Data odierna 21-11-2017

“Il Comitato per i servizi consolari nell’ex circoscrizione consolare di Bedford rassicura la Comunità italiana dell’Est Anglia che l’attuale ufficio, adibito anche alla raccolta delle impronte...

Reale, grazie all’interveno di Garavini il servizio consolare a Bedford non sarà chiuso

“Il Comitato per i servizi consolari nell’ex circoscrizione consolare di Bedford rassicura la Comunità italiana dell’Est Anglia che l’attuale ufficio, adibito anche alla raccolta delle impronte digitali per i passaporti, non sarà chiuso, come paventato in un primo momento”.

A scrivere è Luigi Reale, connazionale residente a Bedford, membro del Comitato, che coglie l’occasione per “ringraziare l’effettivo intervento dell’On. Laura Garavini che si è prontamente impegnata a difesa delle reali esigenze di un’intera Comunità”. “Vengono così confermati ed onorati – prosegue Reale – gli accordi presi il 20 settembre 2012 all’Ambasciata italiana di Londra tra le autorità diplomatiche-consolari, le autorità locali inglesi e la Comunità italiana su di un servizio sostitutivo al vecchio sportello consolare. Servizio indispensabile per 16mila italiani iscritti all’AIRE, 50mila oriundi e molti nuovi arrivati dall’Italia, negli ultimi mesi, in gran parte ancora non registrati all’AIRE”.

Reale esprime, quindi, “grande rammarico” per il fatto che “molti cittadini italiani nati in GB, con doppia nazionalità (giovani di seconda e terza generazione) hanno iniziato, in numero sempre maggiore, ad optare per il passaporto inglese e carta d’identità (fatta quando tornano in Italia), unicamente per problemi burocratici – a parte le distanze e gli elevati costi dei trasporti per raggiungere la sede Consolare di Londra, dove bisogna aspettare tre mesi solo per avere un appuntamento per un passaporto”. Certo, “l’attuale servizio a Bedford ha in parte frenato questo processo, che sarebbe potuto essere numericamente molto più marcato”.

“La paventata chiusura dell’attuale servizio – ricorda Reale – è stata motivata dal Console Generale di Londra Uberto Vanni D’Archirafi in cambio della nomina di un Console Onorario, tesi espressa in diverse circostanze, in particolare riaffermata dal medesimo il 15 maggio scorso a Bedford (il decreto che istituisce il Consolato onorario è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale – ndr). Va qui chiaramente rammentato a D’Archirafi che a Bedford serve un servizio e non Cimone. Con tutto rispetto per la figura del Console Onorario, questa può essere solo aggiunta all’attuale struttura, ma non scambiata con essa. Figura che ha sue specifiche funzioni date per legge e non sono quelle che, al momento, servono per una vasta comunità composta da migliaia d’italiani, ad esempio non può assolutamente avere in dotazione la macchinetta per rilevare le impronte digitali per i passaporti. Figura, che ha una sua valenza specifica da non snaturare, che si basa fondamentalmente sul volontariato e non è remunerata, quindi non sottoposta ad un reale contratto di lavoro con diritti e doveri precisi”.

“L’attuale servizio consolare di Bedford – sottolinea Reale – a superato punte di oltre 200 persone ogni venerdì, prevalentemente anziani, quanto al Consolato Generale di Londra l’utenza è di 300 persone al giorno. Numeri che dimostrano la reale necessità di quest’ufficio. Tra l’altro a Bedford si rinnovano tra 15/18 passaporti sempre ogni venerdì – così come dichiarato dallo stesso D’Archirafi, il 15 maggio 2013 in una riunione a Bedford. Quindi, oltre 850 rinnovi annuali in media; se si considera soltanto il ricavo sulle tasse dei passaporti vi è un introito di oltre 70 mila euro (annuali), a fronte di spese nulle, realmente nulle: solo la paga di un impiegato, per un solo giorno alla settimana, prestato dalle 47 persone che lavorano nel Consolato di Londra. Poco – commenta Reale – a confronto dei ricavi rispetto al precedente sportello consolare, chiuso nel 2012, ma molto in termini di proporzione rispetto le spese; i locali sede dell’ufficio sono completamente gratuiti, così come tutte le utilità (elettricità, riscaldamento, acqua, pulizie ecc… il telefono non c’è), offerti dalla Chiesa Italiana di Bedford, che come Comitato ringraziamo sinceramente per la grande generosità. Siamo altresì sicuri – conclude Reale – che anche lo stesso D’Archirafi, prima della fine del suo mandato – augurandogli un pieno buon rientro – condividerà almeno questo pensiero con noi”. (aise)

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