Data odierna 19-08-2017

Se verrà chiusa l’Ambasciata italiana a Santo Domingo la Farnesina dovrà provvedere a garantire servizi minimi a connazionali e turisti, visto l’isolamento e la lontananza dalle rappresentanze dei...

No alla chiusura dell’ambasciata a Santo Domingo e al declassamento del consolato di Montevideo

Se verrà chiusa l’Ambasciata italiana a Santo Domingo la Farnesina dovrà provvedere a garantire servizi minimi a connazionali e turisti, visto l’isolamento e la lontananza dalle rappresentanze dei paesi limitrofi. A sostenerlo è Alessio Tacconi, deputato del Movimento 5 Stelle eletto in Europa, che ha presentato in merito una interrogazione al Ministro degli Esteri Bonino.

“Nell’ambito delle esigenze dettate dal processo di razionalizzazione della spesa (spending review) di cui al decreto-legge 95 del 2012 – ricorda Tacconi nella premessa – il Ministero degli affari esteri ha varato un piano di “riorientamento” della nostra presenza all’estero che prevede la soppressione di complessivi 33 uffici all’estero, dei quali 13 già in fase di chiusura; le 33 chiusure in questione, come ha ricordato il direttore generale Elisabetta Belloni, derivano da un obbligo di legge”.

“Nonostante lo stesso direttore generale, Ministro Elisabetta Belloni, si sia detto disponibile ad intensificare il confronto con il Parlamento e le rappresentanze degli italiani all’estero democraticamente elette prima che l’amministrazione formalizzi la sua posizione da sottoporre al Governo per la necessaria decretazione, a tuttora tale confronto è stato solo annunciato, ma mai attuato; al fine degli obiettivi di finanza pubblica – annota Tacconi – riveste primaria importanza l’individuazione degli sprechi e delle diseconomie di bilancio, in particolare nell’ampio bacino delle consulenze e dell’esternalizzazione dei servizi e che conseguentemente l’eventuale chiusura di sedi all’estero deve essere un esercizio assolutamente residuale”.

“Tra le sedi di cui si è programmato la chiusura nel corso dell’anno – ricorda il deputato – figura l’Ambasciata a Santo Domingo, competente oltre che per la Repubblica Dominicana, anche per Haiti, la Giamaica, Antigua e Barbuda e Saint Kitts e Nevis; sempre a norma di legge, le chiusure di sedi già deliberate e quelle in programma, non devono intaccare la quantità e la qualità dei servizi all’utenza”.

“La chiusura dell’Ambasciata a Santo Domingo, – sottolinea – al contrario, priverebbe una numerosa collettività di circa 7.000 connazionali, oltre a quelli che visitano per ragioni di turismo le Isole Caraibiche, di qualsiasi tipo di assistenza; le difficoltà logistiche dovute all’isolamento e alla lontananza dalle rappresentanze consolari nei Paesi limitrofi creerebbero ulteriori disagi sia ai connazionali lì residenti, sia ai numerosi turisti italiani”.

Alla luce di queste considerazioni, Tacconi chiede di sapere “se il Ministero degli affari esteri prevede la permanenza di una rappresentanza dell’Amministrazione sull’isola caraibica che possa garantire i servizi minimi indispensabili alla nostra collettività ivi residente e, in caso affermativo, in che forma” e “qualora non sia assicurata la predetta rappresentanza che cosa intenda fare il Ministero per garantire gli anzidetti servizi amministrativi e di assistenza ai nostri connazionali”. (aise)

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