Data odierna 25-09-2017

“Le seguitissime pagine Facebook di matrice neofascista da me segnalate nell’interrogazione al Ministro dell’Interno sono state rimosse, e questo è senz’altro positivo. Tuttavia, ne rimangono...

Regole precise contro l’odio sul web: Garavini discute un’interrogazione sul neofascismo

“Le seguitissime pagine Facebook di matrice neofascista da me segnalate nell’interrogazione al Ministro dell’Interno sono state rimosse, e questo è senz’altro positivo. Tuttavia, ne rimangono in rete molte altre e nel frattempo ne sono state create di nuove. È necessario chiedersi cosa si possa fare per arginare questo fenomeno, particolarmente pericoloso per le giovani generazioni”.

Ne è convinta Laura Garavini, deputata Pd eletta in Europa, che ha presentato una interrogazione in merito, illustrata oggi in Commissione Affari Costituzionali.

Secondo Garavini, “il problema va affrontato prevedendo uno specifico quadro normativo e rafforzando i controlli delle forze dell’ordine. Innanzitutto, il Governo dovrebbe mettere a punto, anche tramite decretazione d’urgenza, una normativa ad hoc che riguardi il fenomeno dell’odio sul web. Sul fronte dei controlli sarebbe opportuno costituire una specifica task force, affidata magari ad addetti opportunamente addestrati a difendere i valori democratici e i diritti delle persone, che monitori il cosiddetto cyberhate. A essa dovrebbe essere affidato il compito di perseguire in modo mirato chi si renda colpevole di incitamento all’odio e alla violenza, nonché di intrattenere un rapporto continuo con gli uffici legali dei diversi social network e motori di ricerca, in modo da sollecitare ed ottenere la rapida rimozione di contenuti razzisti, sessisti, omofobi e, più in generale, eversivi”.

“Ma – annota la parlamentare – rispetto ad un numero giornaliero di circa 17 milioni di utenti Facebook italiani è chiaro che non è immaginabile potere individuare ogni singola espressione di odio via web. Ecco perché è necessario puntare sulla prevenzione, coinvolgendo e sensibilizzando la società civile ad impegnarsi contro l’odio su internet. Attraverso progetti ad hoc, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, – ha concluso – bisogna rivolgersi soprattutto alle giovani generazioni, sensibilizzandole alla difesa dei diritti umani, alla lotta alle discriminazioni e ad attivarsi in prima persona contro forme di violenza online”.(aise)

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