Data odierna 21-10-2017

Si svolge oggi 25 ottobre, presso il Ministero degli Affari Esteri, a Roma la V Riunione tra Italia e Brasile per la Cooperazione economica, industriale, finanziaria e per lo sviluppo, secondo quanto previsto...

Porta sollecita il consiglio Italia-Brasile a migliorare la tutela socio-previdenziale e sanitaria

Si svolge oggi 25 ottobre, presso il Ministero degli Affari Esteri, a Roma la V Riunione tra Italia e Brasile per la Cooperazione economica, industriale, finanziaria e per lo sviluppo, secondo quanto previsto dall’Accordo quadro firmato dai due Paesi nel 1997.
L’On. Fabio Porta, deputato Pd eletto all’estero, rilevando che “l’importante appuntamento suggella e supporta al più alto livello amministrativo i già eccellenti rapporti tra Italia e Brasile”, ha voluto contribuire ai lavori del Consiglio con un documento che affronta alcuni temi prioritari dei rapporti tra i due Paesi ed in particolare illustra le questioni ancora in sospeso che attengono ai diritti e agli interessi concreti delle collettività italiane in Brasile e brasiliane in Italia.
Il parlamentare eletto nella Ripartizione America meridionale sollecita nel documento la soluzione dei problemi fiscali che si sono innescati negli anni “a causa di una discordante e confusa interpretazione dell’accordo contro le doppie imposizioni fiscali, che tanti disagi sta provocando ai pensionati italiani sia residenti in Brasile che rientrati in Italia, e il rinnovo della convenzione bilaterale in materia di sicurezza sociale la cui ratifica migliorerebbe in maniera importante la tutela dei diritti previdenziali e sanitari dei cittadini dei due Paesi”.
L’On. Porta, nel documento presentato alla riunione del Consiglio, suggerisce anche le soluzioni relative all’”iniquo trattamento fiscale riservato ai nostri connazionali” stigmatizzando come “un contenzioso tecnico addebitabile esclusivamente all’inadempienza delle autorità competenti stia penalizzando ingiustamente migliaia di nostri connazionali vessati dalla doppia tassazione sulle loro pensioni”.
Il parlamentare chiede “che i Governi italiano e brasiliano si impegnino a garantire la riapertura dei negoziati sulla Convenzione al fine di eliminare la doppia imposizione anche promuovendo la modifica dell’articolo 18 e introducendo il principio della tassazione in un solo Paese come previsto dal modello OCSE attualmente applicato nella stragrande maggioranza delle convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali stipulate dall’Italia”, “o perlomeno al fine di garantire l’elevazione dell’importo soglia al di sopra del quale si applica la doppia tassazione (attualmente pari a 5mila dollari statunitensi) ad un importo più adeguato”, e “che i due Governi trovino un’intesa al fine di rimborsare ai pensionati italiani le somme loro indebitamente trattenute a causa della contrastante interpretazione dell’accordo da parte dei due Stati contraenti e conseguentemente dell’impropria applicazione del principio della tassazione concorrente o doppia tassazione finora mai compensata dalla deduzione fiscale prevista invece dall’articolo 23 dell’accordo stesso”.
Quanto alla sicurezza sociale e alle pensioni, l’On. Porta evidenzia nel suo documento come “l’accordo attuale di emigrazione e di sicurezza sociale tra l’Italia ed il Brasile è entrato in vigore il 9 dicembre 1960, mentre il protocollo aggiuntivo è entrato in vigore il 3 agosto 1977″. Si tratta quindi secondo Porta “di un accordo oramai obsoleto”.
Nonostante i numerosi negoziati tra i due Paesi per realizzare il necessario aggiornamento, fino ad oggi, si legge nel documento, “gli esiti sono sempre stati negativi. Il nuovo accordo è stato firmato a Brasilia dalle due parti contraenti nel lontano giugno 1995 e se ratificato introdurrebbe una serie di positive modifiche e innovazioni”. Il parlamentare chiede ai due Governi “che si riaprano al più presto i negoziati volti alla ratifica di questo accordo che beneficerebbe in maniera tangibile i lavoratori e i pensionati italiani e brasiliani che si spostano da un Paese all’altro consolidando ed ampliando sia la tutela socio-previdenziale che quella sanitaria”. (aise)

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