Data odierna 19-11-2017

“Vengo con emozione ai lavori del Cgie, poiché credo che qui sia rappresentato tutto il mondo, quel mondo dell’Italia all’estero che cerca ascolto in madrepatria. Ma, come è noto, il mondo...

Nissoli: Nuova linfa negli organismi di rappresentanza

“Vengo con emozione ai lavori del Cgie, poiché credo che qui sia rappresentato tutto il mondo, quel mondo dell’Italia all’estero che cerca ascolto in madrepatria. Ma, come è noto, il mondo è in continua evoluzione ed i flussi migratori, conseguentemente, sono soggetti ai mutamenti sociali, economici e culturali”.

Al debutto come parlamentare in assemblea plenaria, l’onorevole Fucsia Nissoli, deputata di Scelta Civica eletta in Nord America, è intervenuta ieri pomeriggio alla Farnesina, dove è riunito il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.

“Credo – ha proseguito Nissoli – che abbiamo di fronte un mondo che cambia il suo volto anche sul fronte dell’emigrazione con la forte ripresa migratoria, costituita soprattutto da giovani qualificati, dovuta alla crisi economica che ancora non mostra segni di esaurimento. Ci troviamo di fronte ad una complessità del fenomeno emigratorio che deve essere pienamente rappresentato in questo organismo, essenziale per individuare piste efficaci ed efficienti di coinvolgimento della comunità italiana nel mondo nel Sistema Italia. Ed allora se si sono rivisti i rapporti tra le strutture di promozione del made in Italy all’estero è necessario anche che gli organismi di rappresentanza siano adeguati ai tempi ed opportunamente riformati e rivitalizzati, anche prevenendo un chiaro ed evidente coinvolgimento delle nuove generazioni”.

“Cari amici, – ha proseguito – in un contesto di riforme istituzionali dove viene ripensato il sistema di rappresentanza credo che anche noi che viviamo all’estero dobbiamo svolgere un ruolo attivo per far si che la rappresentanza degli italiani all’estero possa vivere, nella distinzione dei ruoli, sia in Parlamento che nei Comites e CGIE. Sappiamo tutti come vi sia un forte scetticismo sia nella Commissione dei Saggi di Napolitano che in quella più recente varata dal Governo Letta sulla legittimità della Circoscrizione estero, umna posizione che coinvolge a cascata l’intero mondo della rappresentanza degli italiani all’estero. Ricordo a tal proposito, ed io allora guardavo la questione solo come cittadina impegnata nel volontariato, l’impegno del Cgie, con l’allora Segretario generale Narducci, e quello del Ministro Tremaglia con la sponda forte dell’on. Giovanni Bianchi, allora presidente del Comitato per gli italiani all’estero, per modificare la Costituzione ed istituire il voto all’estero. Una conquista che arricchì la rappresentanza dando facoltà agli italiani all’estero di intervenire direttamente sul processo legislativo. Oggi credo che dobbiamo essere come allora all’altezza dei tempi ed incidere con proposte forti sul processo di riforma istituzionale affinché queste conquiste siano parte effettiva del nuovo assetto istituzionale”.

“Abbiamo, nella distinzione dei ruoli, il compito alto di lavorare per tenere unite le due Italie, – ha sottolineato – quella che vive dentro i confini nazionali e quella che vive all’estero pur avendo nel cuore l’amore profondo per le proprie origini. Per fare questo abbiamo bisogno di rappresentanze rinnovate e di lasciarci alle spalle la sequenza di rinvii delle elezioni di Comites e CGIE, ultimo dei quali quello espresso nel decreto-legge 30 maggio 2012, n. 67. Le collettività italiane nel mondo chiedono di potersi esprimere nello scegliere la propria rappresentanza ed il Governo non può fare orecchie da mercante soprattutto in un momento delicato in cui sono in ballo le riforme istituzionali: non sarebbe etico nei confronti di chi ha già tanto dato e merita il giusto riposo ne lo sarebbe verso l’anelito democratico di quei tanti italiani che sentendo vivo il legame con la madrepatria vogliono contribuire al dibattito istituzionale e non solo in atto nel nostro Paese”.

“Dunque, – ha concluso – i tempi stringono, le sfide sono tante ed ardue a cominciare dalle temi legati all’informazione ed alla diffusione della lingua e cultura italiana all’estero oltre a quelli connessi con i servizi consolari e la promozione del Sistema Italia nel mondo; dobbiamo agire in maniera sinergica sia noi che siamo impegnati in Parlamento che Voi nel CGIE: l’agenda della politica non ci attenderebbe oltre e soprattutto i cittadini italiani all’estero sarebbero delusi del nostro operato”. (aise)

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