Data odierna 23-10-2017

L’Italia è il primo investitore in Romania per numero di aziende, con oltre 20.000 imprese attive, oltre alla numerosissime piccole e media imprese presenti su tutto il territorio. Per dare ancora più...

L’Italia è il primo investitore in Romania per numero di aziende, con oltre 20.000 imprese attive, oltre alla numerosissime piccole e media imprese presenti su tutto il territorio. Per dare ancora più sostegno a questa realtà che dopo decenni di arrivi, continua a crescere, è stato presentato “L’Italia fa sistema. Il modello italiano in Romania: una presenza storica che si rinnova”. Un logo e un progetto che accomuna attori istituzionali e privati con l’obiettivo di dare più sostegno agli italiani in Romania.

“Il sistema Paese è qualche cosa che esiste già in Italia, che è attuato in varia misura nei diversi Paesi dalle ambasciate, ma qui in Romania abbiamo un grande atout: avere una presenza istituzionale e privata completa – ha spiegato l’ambasciatore italiano a Bucarest Marco Giungi dopo la presentazione nella sede dell’Ambasciata – questo significa avere una ricchezza, a ogni ricchezza corrisponde una responsabiltà, quella di farlo funzionare e cerchiamo di farlo”.

Un impegno che è condiviso da tutti gli attori: l’Agenzia per la Promozione all’Estero e l’Internazionalizzazione delle Imprese Italiane di Bucarest (Agenzia ICE), la Camera di Commercio Italiana per la Romania, Confindustria Romania e l’Istituto Italiano di Cultura. Il direttore dell’Ice di Bucarest, Luca Gentile, ha spiegato che il compito dell’agenzia che dirige è “quello di agevolare le aziende che vogliono entrare nel mercato, questo logo abbraccia tanti e diversi attori, dall’ambasciata alle associazioni. Abbiamo il compito di aumentare e infoltire questa presenza e intendiamo farlo attraverso tutta la nostra gamma variegata di servizi che speriamo possa avere un valore aggiunto attraverso i nuovi eventi che organizzeremo sotto l’egida di questo nuovo logo che tutti ci accomuna”.

Una presenza che senza la cultura non avrebbe avuto le basi, secondo il direttore dell’Istituto di cultura Ezio Peraro: “Noi non possiamo non essere presenti dal punto di vista culturale, perché dobbiamo controbilanciare la forte presenza economica e dobbiamo dare dell’Italia un’immagine equilibrata. L’Italia non è solo produzione di beni di consumo, ma arriva alla produzione industriale perché possiede una cultura. Il nostro obiettivo è costruire ponti fra Italia e Romania, favorire ogni forma di collaborazione a livello letterario, scientifico, sociale e artistico”.

“Per la Camera di commercio e per tutto il sistema significa un approccio più strutturato per fare sistema – ha spiegato il presidente della Camera di Commercio italiana per la Romania Roberto Musneci – L’Italia è nota per le sue capacità imprenditoriali, di fare associazionismo e di agire nel sociale, ma bisogna fare sistema perchè le altre comunità di investitori operano in modo sinergico. Questa è la prima sfida a cui dobbiamo rispondere. E in secondo luogo bisogna passare da un’ottica di promozione del prodotto a una di proposizione di soluzioni”.

In occasione dell’evento organizzato a Bucarest è stato svelato anche il logo del “Sistema Italia” in Romania. “Il logo è il frutto di una condivisione tra tutti gli attori del sistema. Hanno partecipato anche giovani talenti romeni che hanno saputo interpretare al meglio i concetti di italianità presenti nel logo – ha voluto sottolineare Giulio Bertola vicepresidente di Confindustria Romania – L’elemento grafico è molto lineare anche perché si trova insieme a loghi articolati e con una storia importante. E’ un logo sobrio che richiama i colori della bandiera italiana perché per gli italiani all’estero il richiamo alla bandiera è forte. E infine ha un contenuto affermativo, c’è un ‘Sì’. Nel subconscio siamo abituati a crescere con i no, quindi un’affermazione è un segno di consenso, di sinergia e quindi di coesione”.

fonte: askanews

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