Data odierna 23-08-2017

È proseguito ieri alla Commissione Affari Esteri della Camera l’esame della riforma di Comites e Cgie così come approvata dal Senato. Diversi gli interventi al dibattito, alla presenza del sottosegretario...

Prosegue l’esame alla camera/ Mantica: nessuno vuole sopprimere la circoscrizione estero

È proseguito ieri alla Commissione Affari Esteri della Camera l’esame della riforma di Comites e Cgie così come approvata dal Senato. Diversi gli interventi al dibattito, alla presenza del sottosegretario Alfredo Mantica che, tra l’altro, ha colto l’occasione per ribadire la “contrarietà del Governo all’abolizione della circoscrizione estero”.

Sollecitato dall’intervento dell’on. Garavini (Pd), anche il presidente della Commissione Stefani (Lega) ha puntualizzato che “la Bozza Calderoli prevede l’abolizione dei senatori eletti all’estero nell’ambito della più ampia riforma del Senato federale”. Il deputato ha voluto anche ricordare che la Lega “è l’unico partito che all’estero è presente in tutti i continenti”.

Ma andiamo con ordine. Ad inizio seduta, Stefani ha ricordato che la prossima settimana ci sarà alla Farnesina la plenaria del Consiglio generale e che, in quella occasione, la Commissione avvierà un “un ciclo di approfondimenti conoscitivi” sulla riforma di Comites e Cgie.

È quindi intervenuta l’onorevole Garavini (Pd) che ha elencato tutte le sue perplessità sul testo approvato dal Senato, non prima di aver ribadito come la “vera priorità” sia “mettere in sicurezza il voto degli italiani all’estero alla luce delle irregolarità registrate anche in occasione delle ultime consultazioni referendarie”.

A tal proposito la deputata ha richiamato “l’incertezza” dovuta alla “prospettiva di soppressione della Circoscrizione Estero, ventilata dagli organi di informazione in merito ai contenuti della cosiddetta “bozza Calderoli”. Credo sia incongruo procedere ad una riforma in senso restrittivo dei Comites e del Cgie alla luce della possibile soppressione della Circoscrizione Estero e del rischio che questo lavoro perda credibilità e legittimazione. La soppressione di Comites e Cgie – ha aggiunto – comporta rischi di privazione di ogni forma di rappresentanza soprattutto per le comunità italiane che risiedono in continenti di grandi dimensioni”.

Entrando nel merito della riforma, la parlamentare eletta in Europa ha sostenuto che “le proposte di adozione del sistema maggioritario rischiano di provare le rilevanti realtà associative all’estero della loro capacità rappresentativa delle comunità a vantaggio di soggetti capaci di condizionare il voto senza rappresentare i territori in pari misura”. Quanto ai giornali delle comunità italiane all’estero e ai patronati “si tratta di realtà consolidate, assai vicine agli elettori italiani, di cui sanno rappresentare adeguatamente le istanze”.

Garavini si è quindi detta “rammaricata” per la mancata previsione dei “piani Paese” che, ha ricordato, “hanno rappresentato un utile strumento nell’evoluzione dei Comites nel confronto con il mondo diplomatico-consolare. E considero poco felice la scelta di ridurre il numero di firme a supporto della presentazione delle liste. In generale credo che il quadro eccessivamente frammentato, prospettato dalla proposta di riforma, rischi di snaturare questi organi di rappresentanza riducendoli a meri organi di coordinamento”. Per la deputata, infine, sarebbe opportuno “disgiungere la riforma dei Comites da quella del Cgie dando la priorità al rinnovo dei Comites”.

Il sottosegretario Mantica ha prima auspicato che la Commissione Affari costituzionali “proceda celermente” alla riforma del voto all’estero, precisando che per il Governo “non è affatto secondaria la questione della stampa e spedizione delle schede elettorali, da affidare in sede locale per ridurre gli elevati costi attuali”, e poi garantito “la piena disponibilità del Governo a cooperare”.

Quanto alla Circoscrizione Estero, “l’Esecutivo è pienamente contrario alla sua soppressione. Credo, al tempo stesso, che sia prevedibile la riduzione dei parlamentari eletti all’estero, se sarà ridotto anche il numero dei parlamentari eletti in Italia”.

