Data odierna 21-10-2017

 “Sono lieto nell’apprendere che il Parlamentare Edmondo Cirielli di FDI (Fratelli D’Italia/Alleanza Nazionale), componente della commissione III Affari Esteri, abbia interrogato il Ministro...

Stato delle pratiche relative alla Cittadinanza italiana e promozione della lingua e cultura italiana

 “Sono lieto nell’apprendere che il Parlamentare Edmondo Cirielli di FDI (Fratelli D’Italia/Alleanza Nazionale), componente della commissione III Affari Esteri, abbia interrogato il Ministro su due punti importanti che stanno a cuore a molti connazionali che risiedono all’estero, e cioè, lo stato delle pratiche relative alla Cittadinanza italiana, e alla promozione della lingua e cultura italiana”. Così Vincenzo Arcobelli, consigliere del Cgie, che come coordinatore del Ctim in Nord America ricorda che si tratta di “temi ai quali il Comitato Tricolore per gli italiani nel mondo si batte da moltissimi anni sul campo”.
“Non si possono abbandonare a se stessi e con attese decennali tutti quei connazionali che hanno i requisiti per riacquisire la cittadinanza italiana in quanto nati in Italia, o se in altri casi ottenerla come discendenti”, sottolinea Arcobelli.
“Negli ultimi anni in particolare il Governo italiano ha dimostrato di dare più priorità agli immigrati, invece a quelle degli italiani emigrati che hanno perso la cittadinanza per diversi motivi, che ritengo personalmente non idonei e a volte anticostituzionali”, sostiene il coordinatore del Ctim. “Si nota ultimamente dalla parte del nostro mondo un certo tipo di discriminazione e di declassamento da parte delle Istituzioni, infatti sembrerebbe che si è retrocessi dalla serie B alla Serie C”.
“Credo – prosegue – che per quanto riguarda i contributi (che nel corso degli anni si sono dimezzati) da destinare per la promozione della lingua e cultura italiana nel mondo, si dovrebbero certamente agevolare ed aiutare con sufficienti fondi e coinvolgere tutti quegli enti gestori piccoli e grandi che siano, associazioni no – profit, scuole italiane e centri culturali, che si sono adoperati fino ad oggi per la diffusione della lingua italiana, evitando invece possibili monopoli. La lingua e la cultura italiana – conclude – sono un patrimonio che appartiene a tutti”.

(aise) 

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