Data odierna 16-10-2018

“Cosa succede all’Ital di Johannesburg?”. Così titola Ciro Migliore, che sulla “Gazzetta del Sud Africa” dà spazio “non alle chiacchiere” ma a un “fatto concreto”: la sede del...

PATRONATO ITAL UIL SOTTO ACCUSA A JOHANNESBURG

“Cosa succede all’Ital di Johannesburg?”. Così titola Ciro Migliore, che sulla “Gazzetta del Sud Africa” dà spazio “non alle chiacchiere” ma a un “fatto concreto”: la sede del patronato sarà chiusa per ferie per tutto il mese di giugno.
Una decisione che ha lasciato perplessi i connazionali, visto che il 3 giugno scade il termine per la verifica dell’esistenza in vita e sono i corso le dichiarazioni dei redditi. Un mese “caldo”, insomma, per un patronato che, chiudendo, lascia i connazionali spiazzati e senza assistenza. Almeno questo è quanto emerge da quanto scrive Massimo Marani – dipendente del patronato – che, in due email indirizzate a Dino Nardi (Uim) e Mario Castellengo (Ital), oltre che ai referenti in Sud Africa, riferisce di aver “ricevuto diverse chiamate sul mio telefono cellulare” da parte dei connazionali “con ovvie lamentele in merito al dovere chiamare in Italia, come suggerito dal messaggio in segreteria telefonica chiamando il numero dell’ufficio di Norwood, per dare delle risposte o informazioni a coloro che ne hanno bisogno”.
“Non ho ricevuto alcuna comunicazione al mio riguardo e mi ritrovo con grande preoccupazione e frustrazione, incapace di aiutare in una qualsiasi maniera i nostri pensionati”, continua Marani che, in una delle due mail spiega che le sue credenziali per accedere al portale INPS e alla PEC “sono state revocate e non sono, quindi, in condizione di lavorare”.
“Ritengo estremamente scorretto il Vostro comportamento, indipendentemente dalle Vostre motivazioni, per i disagi arrecati alla comunita Italiana da noi finora servita e ad oggi inspigabilmente abbandonata, e mi auguro – conclude – di avere un Vostro cortese cenno di riscontro al più presto possibile”.
Sulla chiusura della sede, secondo una “chiacchiera” riportata da Migliore sulla Gazzetta, “sarebbe dovuta al fatto che la nuova “responsabile” dell’ufficio, in quanto sprovvista di visto di lavoro in Sud Africa, avrebbe dovuto fare ritorno a Roma – proprio prima della scadenza dei termini per la verifica dell’esistenza in vita dei pensionati e mentre sono in corso le dichiarazioni dei redditi RedEst – per ottenere un nuovo visto. Confermata una chiacchiera, confermate tutte? Diciamo di no, ma resta comunque grave e anomalo il fatto che l’assistenza ai pensionati sia affidata a una persona – sulle cui capacità professionali non siamo in grado di dare alcun giudizio – non autorizzata a lavorare in Sud Africa e costretta a uscire regolarmente dal paese per rientrare con un nuovo visto. E con serie conseguenze per le persone le cui pratiche nel frattempo restano in limbo”.
Certo, continua Migliore, “ci sono altre chiacchiere che circolano e alle quali per il momento abbiamo deciso di non dare spazio, ma ci auguriamo che i dirigenti del Patronato Ital-Uil-Uim – quelli in Sud Africa e quelli in Italia – corrano al più presto ai ripari e restituiscano ai pensionati e a quanti altri dipendono dalla loro assistenza la necessaria serenità”. (aise) 

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