Data odierna 22-11-2017

Ha visto la luce in Campidoglio la “Rete Europea per la Disabilità”, al termine di due giorni di meeting in Sala delle Bandiere con tecnici e uomini delle istituzioni da diversi Paesi europei....

Ha visto la luce in Campidoglio la “Rete Europea per la Disabilità”, al termine di due giorni di meeting in Sala delle Bandiere con tecnici e uomini delle istituzioni da diversi Paesi europei. Tra questi, il sindaco di Budapest Gabor Demszky, gli assessori alle Politiche Sociali Xavier (Città di Lussemburgo) e Dancausa (Madrid), i responsabili dei dipartimenti Affari Sociali e Disabilità Falcato Simoes (Lisbona) e Florea (Bucarest). Firma del protocollo e sostegno assicurati anche dai sindaci Costello (Dublino) e Haupl (Vienna), non presenti ai lavori.
Per la città di Roma hanno firmato la dichiarazione d’intenti il sindaco Alemanno e l’assessore alle Politiche Sociali Sveva Belviso.
Obiettivi dell’intesa, nata dall’iniziativa dello stesso Assessorato capitolino con la partecipazione di sette capitali europee: porre la disabilità al centro dell’interesse delle amministrazioni locali del continente; integrare e condividere, tra i firmatari, problemi, esperienze, progetti, informazioni e buone prassi in tema di politiche per i disabili.
Nel corso del meeting, i delegati hanno discusso progetti e soluzioni per rendere le città più accessibili ai disabili. Durante il primo giorno – presenti l’assessore Belviso, il delegato del Sindaco per la Disabilità Antonio Guidi e il presidente della Commissione Consiliare Politiche Sociali, Giordano Tredicine – il dibattito ha fatto centro su assistenza domiciliare, servizi alla persona, aiuto per il recupero dell’autonomia.
La seconda giornata ha invece avuto come tema la mobilità e il trasporto dei cittadini con handicap grave. Sono state approfondite le criticità, vagliati i progetti, esaminate le possibilità di trasferire da una città all’altra le iniziative più virtuose attuate da ciascuno.
A conclusione, l’impegno per tutti di ampliare il raggio d’azione a minori, anziani, immigrati e persone comunque fragili.

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