Data odierna 24-10-2017

“Il problema dei problemi”: così Tommaso Conte, nominato vice presidente vicario della Commissione Scuola e Cultura, in assenza di padre Tassello, ha definito la questione della diffusione...

Speciale CGIE, commissioni tematiche. Carozza: Gli impegni del CDP

“Il problema dei problemi”: così Tommaso Conte, nominato vice presidente vicario della Commissione Scuola e Cultura, in assenza di padre Tassello, ha definito la questione della diffusione della lingua e cultura italiana nel mondo, intervenendo alla Plenaria Cgie in corso da ieri a Roma.

“Sostanzialmente – ha esordito – la situazione è sempre la stessa: viviamo in uno stato di precarietà perché non c’è certezza del domani. Allo stato attuale – ha detto – il Mef, la burocrazia italiana e la stessa Direzione Generale per le questioni degli italiani all’estero non sanno su quanti fondi possano far affidamento per l’anno successivo: una situazione che si ripercuote sul corpo docente di ruolo e sugli enti gestori”.
Sotto accusa in particolare le affermazioni del ministero che lamenta la mancanza di fondi: “la divisione della torta – ha asserito Conte – avviene nel MAE non altrove, quindi dovremmo essere più tutelati. Ma non è così: sappiamo già che l’anno prossimo, a fronte di circa 70 unità di corpo docente, riceveremo 700mila euro in meno”. “Tutto ciò – secondo la Commissione Scuola e Cultura – significa che c’è qualcosa che non funziona”.
Mancano i fondi, così come mancano i dirigenti scolastici in numerosi Paesi (Canada, Belgio, Brasile e Australia), scesi da 35 a 17.
“Le prospettive future – ha sintetizzato il consigliere – non corrispondono certo alle nostre aspettative. L’augurio della Commissione Scuola è che questa situazione venga presa un po’ più in considerazione dalla Direzione Generale”, che “si muova sentendo anche il nostro parere”, creando una rete che metta “insieme diversi attori: scuola, Comites, rappresentanti degli insegnanti e delle associazioni dei genitori”.
Mancanza di fondi sì, ma anche di un dialogo chiaro e trasparente, così come di informazioni tempestive: tra i punti nodali elencati nel documento della Commissione Scuola e Cultura c’è anche la richiesta di chiarimenti su quelle che debbono essere modalità organizzative per una scuola fondamentali a fine anno scolastico. “Per il rientro del personale scolastico – ha precisato Conte – noi abbiamo chiesto entro domani il quadro chiaro di quello che succederà a settembre: allo stato attuale rientrano in Italia un certo numero di insegnanti ma noi non sappiamo se saranno sostituiti e come saranno sostituiti: con insegnanti di ruolo?”.
Tra i successi degli ultimi mesi, Conte ha ricordato gli esiti del Seminario di dicembre 2012 che ha visto l’approvazione di un documento finale e la pubblicazione di un libro che “grazie alla regione Emilia Romagna viene stampato” e che “spero nelle prossime continentali potrò distribuire ai consiglieri: come commissione – ha aggiunto Conte – chiediamo che il testo abbia la massima diffusione nelle sedi più opportune, tra cui le Commissioni di camera e senato”, nel tentativo “di fare lobby e evitare che il documento rimanga lettera morta”.
Tanti gli auspici di Conte: “spero – ha detto – che questa volta possiamo essere in grado di realizzare ciò che è stato scritto nel documento”, “che venga riunito periodicamente il tavolo di concertazione”, “che partano i Piani Paese”, “che le risorse risparmiate vengano reinvestite nel settore”.
Tra gli impegni presi dalla Commissione, “predisporre in due tre mesi una bozza di riforma dell’intero sistema scolastico” perché “l’idea è che prima di andarcene, al prossimo Cgie sia dato uno schema di riforma che possa essere di aiuto e spunto”.
“Alle parole dovrebbero succedere i fatti”: questo in conclusione il messaggio lanciato dalla Commissione Scuola e Cultura, i cui capitoli di spesa “dovrebbero essere aumentati invece che diminuiti”.
Una verità sempre più concreta di fronte al recente “aumento dell’emigrazione italiana specie in Germania”, dove secondo i dati del Ministero degli Interni tedesco “da dicembre 2011 a dicembre 2012 sono arrivati 47mila italiani di cui meno di un terzo si è registrato all’Aire”.
“Circa 18mila persone – ha precisato Conte – vanno a costituire una nuova emigrazione con problemi enormi, di lingua, formazione professionale, ragazzi destinati al fallimento se non aiutati”.
“Qualcosa non funziona”, ha poi concluso. “Alle parole bisogna far seguire fatti concreti. Per questo con un nostro ordine del giorno chiediamo che i fondi stanziati per il 2013 siano, se non aumentatati di un minimo, confermati anche per l’anno prossimo”.
Vari e diversificati gli interventi del dibattito successivo alla presentazione del rapporto della Commissione Scuola e Cultura: Papandrea ha ribadito la necessità che “tutte le ambasciate e i consolati procedano all’elaborazione del Piano Paese, consultando Comites, Cgie ed Enti Gestori”; Silvia Bartolini riprendendo le fila del discorso sul seminario di dicembre sull’insegnamento della lingua italiana all’estero si è interrogata sul futuro della collaborazione Regioni – Cgie ed è tornata a riflettere sulle problematiche connesse alla “nuova emigrazione”, fatta di “giovani che vanno all’estero per le difficoltà incontrate in patria a trovare un lavoro adeguato”, problematica questa che “continua ad essere pericolosamente sottovalutata”.
Si è detta d’accordo la Mangione: occorre dare un “seguito” ai risultati del seminario e “bisogna mettere insieme tutte le forze per lavorare e costruire proposte”.
Sul tema della nuova emigrazione si è trovato concorde anche Paolo Castellani che ha citato l’esempio del Cile “dove giungono tanti italiani non per studiare ma in quanto disoccupati”.
A tirare le fila del discorso ci ha pensato ancora una volta il segretario generale Elio Carozza, non prima però di aver rassicurato sugli impegni del Comitato di presidenza per i prossimi giorni: in materia di Legge di Stabilità il Cdp si darà da fare perché il Ministero degli Esteri prometta di riassegnare per il 2014 più o meno gli stessi stanziamenti del 2013 “considerato che quelli del 2013 sono uguali a quelli del 2012″. Il Cdp lavorerà anche perché non si dimentichino “nel quadro della legge di stabilità 2014 i capitoli di spesa per le elezioni di Cgie e Comites: questo tema – ha assicurato Carozza – sarà portato all’attenzione della Direzione Generale”. (s.d.f.\aise)

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