Data odierna 21-11-2017

“Nei giorni in cui si torna a parlare di abolizione della Circoscrizione estero, e dunque dei parlamentari eletti oltre confine, viene da domandarsi cos’abbiano combinato in tutti questi anni...

Sangregorio contro tutti: Eletti all’estero buoni a nulla

“Nei giorni in cui si torna a parlare di abolizione della Circoscrizione estero, e dunque dei parlamentari eletti oltre confine, viene da domandarsi cos’abbiano combinato in tutti questi anni gli eletti all’estero a favore dei connazionali. Nulla di buono, niente di concreto è stato fatto. Nessuno degli annosi problemi è stato risolto, nessun obiettivo raggiunto”.

Ha i toni dell’invettiva la riflessione di Eugenio Sangregorio, presidente dell’Usei – Unione Sudamericana Emigrati Italiani – che oggi si scaglia contro gli eletti all’estero di tutti i partiti, anche del suo, visto che Renata Bueno – ora confluita nel gruppo Maie alla Camera – è stata eletta con l’Usei in Sud America.

“Per quanto riguarda il Sud America che ci interessa in modo particolare, – continua Sangregorio – la questione non cambia: il risultato è anche in questo caso uno zero assoluto. I rappresentanti dei partiti tradizionali, ovvero PdL e Pd in prima fila, non sono riusciti a dare un senso alla loro presenza nel Parlamento italiano e a mantenere le promesse, lavorando a favore delle proprie comunità, di quegli italiani che con il loro voto li hanno inviati a Roma. Il PdL in America Meridionale – ma mi verrebbe da dire in tutto il mondo – e’ ormai distrutto, dopo una gestione disinteressata e menefreghista da parte dei vari Coordinatori azzurri che negli anni si sono succeduti. Il Pd, d’altro canto, non sta meglio: e’ sfilacciato, confuso, la base dem è divisa al suo interno e delusa da Roma. Nemmeno quei partiti che si dichiarano autonomi, come per esempio il MAIE di Ricardo Merlo, hanno saputo sciogliere i nodi di maggiore interesse per gli italiani residenti in Sud America. A parte le solite promesse, a parte gli show e gli spettacoli vari, che cosa è stato fatto?”

“Siamo stanchi”, continua Sangregorio. “Come italiani residenti all’estero, siamo arrabbiati. Ma come USEI, sentiamo ancora di più la necessità di essere presenti a Roma con il nostro movimento, perché l’Unione Sudamericana Emigrati Italiani saprebbe muoversi nel modo giusto, saprebbe tessere i contatti, battere i pugni sul tavolo, ribellarsi con forza e con ogni mezzo ad ogni decisione contro i temi che riguardano l’emigrazione; ci batteremmo per ottenere per gli italiani nel mondo attenzione e giustizia. E siamo certi – aggiunge – che saremmo in grado di costruire un ponte fra Argentina e Italia, fra Sud America e Europa Meridionale, un ponte fatto di scambi commerciali e culturali, di investimenti economici, di strategie comuni per il sostegno all’occupazione soprattutto giovanile. Proprio a questo proposito, stiamo collaborando in questo periodo con imprenditori italiani che stanno investendo importanti risorse in Argentina, imprenditori che insieme a noi stanno operando nel settore delle infrastrutture e del biogas”.

“Noi abbiamo il nostro piano, il piano dell’USEI che abbiamo studiato e che dobbiamo avere solo l’opportunità di mettere in pratica. Quando toccherà scegliere, cari italiani all’estero, – conclude Sangregorio, con la mente alla prossima campagna elettorale – la prossima volta scegliete USEI: a Roma, saremo noi la vostra voce, la vostra forza”. (aise)

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