Data odierna 11-12-2017

“Il Partito Democratico non si smentisce mai: quando ha finalmente l’occasione concreta di dimostrare la propria vicinanza al mondo degli italiani all’estero, si gira dall’altra parte. E prende...

Sangregorio sull’IMU, schiaffo agli italiani nel mondo

“Il Partito Democratico non si smentisce mai: quando ha finalmente l’occasione concreta di dimostrare la propria vicinanza al mondo degli italiani all’estero, si gira dall’altra parte. E prende a schiaffi i connazionali. Il caso che riguarda l’emendamento dell’On. Renata Bueno sull’Imu, è solo la goccia che fra traboccare il vaso”.

Così Eugenio Sangregorio, presidente dell’USEI – Unione Sudamericana Emigrati Italiani, interviene nel dibattito che riguarda l’Imu per le case che gli italiani nel mondo posseggono in Italia.

Riferendosi al voto sull’emendamento-Bueno, bocciato la scorsa settimana dalla Camera, con l’astensione dei deputati Pd eletti all’estero – a loro volta firmatari di un odg accolto dal Governo – Sangregorio annota: “l’emendamento dell’on. Bueno era volto a non far pagare la prima rata per il 2013 ai cittadini italiani residenti all’estero che siano proprietari di un’abitazione o ne abbiano l’usufrutto, purché non sia affittata. Molti Comuni però hanno deliberato l’aliquota per il pagamento equiparando la proprietà a una seconda casa e perciò occorreva, nell’immediato, riparare a questa incongruenza con un emendamento equo e intelligente. Infatti – continua il presidente USEI – nell’80% dei casi i comuni italiani non hanno riconosciuto come prima casa l’abitazione degli iscritti AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) e in questo modo decine e decine di migliaia di connazionali dovranno sborsare la prima rata dell’Imu, proprio come fossero proprietari in Italia di una seconda casa. Una disparità di trattamento inaccettabile. È stato il governo Monti a lasciare scegliere ai comuni se la casa di un italiano all’estero dovesse essere considerata prima o seconda abitazione – e oggi, con la corresponsabilità del Pd e dei suoi eletti oltre confine, che non hanno sostenuto l’emendamento presentato dall’On. Bueno, i nostri connazionali continuano ad essere discriminati come se fossero cittadini italiani di serie B”.

Secondo Sangregorio, “l’emendamento presentato in Parlamento dalla deputata dell’USEI andava a sanare una situazione che gli italiani hanno vissuto con grande amarezza e delusione per essere stati trattati da stranieri in patria. I parlamentari eletti all’estero avrebbero dovuto unire le loro forze nella comune difesa dei diritti di chi li ha scelti a rappresentarli, ma ancora una volta “passata la festa, gabbato lo santo”, a poltrona conquistata, ci si dimentica degli impegni presi e si finisce pure col dividersi perfino sulle battaglie di bandiera. Perchè questi eletti ancora non hanno capito – conclude Sangregorio – che la loro bandiera non deve essere quella del partito, ma quella dell’Italia nel mondo”. (aise)

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