Data odierna 17-08-2018

Con l’inizio della nuova Legislatura, riprendiamo con il consueto appuntamento sulle pagine di America Oggi per parlare delle questioni che ci interessano come Comunità italiana all’estero. Non...

Nisssoli (FI) – Riprende appuntamento sulle pagine di America Oggi
Con l’inizio della nuova Legislatura, riprendiamo con il consueto appuntamento sulle pagine di America Oggi per parlare delle questioni che ci interessano come Comunità italiana all’estero.
Non riesco a nascondervi l’imbarazzo per il tempo che si è perso, in questi giorni, per la formazione del Governo, cosa che ha bloccato anche l’attività parlamentare tanto che non sono state costituite neanche le Commissioni permanenti.
Ormai sembra che ci sia un accordo tra Lega e 5stelle che dovrà essere formalizzato dai militanti e poi, alla fine di una telenovela snervante, si potrà arrivare a dare un governo al Paese.
Nel frattempo abbiamo perso tempo prezioso per il lavoro istituzionale anche se, personalmente, ho già cominciato a lavorare a diverse questioni prioritarie per noi che viviamo all’estero ed ho presentato due disegni di legge, tra cui quella per il riacquisto della cittadinanza, che sarà un mio cavallo di battaglia durante la legislatura.
Vedremo se il futuro Governo avrà il buon senso di riconoscere agli italiani che, nati in Italia, hanno perso la cittadinanza in seguito ad espatrio, il riacquisto della stessa semplicemente facendo una domanda al Consolato competente, senza quelle lungaggini  burocratiche che non hanno ragione di esistere di fronte all’evidenza dei fatti.
Inoltre, mi sono occupata delle questioni legate al voto all’estero e in particolare della messa in sicurezza di tale voto, infatti, il 4 maggio scorso ho depositato una interrogazione al Ministro degli Esteri e a quello dell’Interno per assicurare l’allineamento dei dati anagrafici in possesso dei consolati con quelli del Ministero dell’Interno.
Un obiettivo che sembra facile raggiungere, in un contesto ad alto contenuto tecnologico quale è quello odierno, ma che, in realtà, è di difficile realizzazione e determina notevole spreco di risorse perché molti plichi elettorali non riescono ad arrivare all’indirizzo giusto.
Anche questo contribuisce a migliorare il voto all’estero, oltre ad alcune riforme di cui avremo occasione di discutere prossimamente, come l’introduzione del voto elettronico accanto a quello per corrispondenza.
Personalmente, sono soddisfatta che la mia battaglia sia condivisa anche da altri eletti all’estero e spero che insieme si riuscirà a fare un buon lavoro, visto che, come ho sempre detto: l’unità fa la forza!
Una unità che spero sapremo dimostrare nei fatti quando il futuro Governo sarà operativo.
Spero che tale giorno arrivi presto anche se Forza Italia ne sarà fuori valutando attentamente l’operato punto per punto.
L’Italia non può attendere, Silvio Berlusconi ha fatto un passo indietro e con lui Forza Italia per senso di responsabilità verso il Paese e verso tutti gli italiani, anche di quelli all’estero, che da tanto aspettano risposte.
Questo è senso dello Stato e spero che serva a dare quell’input necessario a rinnovare il Paese.
Nel frattempo, mercoledì scorso l’Istat, nel suo rapporto annuale, ci ha detto che i giovani continuano ad andare via dall’Italia, evidenziando che, nel 2017, ci sono state circa 153.000 partenze per andare a lavorare e vivere all’estero, soprattutto nel Regno Unito, in Germania, Svizzera e Francia.
Inoltre, aumentano i laureati che “scappano” e lo vediamo bene anche dagli arrivi in Canada e USA.
La politica di fronte a questo appare debole e non pronta ad affrontare la sfida sociale che pone il Paese, cosa che causa anche questi ritardi nella formazione del Governo.
Penso che in un momento di difficoltà per l’Italia come questo bisognerebbe porre anche l’accento sul ruolo degli italiani all’estero nella promozione del nostro Sistema Paese.
Se nascerà un Governo valuterò con molta attenzione se le politiche per l’emigrazione saranno all’altezza dei tempi e mi comporterò di conseguenza.
Chissà se tale Governo avrà la lungimiranza di considerare l’emigrazione come una risorsa e non un problema?
Se capirà che i soldi spesi per i servizi consolari e la formazione linguistica all’estero non sono soldi buttati al vento ma sono un investimento prezioso che genera ritorno, a cominciare dal turismo delle origini, che dovrà essere preso più sul serio a livello governativo e regionale con progetti ad hoc rivolti, soprattutto, ai giovani delle seconde e terze generazioni.
Fucsia Nissoli Fitzgerald

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