Data odierna 21-11-2017

Il Governo sta approfittando di una situazione economica grave, per continuare ad impoverire le persone più deboli: anziani, pensionati, giovani disoccupati. “Lo Spi Cgil non ci sta”, ha...

Il Governo sta approfittando di una situazione economica grave, per continuare ad impoverire le persone più deboli: anziani, pensionati, giovani disoccupati.

“Lo Spi Cgil non ci sta”, ha sostenuto Ivan Pedretti, segretario nazionale dei pensionati Cgil. “Sono  anni che difendiamo  le pensioni e l’assistenza sociale e sanitaria, anni che gridiamo inascoltati che questo governo vuole colpire unicamente  anziani e pensionati, rendendoli sempre più poveri e umiliandoli elargendo elemosine come la social card”.

“Riguardo le misure proposte per raggiungere il pareggio di bilancio è inaccettabile – ha proseguito Pedretti – che siano ancora i pensionati a pagare il prezzo più alto della crisi. Sulla previdenza sono state già effettuate tutte le riforme possibili, è impensabile toccare gli assegni di riversibilità, aumentare senza gradualità l’innalzamento dell’età pensionabile. Non possono essere i ceti medi e medio bassi ad essere continuamente vessati da provvedimenti iniqui e ingiusti”.

Per Pedretti, “a chi ci chiede la pace sociale, responsabilità e severità dei comportamenti, rispondiamo che si cominci da loro, dai loro sprechi, quelli del Governo, dei dirigenti di tante aziende pubbliche, di tanti politici ed amministratori pubblici sia nazionali che locali”.

“Ogni persona che ci governa – prosegue – sia esso presidente della provincia, consigliere regionale o governatore regionale, oppure dirigente di un a azienda sanitaria piuttosto che dirigente di una società municipale e tanti altri che incontriamo quotidianamente sulla nostra strada, hanno stipendi almeno a dir poco 5-10 volte quello di una bella pensione di 1000 euro, figurarsi rispetto alla media delle pensioni italiane che sono di 560 euro”.

Secondo Pedretti, “è ora che si metta mano ad una riforma fiscale equa che faccia pagare di più a chi ha redditi alti e patrimoni consistenti e che permetta a chi vive di pensione una vita dignitosa. Occorre alzare il prelievo sulle rendite finanziare al pari delle misure già adottate negli altri Stati europei. Lavoratori e pensionati debbono rimanere fuori da ulteriori tagli”.

“In un momento di crisi – ha concluso il Segretario nazionale dello Spi Cgil – bisogna che chi possiede maggiori risorse contribuisca in maniera proporzionata a rilanciare la produttività e a salvare il Paese. La cosa migliore per l’Italia oggi  è che questo Governo se ne vada al più presto e si dia la possibilità agli italiani di scegliersene uno migliore”.

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