Data odierna 22-08-2017

“Difendere il voto all’estero e promuovere la lingua italiana nel mondo”. Così il segretario generale del CTIM, Roberto Menia, intervenendo ieri alla sessione dell’Assemblea plenaria del CGIE,...

Plenaria CGIE, Menia: Difendere il voto all’estero e promuovere la lingua italiana nel mondo

“Difendere il voto all’estero e promuovere la lingua italiana nel mondo”. Così il segretario generale del CTIM, Roberto Menia, intervenendo ieri alla sessione dell’Assemblea plenaria del CGIE, per richiamare l’attenzione sul rischio spending review.

L’occasione è stata utile per salutare l’ingresso nell’organismo di Mario Zoratto ed è stato anche il “battesimo” del segretario generale del CTIM, Roberto Menia, che ha denunciato il pericolo che sia rimessa in discussione la grande conquista di Mirko Tremaglia, il voto degli italiani all’estero.
“È vero”, ha affermato Menia, “che non sempre gli eletti all’estero hanno illustrato il loro ruolo” e “che il voto per corrispondenza si è prestato ad evidenti abusi e scorrettezze: a ciò però”, ha aggiunto, “non si ovvia cancellando la Circoscrizione Estero, che garantisce rappresentanza effettiva di chi sta lontano dall’Italia, come propongono i “saggi” di Letta, ma piuttosto introducendo le nuove tecnologie, il voto elettronico, o i seggi consolari e quelli mobili certificati”.
Il segretario generale del CTIM ha proseguito affermando che è opportuno porre attenzione sui grandi fenomeni che investono il nostro Paese, dalle ondate di immigrazione che producono drammi come quello di Lampedusa, dove Menia ha proposto di spostare la sede di Frontex, a quello della nuova emigrazione italiana che coinvolge soprattutto giovani e cervelli.
Menia ha quindi rimarcato come sia assolutamente contestabile la strada intrapresa dal Governo di ridurre la rete consolare, gli Istituti di cultura, i corsi di lingua italiana. “La spending review si faccia sugli sprechi”, ha detto, “non su ciò che è prioritario e strategico rispetto alla presenza italiana nel mondo”.
Promuoviamo la lingua italiana, ha concluso Menia, citando Gioberti che scrisse: “ricordi a chi cale della Patria comune che, secondo l’esperienza, la morte delle lingue è la morte delle nazioni”. (aise)

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