Data odierna 12-12-2017

Apprendiamo con sorpresa che il disegno di legge sulla riforma elettorale, il così detto “Rosatellum 2.0″ – sul quale il governo ha deciso di mettere la fiducia – va anche  a...

Nardi (UIM) – Legge elettorale: modifica indigeribile per gli italiani all’estero

Apprendiamo con sorpresa che il disegno di legge sulla riforma elettorale, il così detto “Rosatellum 2.0″ – sul quale il governo ha deciso di mettere la fiducia – va anche  a modificare in modo significativo la legge 459 del 27 dicembre 2001, quella sul voto all’estero.

Innanzitutto, introducendo una norma che permetterà anche ai non iscritti all’AIRE di potersi candidare in un collegio della Circoscrizione Estero ed un’altra che invece impedirà agli iscritti all’AIRE di potersi candidare in un collegio in Italia.

Per quanto riguarda la prima modifica alla legge sul voto all’estero, attualmente in vigore, è evidente che essa mette in discussione un principio fondamentale, peraltro già oggetto di un ampio dibattito all’epoca dell’approvazione della legge 459 del 2001, e cioė quello di una rappresentanza effettiva nel parlamento degli italiani all’estero attraverso candidati obbligatoriamente iscritti all’AIRE. Una modifica, quindi, assolutamente indigeribile per gli italiani all’estero. Per di più coloro che nel parlamento e nei partiti italiani ritenevano discriminante questa norma tra cittadini italiani, ovvero nei confronti dei residenti in Italia che non potevano candidarsi nella Circoscrizione Estero, come spiegano e tollerano adesso l’altra modifica introdotta nel “Rosatellum 2.0″ che impedisce agli iscritti AIRE di potersi candidare in un collegio in Italia?

La verità vera, a mio avviso, è che la legge sul voto all’estero non è mai interessata a nessuno in Italia, salvo qualche rara eccezione, ed è stata mal sopportata un po’ da tutto il mondo politico e subita in un momento storico particolare. Dopo di che anche gli italiani all’estero, e non solo loro a dire la verità, hanno contribuito non poco a squalificare questa grande conquista democratica candidando ed eleggendo in parlamento personaggi non sempre degni ed all’altezza del compito che tale ruolo di rappresentanza richiedeva.

Naturalmente la richiesta di fiducia sul “Rosatellum 2.0″ – una decisione obbligata per arrivare finalmente ad una legge elettorale identica per entrambe le Camere, prima delle ormai prossime elezioni politiche – renderà impossibile, anche per gli stessi eletti all’estero, cercare quantomeno di impedire queste modifiche che scalfiranno irremediabilmente la legge sul voto all’estero senza, invece, porre rimedio alle criticità emerse nei dieci anni della sua applicazione. Peccato perchè questa riforma della legge elettorale poteva essere un’ottima occasione per migliorare la legge 459 del 2001.

Dino Nardi, coordinatore UIM Europa

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