, “se si intende intervenire confermando o eventualmente chiarendo quanto proferito dalla Segretario Generale CGIL circa la totale autonomia tra sindacato, patronato nazionale e patronato oltre confine e la conformità di quanto attiene all’organizzazione di queste strutture con la normativa vigente”.

(aise)

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