Data odierna 24-10-2017

Non poteva mancare la voce degli eletti all’estero ai lavori della Plenaria Cgie di oggi pomeriggio. I temi, quelli già dibattuti durante le discussioni che hanno animato la sessione: l’interlocuzione...

Plenaria CGIE: La voce degli eletti all’estero

Non poteva mancare la voce degli eletti all’estero ai lavori della Plenaria Cgie di oggi pomeriggio. I temi, quelli già dibattuti durante le discussioni che hanno animato la sessione: l’interlocuzione tra Cgie, Parlamento e Governo. Un dialogo, quello con il Governo, secondo Marco Fedi, deputato Pd attivo in Australia, “da anni assente”. Per Fedi ad oggi risulterebbe efficace “rilanciare le discussioni anche a livello di comunità, riavviando la discussione politica, ripartendo dai temi centrali e cari alle collettività”.
Focus poi sull’abolizione della Circoscrizione Estero: tanto si è detto, tanto si farà ancora, ha assicurato il parlamentare; di fatto, anziché “continuare a dire che si sta uccidendo la Circoscrizione Estero”, sarebbe più utile “chiedere al Governo che il diritto di partecipazione politica venga comunque garantito, a prescindere dal Collegio estero”.
“Ci aspetteremmo – ha aggiunto – che da parte del governo e della Farnesina in particolare, ci fosse dato aiuto, cosa che invece è mancata in questa fase”.
Quanto alle chiusure consolari, “alcune risposte sono state date ma – secondo Fedi – totalmente insoddisfacenti: nell’audizione di Dassù si è parlato di un risparmio di un milione di euro, una cifra irrisoria”.
Per questo Fedi ha lanciato un “appello al Cgie affinché torni ad essere presente ed attivo sui temi più caldi che ci interessano, e che lo faccia in maniera trasparente ed aperta: c’è infatti il rischio – ha denunciato apertamente il deputato eletto all’estero – che in queste circostanze si attuino trattative che non abbiamo nulla a che fare con i nostri istituti di rappresentanza. Per questo vorrei che il Cgie seguisse l’evoluzione di questa situazione politica”.
Quanto al voto, l’auspicio espresso da Fedi è “che il Cgie faccia arrivare alle commissioni un documento sul voto elettronico: è positivo che il Mae abbia deciso che la sperimentazione vada attuata in questa fase, ma – ha concluso – bisogna dire come, con quali strumenti, quale piattaforma usare, quale sicurezza fornire”.
Riforma costituzionale, rappresentanza, futuro del Collegio estero: questi ed altri i temi affrontati in plenaria dal sen. Pd Claudio Micheloni, presidente del Comitato per le questioni degli Italiani all’estero.
Affermata e ricordata la necessità di 3 livelli di rappresentanza per gli italiani all’estero, sul tema voto all’estero Micheloni ha voluto aprire gli occhi alla sua platea invitando ad essere realistici: “non credo – ha affermato – che il Cgie possa essere altro da ciò che è oggi. Credo anche che la rappresentanza degli italiani all’estero debba essere realizzata nelle aule di Camera e Senato. Mi aspetto però – ha aggiunto – che da parte del Cgie ci sia una presa di posizione sul tema. L’unica cosa che non condivido sono i tempi: non credo che tutto sia possibile con un’accelerazione delle tempistiche. Occorre valutare, giudicare, studiare”.
Sulla questione Collegio Estero, il senatore ha auspicato che alla fine di questa settimana vengano date delle indicazioni in materia. “Non credo sia sufficiente appellarsi ad un principio di uguaglianza per avere la garanzia dello status quo – ha ancora ammonito – ci sono altri costituzionalisti che affermano che la Circoscrizione Estero non è costituzionale. Noi, da parte nostra, dobbiamo far capire che questa rappresentanza è importante per il Paese”.
Sul tema della partecipazione degli emigrati alle prossime elezioni europee, “i lavori in corso al momento” ha informato Micheloni “sono fermi in Senato. Confermo che c’è una volontà seria di trovare una via parlamentare rapida per dare una risposta positiva al Consiglio Generale per le prossime elezioni europee”.
Uno sguardo anche alla legge di stabilità: “abbiamo portato a casa poca roba – ha detto ancora Micheloni – a causa della situazione politica generale, non siamo quindi vittime di nessuno. I punti non portati a casa (gli emendamenti su Imu, tassa dei rifiuti e iscritti Aire) restano comunque contenuti nei documenti firmati dai relatori”. “Documenti che – ha assicurato – alla Camera verranno raccolti”.
“Questi famosi 5 milioni di euro ottenuti per l’emigrazione – ha poi continuato – sono un terzo di ciò che abbiamo chiesto. Per questo non sono soddisfatto”.
Sul tavolo infine rete consolare (“mi rifiuto in modo assoluto di sedermi ad un tavolo riservato per discutere del problema, non c’è più niente di riservato”) e riforme: si va dal Mae ai Patronati fino alle Camere di Commercio. Attività per le quali “non c’è dialogo possibile con il Governo disposto a tutto perché non si modifichi nulla. Allora – ha annunciato il senatore – opereremo per via legislativa. Ringrazio il ministro Bonino per la qualità della sua politica estera – ha quindi concluso Micheloni – ma non posso accettare che abbia abbandonato la gestione di questa amministrazione del ministero. Dobbiamo fermare questa distruzione della nostra presenza nel mondo senza logica e criterio”.
Da ultimo una promessa: l’impegno a far incontrare ad ogni plenaria Cgie il mondo dell’emigrazione con il Parlamento.
Impegno ripreso e condiviso anche da Gianni Farina, eletto nella fila del Pd, secondo il quale ciò sarà utile per operare di volta in volta “un confronto che verifichi quanto avvenuto nel frattempo, le proposte portate avanti e le prospettive per il futuro”.
Proposto un excursus storico degli organismi elettivi per l’estero, Farina ha ricordato come “una delle difficoltà più vere che hanno gli eletti all’estero nel rappresentare il mondo dell’emigrazione sta nella vastità dei collegi elettorali”. Inoltre, ha aggiunto, “le difficoltà che troviamo in Parlamento sono dovute al mancato coordinamento, perché Senato e Camera lavorano anche con tempi distinti: si impone allora l’istituzione di una commissione bicamerale dei 18 parlamentari eletti all’estero che lavorino assieme ad altri 18 parlamentari nazionali al fine di avviare un confronto”.
“Chiedo che su questo – ha concluso – anche il Cgie porti una risposta: la bicamerale potrà infatti lavorare bene”. (s.d.f.\aise)

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento