Data odierna 21-11-2017

“Care democratiche e cari democratici in Europa, Stoccarda e Lione continueranno ad avere un istituto italiano di cultura. Si tratta di un risultato molto importante, sia pure parziale. Due istituti...

Rete consolare, scuole e capitali all’estero: La newsletter dell’On. Garavini

“Care democratiche e cari democratici in Europa, Stoccarda e Lione continueranno ad avere un istituto italiano di cultura. Si tratta di un risultato molto importante, sia pure parziale. Due istituti di cultura, già destinati a morire, possono continuare ad essere preziosi promotori dell’identità italiana e del migliore made in Italy”.

All’indomani dell’audizione del Ministro Mogherini, Laura Garavini apre la sua nuova newsletter con la buona notizia annunciata ieri dalla titolare della Farnesina, e cioè il mantenimento dei due IIC. Come di consueto, poi, la deputata del Pd eletta in Europa, ripercorre i fatti salienti, dentro e fuori il Parlamento, che negli ultimi giorni hanno riguardato le politiche per gli italiani all’estero.

La chiusura scongiurata degli Istituti, scrive Garavini, è “un successo che sembrava impossibile raggiungere solo qualche mese fa. Un risultato raggiunto grazie alla battaglia portata avanti nei mesi scorsi: atti parlamentari, proteste dei cittadini, tanti contatti personali con ministri e sottosegretari, la risoluzione presentata in Commissione Affari Esteri e infine la lettera spedita al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, firmata su mia proposta da molti parlamentari. Resta l’amarezza e la forte preoccupazione per le restanti sedi per le quali sono stati confermati i piani di chiusura, sia degli istituti di cultura che dei consolati. Per gli istituti di cultura bisogna fare il possibile per garantirne l’operatività attraverso il mantenimento del personale presso le rispettive sedi consolari. E per i consolati? Il minimo è garantire l’offerta di servizi attraverso l’apertura di sportelli consolari o la presenza costante di funzionari itineranti.

Le scuole di Wolfsburg e Francoforte continuino a parlare italiano

Le scuole in cui si insegna l’italiano all’estero sono parte integrante del sistema di promozione della nostra cultura. Proprio per avere garanzie dal MAE sul sostegno a queste importanti realtà ho presentato due diverse interrogazioni parlamentari, volte a garantire un congruo numero di docenti madrelingua. Perché i tagli imposti dalla spending review rappresentano un rischio molto concreto per il normale funzionamento delle scuole in cui si insegna l’italiano. C’è preoccupazione per esempio alla Scuola bilingue ‘Leonardo da Vinci’ di Wolfsburg e presso il progetto italo-tedesco ‘biLiS’ di Francoforte, che coinvolgono ogni anno centinaia di ragazzi nell’apprendimento della lingua. Realtà come queste spesso rappresentano l’unico modo per venire confrontati, sin da piccoli, con la cultura italiana a cui rimarranno probabilmente legati anche da grandi, nel loro lavoro. Proprio la presenza di insegnanti madrelingua fa sì che gli istituti scolastici godano di particolare prestigio, stimolando i genitori tedeschi ad inviare i propri figli in queste strutture bilingui. Le scuole italiane all’estero sono un investimento importante per il futuro del nostro Paese, sono una realtà fondamentale per la distribuzione della cultura italiana nel mondo.

Eliminata la discriminazione per chi lavora all’estero

Sono molto soddisfatta del fatto che, dopo i diversi atti parlamentari da me promossi, l’ente previdenziale Inarcassa abbia deciso di eliminare l’aumento del contributo pensionistico per gli ingegneri e gli architetti che lavorano all’estero. In un periodo di crisi economica come quello che stiamo attraversando, minare la competitività dei liberi professionisti che partecipano a bandi di concorso e a progetti di respiro internazionale è qualcosa di quanto mai inopportuno. In questo modo si è rimediato a un trattamento ingiusto, che penalizzava chi opera all’estero rispetto a chi lavora in Italia.

Ridurre le commissioni bancarie sui bonifici esteri

Ma è possibile che per mandare 500 euro in Svizzera le banche ti possano chiedere fino a 50 euro di commissione? Trovo proprio di no. Ecco perché con un’interrogazione parlamentare ho chiesto al Ministro dell’Economia di attivarsi nell’ambito delle sue competenze, per fare sì che la SEPA, il sistema per i trasferimenti bancari denominato Area unica dei pagamenti in euro (che comprende anche Paesi non UE come la Svizzera), diventi per davvero quello che doveva essere, e cioè un vantaggio per i risparmiatori, un beneficio e non un’occasione di facili guadagni per le banche. Mi auguro che la Svizzera, anche su questa vicenda, cooperi di più con l’Europa e non se ne distacchi, come ha fatto con il referendum di qualche settimana fa. Ma anche l’Europa deve impegnarsi per creare rapporti ancora più stretti con la Svizzera.

Contro il femminicidio, anche l’8 marzo

C’è ancora molta strada da fare in Italia e nel mondo per combattere un fenomeno tanto diffuso quanto intollerabile come il femminicidio. Ogni giorno in Europa vengono uccise sette donne dai propri uomini violenti. Accanto a misure che si prendano cura delle donne vittime di violenza, bisogna concentrarsi sulla prevenzione, facendo un diffuso lavoro culturale di lotta ai pregiudizi, il terreno fertile per ogni tipo di violenza, sia verbale che fisica. Ne ho parlato a Stoccarda, ospite del locale Istituto Italiano di Cultura, insieme alla scrittrice Stefania Catallo.

Finalmente il PD è parte integrante del PSE

In questo mese ho partecipato, insieme a tante democratiche e tanti democratici arrivati dai diversi paesi europei, ad un evento storico per la politica europea: dopo anni di titubanze il Partito Democratico è entrato nel Partito Socialista Europeo. Adesso sono riuniti sotto lo stesso tetto tutti i partiti europei di ispirazione socialdemocratica. Va dato il merito a Matteo Renzi di essere riuscito a mettere da parte vecchie contrapposizioni fra ex democristiani ed ex comunisti. Ora, con tutte le nostre specificità, abbiamo deciso di guardare al futuro, ad un’Europa ancora più unita e più attenta ai diritti delle persone e al peso delle diseguaglianze. L’adesione del PD al PSE in questo senso non è solo una vittoria per il PD, ma per l’Italia e per l’Europa intera”. (aise)

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