Data odierna 12-12-2017

Forza Italia? “Un grande partito”. Matteo Renzi? “Una frode politica”. Però, se potesse tornare utile, un governo di scopo con il Pd si potrebbe fare. L’unico deputato eletto in Europa con l’allora...

Picchi. col PD valutiamo l’abolizione delle preferenze

Forza Italia? “Un grande partito”. Matteo Renzi? “Una frode politica”. Però, se potesse tornare utile, un governo di scopo con il Pd si potrebbe fare. L’unico deputato eletto in Europa con l’allora PdL, Guglielmo Picchi, spiega a ItaliaChiamaItalia il suo programma per la circoscrizione estero, in attesa dell’ufficializzazione della sua nuova nomina a responsabile di Forza Italia nel mondo, e, da fiorentino, non risparmia forti critiche all’inquilino di Palazzo Vecchio. Salvo poi accettare la tesi del nuovo consigliere politico del Cavaliere, Giovanni Toti, su un eventuale esecutivo condiviso. “Non avrei nulla in contrario”, anche se “non credo che si verificherà”.

Forza Italia, attraverso le parole del neoconsigliere politico di Berlusconi, Giovanni Toti, apre a un governo di scopo con Renzi. Che cosa ne pensa? Collaborerebbe con il segretario democratico, dopo averlo criticato apertamente per anni?

“Premetto che, nell’attuale scenario politico, è tutto possibile. Per questo motivo non si può scartare nulla e non si può escludere a priori un governo di scopo per fare le dovute riforme. Non avrei nulla in contrario, ma non credo si verificherà”.

E che cosa ritiene, invece, più probabile?

“La situazione politica è instabile, spero che questa legge elettorale vada in porto e che si possa così andare al voto per ottenere, finalmente, un governo eletto dal popolo e capace di prendere in mano le redini del Paese”.

Quindi auspica un ritorno alle urne?

“Auspico un ritorno alle urne, ma solo dopo aver ottenuto una nuova legge elettorale”.

Lei è stato l’unico eletto del PdL al di fuori dei confini nazionali, segnale evidente di uno scollamento tra il centrodestra e gli elettori italiani residenti nel mondo. Nella rinata Forza Italia trova posto anche una maggiore attenzione verso l’estero?

“Assolutamente sì. Proprio in queste ore abbiamo affrontato internamente il problema della circoscrizione estero ed è all’ordine del giorno del partito la messa in sicurezza del voto estero. Tutto questo dimostra un’attenzione più elevata rispetto al passato”.

A che cosa è dovuto questo cambiamento?

“Il quadro si è semplificato molto grazie alla presenza di un solo eletto. Essendoci un solo interlocutore, il dialogo interno è stato più facile. In pratica, si è potuta affermare una nuova, ed unica, idea dell’estero; prima eravamo troppi con troppe idee e tutto questo generava confusione”.

Quindi sta dicendo che è tutto merito suo?

“Sto dicendo che otto anni di permanenza in Parlamento hanno consolidato la mia credibilità. I miei colleghi ormai hanno avuto modo di verificare la serietà che ho dimostrato in questi anni e tutto questo mi viene riconosciuto”.

A proposito di credibilità, la sua ex collega, e ormai ex ministro, Nunzi De Girolamo, si è detta delusa dal mancato sostegno del partito di Angelino Alfano. È sempre stata molto vicina a Berlusconi, potrebbe tornare in Forza Italia?

“Non sono contrario al ritorno di nessuno e non ho problemi di principio. Certamente può tornare, purché sia pronta a rimanere al di fuori degli incarichi di governo. Un grande partito deve saper accogliere tutti quelli che la pensano nello stesso modo e penso che la scissione del Nuovo centrodestra sia stato solo un atto di opportunità poltronistica. Chi torna non può ambire a posti di rilievo”.

Rimanendo sul tema dei posti di rilievo, le nomine interne alla nuova Forza Italia stanno puntando al rinnovo totale lasciando indietro anche volti storici. Un cambiamento dovuto o rischioso? Si aprono nuove prospettive anche per lei?

“Recentemente sono stato nominato capogruppo Fi in commissione Affari Esteri, quindi parlo di politica estera a nome del partito. Faccio parte del rinnovamento già dal punto di vista anagrafico e poi sono stato sempre controcorrente all’interno del partito. Renzi ha dimostrato che il rinnovamento è utile e fa bene al partito. Anche per Forza Italia tutto questo può rivelarsi positivo, ma sono contrario alla rottamazione totale, non è produttivo lasciare indietro anche chi ha dimostrato di saper governare e di essere presente sul territorio”.

A chi si riferisce?

“A tanti. Penso ad esempio a Raffaele Fitto. È un nome su tutti, ma potrei farne molti altri. Il suo è il caso più eclatante, ha fatto tanto e ora non ha nessun incarico degno delle sue capacità”.

Dopo anni di attacchi, sta dimostrando un atteggiamento più morbido nei confronti del segretario Pd. Forza Italia le impone una linea più morbida?