Sul punto è intervenuto anche il presidente Stefani per fare presente che “la cosiddetta “bozza Calderoli” prospetta la soppressione dei senatori eletti all’estero in ragione della trasformazione cui il Senato andrebbe incontro e la riduzione dei deputati in modo proporzionale ai 245 eletti alla Camera”.

Nel suo intervento, Farina (Pd) si è detto “contrario alla proposta di affidare la stampa e distribuzione delle schede elettorali all’estero, perché ne deriverebbero molte irregolarità e un carico di lavoro eccessivo per le diverse agenzie consolari. Si tratta di una questione assai delicata e occorre fare chiarezza che tali funzioni saranno svolte in via esclusiva dal Ministero dell’interno”.

Quanto al rapporto proporzionale tra eletti all’estero e consistenza delle comunità Farina ha detto che “nel nostro Paese questo rapporto è decisamente inferiore a paragone di quanto avviene, ad esempio, in Francia. Credo che sarebbe opportuno svolgere qualche riflessione”. Tornando alla riforma di Comites e Cgie il testo approvato dal Senato “evidenzia complessivamente una lacunosa cultura democratica e una scarsa conoscenza della realtà italiana all’estero. L’impostazione partitica e maggioritaria della riforma non è in armonia con la cultura delle nostre comunità nel mondo”.

Il deputato eletto in Europa ha quindi espresso “forti perplessità sul far coincidere Comites e circoscrizioni consolari, specie alla luce della loro riorganizzazione”, citando ad esempio il caso di Ginevra “dove, in virtù dei rapporti numerici, prevarranno inevitabilmente i candidati radicati a Losanna, il cui consolato è stato recentemente soppresso”.

“La rappresentanza delle collettività italiane all’estero si è sviluppata in un clima di partecipazione democratica che partiva dalla base e trovava poi riscontro nell’attività di parlamentari, come l’onorevole Tremaglia, che mostravano grandi sensibilità verso tali temi. Credo – ha aggiunto – che occorra mantenere questo legame per apportare alcuni miglioramenti alla struttura dei Comites, senza operare stravolgimenti in ragione dell’impianto già ottimo e del fatto che già si tiene conto della presenza di eletti all’estero”.

“Necessaria” per Farina è invece la riforma del Cgie che, però, “andrebbe operata attraverso un distinto provvedimento e salvando le commissioni continentali, che hanno rappresentato un elemento di grande novità”. Il Consiglio generale è diventato “un esempio per gli altri Paesi europei. Anche per questo credo sia importante e utile disporre di un organo consultivo che sintetizzi le istanze dei Comites”.

Presidente del Maie, l’onorevole Merlo ha ricordato che “il ritardo nel rinnovo dei Comites pone un serio problema di legittimità e di capacità rappresentativa di questi organi di rappresentanza”. Contrariamente ai colleghi che lo hanno preceduto, il deputato eletto in Sud America si è detto “favorevole all’introduzione del sistema maggioritario, soprattutto alla luce dell’esperienza maturata con la numerosissima comunità italiana di Buenos Aires, dove l’eccessiva proliferazione delle liste rende difficile l’assunzione di decisioni rapide”. “Opportuno”, per Merlo, anche “ampliare il numero di firme necessarie per la presentazione di liste. Insieme al presidente Casini, – ha ricordato – ho presentato una proposta di legge per assicurare maggiore trasparenza al voto per la circoscrizione estero, istituendo comitati di controllo, aperti anche ai rappresentanti di lista, per assistere a tutte le operazioni relative all’esercizio del voto stesso”.

Merlo ha quindi citato “‘immagine negativa che presso una parte della maggioranza hanno gli italiani all’estero, considerati alla stregua di una voce di costo inefficiente, quando invece sono una risorsa alla quale si dovrebbe attingere soprattutto in una fase come questa, in cui occorre rilanciare la presenza imprenditoriale italiana nel mondo e promuovere il cosiddetto sistema Paese”.

Sentitosi chiamato in causa, il leghista Stefani ha voluto intervenire per far presente che “la Lega Nord Padania è l’unico partito ad essersi dotato di proprie rappresentanze in tutti i continenti”.

Deputato eletto in Sud America, Giuseppe Angeli (PdL) è intervenuto brevemente per dire che “il maggior problema relativo alle schede è garantire che esse siano davvero consegnate ai destinatari”. Mantica ha quindi concluso ricordando “i costi particolarmente elevati per la spedizione delle schede in Argentina a causa della necessità di affidare il servizio postale a soggetti privati”.

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