Data odierna 21-11-2017

Le problematiche del personale a contratto occupato presso la nostra rete diplomatico-consolare sono da sempre oggetto di attenzione e di impegno da parte dei deputati del Partito democratico eletti all’estero....

Questioni previdenziali dei contrattisti USA

Le problematiche del personale a contratto occupato presso la nostra rete diplomatico-consolare sono da sempre oggetto di attenzione e di impegno da parte dei deputati del Partito democratico eletti all’estero. Con l’interrogazione di oggi i deputati Fedi e La Marca segnalano le criticità più urgenti che riguardano il personale a contratto locale della rete diplomatico-consolare e degli Istituti italiani di Cultura negli Stati Uniti e chiedono al governo risposte urgenti e adeguate.

Nell’interrogazione ai Ministri degli Affari esteri, del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’Economia, sono indicate alcune criticità riguardanti: – le retribuzioni del personale a contratto ferme da molti anni senza adeguamenti retributivi che rispecchino la dinamica del costo della vita negli USA, la crescita media delle retribuzioni del mercato del lavoro locale e il progressivo ridimensionamento dell’Euro nei confronti della divisa statunitense; – la mancanza di schemi per la progressione delle carriere, di regole certe per la corresponsione degli straordinari e di piani pensione adeguati.

Gli interroganti, tuttavia, evidenziano con particolare urgenza le questioni previdenziali dei contrattisti USA. L’assenza di copertura previdenziale integrale rimane infatti, nonostante le reiterate richieste individuali e sindacali, un tema irrisolto al quale dare immediata attenzione.

A questo proposito, i deputati ricordano come il Decreto Legislativo 7 aprile 2000, n. 103, ”Disciplina del personale assunto localmente dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura all’estero, a norma dell’articolo 4 della legge 28 luglio 1999, n. 266” (G.U. n. 98, 28 aprile 2000), all’Art. 158 dispone che “La tutela previdenziale viene assicurata nelle forme previste dalla normativa locale, ivi comprese le convenzioni e gli accordi internazionali in vigore. Ove la normativa locale non preveda alcuna forma di tutela previdenziale, o statuisca in modo manifestamente insufficiente, gli impiegati a contratto possono, su richiesta, essere assicurati presso enti assicurativi italiani o stranieri. Gli impiegati a contratto di cittadinanza italiana possono optare per l’applicazione della legislazione previdenziale italiana”, e lo  stesso contratto di lavoro individuale, sottoscritto dal personale a contratto locale, stabilisce all’art. IV (assicurazioni previdenziali) che l’impiegato fruisce di assicurazione per invalidità, vecchiaia e superstiti presso l’INPS e che i contributi dovuti dallo Stato e dagli assicurati sono determinati a norma della legislazione vigente e commisurati alla retribuzione imponibile dell’impiegato.

Nel caso dei contrattisti USA, tuttavia, dalla data di assunzione fino a quella odierna il Ministero degli Affari Esteri ha versato, a favore del personale, contributi INPS in misura del 50% della retribuzione percepita anziché, come previsto dal D. Lgs.103/2000, sulla retribuzione imponibile dell’impiegato.

I deputati interroganti, pertanto, chiedono ai Ministri competenti se non ritengano necessario agire con celerità e tempestività in ragione dell’evidente danno previdenziale causato al personale a contratto locale e, conseguentemente, provvedere al versamento ora per allora dei contributi previdenziali INPS fino alla data odierna, al fine di garantire i diritti pensionistici del personale a contratto, con l’aggiunta degli interessi e della rivalutazione monetaria.

 

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