Data odierna 22-06-2017

Scongiurare la prevista chiusura degli Istituti Italiani di Cultura, visto che l’annunciato risparmio – 800mila euro l’anno – è talmente esiguo da poter essere recuperato su altri fronti....

Scongiurare la chiusura degli IIC: Cirielli interroga Mogherini

Scongiurare la prevista chiusura degli Istituti Italiani di Cultura, visto che l’annunciato risparmio – 800mila euro l’anno – è talmente esiguo da poter essere recuperato su altri fronti. È quanto sostiene il deputato di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli che ha presentato in merito una interrogazione al Ministro degli Esteri Mogherini.

“L’Italia – scrive nella premessa – non scommette sulla diffusione della lingua e della cultura italiana all’estero e ne è prova evidente la proposta, avanzata dal Ministero degli affari esteri nell’ambito della “razionalizzazione” della rete consolare nel mondo, di chiudere 32 sedi all’estero tra ambasciate, consolati, sportelli consolari e istituti italiani di cultura; in particolare, un grave passo che il Governo sta per compiere è proprio l’annunciata chiusura di ben otto istituti italiani di cultura nel mondo: Ankara, Vancouver, Francoforte, Lione, Stoccarda, Lussemburgo, Salonicco, Wolfsburg”.

“Gli istituti italiani di cultura, un’importante vetrina dell’Italia nel mondo, – ricorda Cirielli – promuovono la cultura italiana di cui la lingua, la ricerca scientifica e l’idea di “Made in Italy” sono parte integrante; secondo il Ministero degli affari esteri si tratterebbe di una riduzione obbligata, dettata dai criteri della cosiddetta spending review; nonostante la grande mobilitazione dei cittadini dei Paesi coinvolti e degli italiani residenti all’estero, così come delle autorità locali, di personalità della politica e della cultura, la soppressione di questi enti sta procedendo con grande rapidità e dovrebbe avvenire già questa estate; come si legge nella lettera aperta inviata al nuovo Presidente del Consiglio da alcuni intellettuali italiani, “in un tempo difficile come quello presente, caratterizzato da una pesante crisi, non si deve sottovalutare anche la positiva ricaduta economica che l’attività degli Istituti di cultura produce. E sufficiente pensare a quanti studenti o utenti degli Istituti prossimi a chiudere scelgono di visitare il nostro Paese, di acquistarne i prodotti, di farvi investimenti”.

“La classe politica – annota Cirielli – non perde occasione per ripetere che il nostro patrimonio culturale, le nostre intelligenze e le nostre conoscenze devono costituire la base per una vera ripresa del nostro Paese e soltanto pochi giorni fa, nel suo discorso per la fiducia al Senato, lo stesso nuovo premier Matteo Renzi ha posto al centro del suo intervento la cultura, dichiarando che “la cultura è qualcosa con cui si mangia, ossia qualcosa di cui si nutre l’anima”; il risparmio realizzato con la chiusura degli Istituti di cultura sarà di circa 800.000 euro annui, una cifra che, certamente, potrebbe essere tagliata su altri fronti”.

Alla luce di questi dati, Cirielli chiede al Ministro “se sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e, ritenuta la risoluzione della problematica prioritaria per la promozione e il rilancio della cultura italiana all’estero, quali provvedimenti intenda adottare per scongiurare la chiusura degli otto istituti italiani di cultura”. (aise)

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