Data odierna 23-10-2017

Il Comitato di lotta contro la chiusura del Consolato di San Gallo (Svizzera) si riunirà domani, 18 febbraio, nella sede del Centro Socio-Culturale italiano di San Gallo. A darne notizia è Teo Palmisano,...

Il Comitato di lotta contro la chiusura del Consolato di San Gallo (Svizzera) si riunirà domani, 18 febbraio, nella sede del Centro Socio-Culturale italiano di San Gallo.
A darne notizia è Teo Palmisano, spiegando che obiettivo della riunione è quello di “valutare ulteriori iniziative di protesta, civile e pacifica, finalizzate ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica, dei media e delle istituzioni cantonali di Appenzello interno e Appenzello esterno, Grigioni, San Gallo, Turgovia e del Principato del Liechtenstein rispetto alla decisione di chiusura del Consolato di San Gallo”.

“L’immobilismo del Ministero degli Esteri italiano e della rappresentanza diplomatica in Svizzera – scrive Palmisano, a nome del Comitato – è la prova fondata di quanto asserito da sempre: c’è un palese scollamento tra la realtà, che riguarda le persone fisiche e i diritti di cui sono portatrici, e i desiderata di chi prende decisioni al Ministero degli Esteri in forma democraticamente opinabile e “fa scelte uguali tra diseguali”. Perciò il Comitato di lotta per il mantenimento del Consolato di San Gallo continuerà a reiterare le richieste formulate al Presidente del Consiglio, al Ministro degli Esteri e all’Ambasciatore d’Italia a Berna fino a quando non ci sarà un impegno a risolvere la situazione relativa alla chiusura del Consolato di San Gallo, appresa finora solo attraverso dispacci di agenzie e diramata urbi et orbi senza una spiegazione plausibile, ignorando il ruolo delle rappresentanze dei cittadini italiani residenti in questa circoscrizione consolare”.

“Siccome non si vive più nell’assolutismo e dato che, in un regime democratico, le decisioni vengono discusse e assunte con (e non contro) i cittadini, che formano la pubblica opinione ed eleggono gli organi istituzionali, – conclude Palmisano – le decisioni di chiusura dei Consolati – così come sono state messe in pratica dal Ministero degli Esteri italiano – sono completamente da confutare”. (aise)

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