“No, sono assolutamente critico nei confronti di Renzi, però gli riconosco di essere un grande comunicatore e di avere fatto fare un passo in avanti di venti anni al Pd. Per quanto riguarda, invece, la sua figura, ho sempre definito Renzi una frode politica, sotto il vestito non c’è niente e questo lo ha dimostrato come sindaco. Da fiorentino ho visto come ha governato Firenze, non auguro a nessuno di avere un primo cittadino di questo tipo. Amministrare una città non è come vincere le primarie. In cinque anni non ha realizzato nessuna infrastruttura tra quelle che aveva messo in programma, il degrado è evidente in termini di sicurezza e pulizia: la città è sporca”.

Se non è un bravo amministratore per quale motivo, allora, è stato eletto sindaco, dopo aver già lavorato a Firenze come presidente di provincia?

“Un conto è la provincia e un conto è la città. Lui ha tradito questo comune, ha molti soldi da spendere perché ha saputo raccogliere tanti fondi. In questo modo è in grado di alterare la percezione degli elettori. Avremo una risposta il 25 maggio, quando si voterà”.

Ha parlato di poca concretezza, eppure in poche settimane il neosegretario ha presentato tre proposte elettorali e un job act. Per quale motivo voi non avete fatto nulla del genere?

“Anche io sono in grado di elaborare tre proposte come le ha fatte lui. Un conto è parlare di tre modelli, altra cosa è tradurli in soglie di sbarramento e affrontare il problema delle preferenze”.

Lei è stato eletto e premiato proprio dalle preferenze. Come può condividere l’opinione del suo partito che, invece, vuole abolirle?

“Proprio perchè conosco le preferenze, ne conosco anche i mali. Stiamo discutendo se abolirle pure all’estero, ne stiamo discutendo anche con il Pd”.

Forza Italia vuole abolire le preferenze all’estero?

“No, non ho detto che Forza Italia vuole abolirle. La legge elettorale alla Camera, così come si sta delineando, è simile a quella estera e, di conseguenza, stiamo discutendo di entrambe. Il mio partito non ha nulla contro l’abolizione delle preferenze anche se, personalmente, ritengo che queste rafforzino la partecipazione dei candidati”.

Ancora sull’estero, e sui problemi legati alla riduzione della rete consolare, ha in calendario altri incontri con il governo?

“Gli incontri sono stati già fatti, anche troppi. Insieme al collega M5S Alessio Tacconi abbiamo presentato una risoluzione, firmata da tutti i colleghi dell’opposizione e anche da qualcuno della maggioranza, con la quale impegniamo il governo a rivedere le chiusure e, quando si tratterà di votare, vedremo cosa sceglieranno di fare i colleghi del Pd. Ci hanno criticato in ogni sede per le chiusure del governo Berlusconi, poi sono arrivati loro e ne hanno attuate anche di più”.

Si tratta di un annuncio o la risoluzione è stata già calendarizzata e la vedremo in aula?

“Dovrebbe essere calendarizzata la settimana prossima o, al più tardi, quella seguente. Vedremo come voteranno, vedremo chi è a favore e chi è contro le chiusure. Abbiamo anche discusso con la Farnesina un eventuale rimedio e ora, sempre con il collega Tacconi, presenteremo un’altra risoluzione per garantire uno sportello mobile una volta a settimana nelle sedi dove avverranno eventualmente le chiusure. Anche se non amo il Movimento 5 Stelle lavoro bene con Tacconi ed ho coscritto le risoluzioni con lui, anche se appare il suo nome come primo firmatario. È più facile se il primo firmatario è uno dei cinque stelle, se firmo io, come Forza Italia, rischio che non me le facciano passare. Mentre noi organizziamo atti parlamentari, il Pd fa di tutto per rimandarne la discussione, chiediamo che la risoluzione sia calendarizzata da dicembre e siamo ormai a febbraio. È ovvio che, nel frattempo, i consolati abbiano chiuso. Come partito aspettiamo la formalizzazione delle nuove nomine, nelle prossime settimane verrà confermata la mia nomina a responsabile degli italiani all’estero di Forza Italia”.

Qual è il suo programma?

“Per prima cosa organizzeremo una riunione a Roma entro febbraio o marzo, dove recupereremo i delegati. Intanto abbiamo iniziato il tesseramento”.

Riprenderete i delegati che già erano in carica?

“Molti li vogliamo tenere, ma cerchiamo anche volti nuovi con il tesseramento. Chi vorrà rimanere, naturalmente, perché ho visto che tanti amici dell’ex collega Massimo Romagnoli sono passati al MAIE”.

Come sceglierete i prossimi candidati? Pensate a delle ‘Parlamentarie’ come i cinque stelle?

“Abbiamo semplicemente chiesto a chi voleva candidarsi di inviare il proprio cv con la foto e le motivazioni. Chi non è stato candidato la volta scorsa si è semplicemente scontrato con equilibri interni, come il fatto di creare una lista di coalizione oppure rispettare la parità di genere. Mentre ci sono persone che si impegnano sul territorio per organizzare eventi e iniziative, tanti altri si presentano solo alle elezioni. Io prediligerò chi ha lavorato sul territorio rispetto a chi ogni tanto parla con i giornali. Ricordo che molti di quelli rimasti fuori dalle ultime liste non avevano nemmeno capito come scrivere o accettare il modulo di candidatura. Le primarie se le sono fatte per autoesclusione”.(ICI)

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